Gratis scommesse sportive in Italia 2026 — la classifica di chi paga e chi fa pagare
Verificato il 31 Ottobre 2026 sulle condizioni pubblicate dai concessionari e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Nessun bookmaker regala niente. È la frase che apre ogni guida seria a questo argomento e che nessuno legge davvero, perché la parola «gratis» nella ricerca di partenza promette l’opposto. Allora mettiamola in cifre, che è più onesto di qualunque avvertimento: il bonus cash da 50 € di William Hill arriva in cinque tranche da 10 €, e ognuna di quelle tranche si sblocca solo giocando con denaro reale una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00. Non è una formalità. È una commissione di ingresso che si paga in rischio, non in euro.
Il materiale che trovi qui sotto è tutto verificabile e tutto datato. Le concessioni sono lette dall’elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i requisiti dalle pagine di condizioni dei singoli operatori, aggiornate al 25 ottobre 2026. Nessuna quota è inventata: dove c’è un prezzo, c’è accanto la data in cui quel prezzo è stato rilevato, perché una quota invecchia in un pomeriggio e un requisito di puntata invecchia in un anno.
Questo è il punto che cambia la lettura di tutto il resto. Un bonus senza deposito da 10 €, giocabile in una singola scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni, è gratis solo nel senso che non hai tirato fuori soldi. Il tempo che devi spendere per attivarlo — documento, cellulare, e-mail, tutti verificati — è tuo, e il rischio che quella singola obbligata si bruci è tuo. Il bookmaker ha comprato tre giorni della tua attenzione al prezzo di un potenziale payout che, come vedremo con l’aritmetica in mano, vale molto meno dei 10 € stampati sulla locandina.
La classifica: dieci concessionari ADM e quello che si paga in ognuno
Panorami è una parola che promette un colpo d’occhio. Ma un colpo d’occhio su dieci bookmaker senza i numeri giusti è una vetrina, e le vetrine le allestisce chi vende. Qui i numeri giusti sono due, e nessuno dei due è il bonus: chi è il concessionario dietro il marchio, e che cosa dicono le sue condizioni sul punto che ti interessa.
La concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Questo dettaglio sembra tecnico e invece è la cosa più pratica del mondo: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, ma anche Bwin e Giocodigitale. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare su due righe diverse dell’elenco, con numeri diversi, per Goldbet e per Lottomatica. Se un giorno un sito cambia pelle o un marchio sparisce, il numero di concessione è ciò che resta identificabile — ed è l’unico modo per capire con chi stai davvero trattando.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul bonus | Note |
|---|---|---|---|
| Planetwin365 | 16007 — Pwo S.p.a. | — | App con risultati in diretta su più di 20 sport |
| bet365 | 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | — | Partner globale UEFA Champions League |
| BetFlag | 16008 — Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito 10 € + 200 Fun Flag: un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito fino a 5.000 € |
| Betfair | 16028 — Betfair Italia S.r.l. | — | Mercati combo e sezione Supercombo a quote maggiorate |
| William Hill | 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus cash 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni a quota minima 5.00 | Prima ricarica con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller: nessun diritto all’offerta |
| Goldbet | 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio |
| StarCasinò | 16026 — Azzurri Limited | Bonus di benvenuto Sport separato da quello Casinò | — |
| Lottomatica | 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — | Promozioni settimanali per i nuovi iscritti con Conto Gioco |
| SNAI | 16032 — Snaitech Spa | — | Promozioni settimanali e offerte periodiche per i nuovi utenti |
| Eurobet | 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — | Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali |
I trattini in quella colonna non sono pigrizia editoriale. Sono il punto. Per otto dei dieci marchi l’elenco pubblico dell’ADM non dice quali giochi siano autorizzati — non esiste una colonna «calcio» — e le pagine di condizioni che ho potuto leggere non quantificano il bonus sport in modo confrontabile. Metterci un numero che non c’è sarebbe il modo più rapido per rendere inutile ogni altro numero di questa pagina. La differenza tra William Hill e BetFlag, che sono le due offerte documentate nel dettaglio, la si vede bene: una richiede onori e oneri al momento del deposito, l’altra ti fa rischiare una giocata a quota 5.00 in 72 ore. Sono due costi diversi, non due prezzi diversi.
La quarta colonna la leggo come un promemoria, non come un argomento. «Più di 20 sport», «tutti i campionati di calcio», «mercati combo»: sono descrizioni che l’operatore dà di sé stesso nelle schede dei suoi negozi di applicazioni, non garanzie verificate su ogni singolo palinsesto. Però dicono qualcosa di utile sul posizionamento — Planetwin365 costruisce il prodotto sull’ampiezza, William Hill sulla struttura del bonus, Betfair sullo scambio e sui mercati derivati. Sapere dove un operatore mette i suoi sforzi è metà del lavoro di scelta.
Il numero di concessione ha un secondo uso, e vale la pena spenderci due righe. Serve a distinguere un concessionario da un marchio che si presenta con una licenza straniera e un dominio internazionale: il primo ha una riga su un elenco pubblico, il secondo no. Fra i 52 numeri del registro, da 16000 a 16051, non compaiono i nomi di diversi operatori che pure occupano le prime posizioni dei risultati di ricerca. Chi vuole verificare da sé trova l’elenco nella sezione dedicata alla normativa qui sotto, dove sta anche la procedura pratica.
Fondamenti: come si legge un’offerta prima di accettarla
Un bonus di benvenuto è una promessa con tre o quattro parentesi attaccate, e la maggior parte dei giocatori legge solo la parte prima della parentesi. Qui di seguito la struttura completa, perché il costo di un’offerta sta sempre nella terza riga delle condizioni, quella che nessuno scorre fino in fondo.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Tu versi, il bookmaker ti accredita un importo in una valuta interna che non è ancora denaro, e per trasformarla in saldo prelevabile devi fare qualcosa. Quel «qualcosa» è il costo reale. NetWin lo descrive con una chiarezza quasi brutale: un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Poi, come se non bastasse, chiede un ulteriore rigioco 1x in una multipla di almeno 4 eventi a quota minima 1.50 e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni. Due giri, non uno.
Il secondo fondamento è che il bonus non è denaro finché non è sbloccato. Sulle scommesse NetWin il bonus copre fino a 100 € per singola scommessa e l’eccedenza è pagata dal saldo reale; il cash out non è disponibile sulle scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus. Tradotto: nel momento in cui usi il bonus, perdi uno strumento di controllo del rischio. Chi ha l’abitudine di chiudere in anticipo una giocata che sta girando male si trova senza quella leva proprio sulle scommesse che gli interessano di più.
Il terzo fondamento riguarda la distinzione tra bonus e freebet, che quasi tutti confondono. William Hill è esplicito: le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. La puntata non torna. Se punti 10 € a quota 2,00 con una freebet, non ricevi 20 € ma 10 €. È la differenza tra giocare con i tuoi soldi e giocare con un credito di gioco, e vale la pena tenerla a mente ogni volta che un’offerta usa la parola «gratis».
Il quarto fondamento è la scadenza. Il bonus cash di William Hill scade dopo 7 giorni. I 10 € di BetFlag vanno giocati entro 3 giorni dall’attivazione, che a sua volta avviene solo dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail e comunque entro 30 giorni dalla registrazione. C’è una finestra burocratica dentro la finestra temporale, e la finestra burocratica non dipende da te. Se la verifica si incarta, il conto alla rovescia è già partito.
Messo insieme, il quadro è questo: un’offerta sportiva con concessione ADM ha quattro manopole — il massimo utilizzabile per giocata, la quota minima, la tipologia di giocata ammessa e il tempo. Chi ne controlla una sola sta leggendo la pubblicità invece delle condizioni.
Normativa: concessione, elenco ADM e quello che l’elenco non dice
L’Italia regola il gioco a distanza con un apparato che conviene conoscere, non per amore delle procedure ma perché le procedure determinano quello che puoi farti rimborsare, bloccarti e cancellare. Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Attenzione alla parola «concessione», perché non significa quello che molti credono. Non è una licenza aperta, rilasciata a chi la chiede e paga una tassa. Sono concessioni attribuite per gara pubblica. L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.
Il comma 3 dello stesso articolo fissa un dettaglio che nessuna pubblicità mette in evidenza: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La concessione scade e non si rinnova automaticamente. Il comma 5 richiede tra l’altro una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Il comma 3 dell’articolo 4 e il comma 3 dell’articolo 5 tengono fissi, per tutta la durata della concessione, le condizioni contrattuali e il regime fiscale.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una.
Ed è qui che l’elenco smette di essere una risposta e diventa una domanda. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, alle scommesse di scambio e al bingo in qualunque combinazione. Il tuo nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. E soprattutto: la presenza in una classifica non è una concessione. Sono due cose diverse, e nessuna delle due si deduce dall’altra.
Il palinsesto è l’altra faccia della medaglia. L’articolo 2, lettera s), definisce il palinsesto come il programma degli eventi e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Si può scommettere solo sugli eventi che stanno lì dentro. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nei singoli palinsesti è un’informazione che cambia da operatore a operatore e non è pubblica in forma aggregata.
Due precisazioni che rimbalzano spesso nelle discussioni fra giocatori. La prima: le scommesse live le offre ogni grande operatore, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live. La seconda: sulle scommesse sportive non è noto alcun tetto statutario in euro alle puntate; gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
E l’offerta illegale? Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «scomparsi».
C’è poi il lato che riguarda te e non l’operatore. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge, nella stessa formulazione: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Ma la norma esiste, è scritta, e chi decide di giocare su un .com senza concessione italiana la sta ignorando.
Il Decreto Dignità merita una riga sua, perché è la norma che il settore cita più spesso senza averla letta. L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con parole senza margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.
Il punto che conta per chi cerca «gratis» è però un altro: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non è noto alcun tetto statutario al bonus, né alcun tetto ai requisiti di puntata. Gli importi, i rigioghi, le quote minime e le scadenze vengono esclusivamente dalle condizioni di ciascun operatore. È la ragione per cui questa pagina riporta le condizioni e non le promesse: le promesse non sono regolate da nessuno.
Sul fronte sanzionatorio, il 2025 si è chiuso senza sanzioni dell’AGCOM per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. È stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Infine la verifica pratica, che è più semplice di quanto sembri. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblicato dall’ADM; l’operatore a sua volta dichiara nelle proprie condizioni il numero di concessione e la società concessionaria. Basta leggere due righe e confrontarle. Se il numero non c’è o la società non compare nell’elenco, tutto il resto della pagina — bonus, quote, assistenza — è scritto su un terreno che non è italiano. Vale la pena farlo prima, non dopo.
Gioco responsabile: i limiti che esistono, e la RUA che ti segue
Il capitolo più utile di questa pagina è anche quello che si legge con meno entusiasmo. Pazienza: è lo stesso motivo per cui va scritto senza fronzoli. Gli strumenti di tutela su un operatore con concessione ADM non sono un omaggio al politically correct — sono obblighi di legge, e la loro assenza su un sito senza concessione è esattamente ciò che distingue le due cose.
Partiamo dalla regola più visibile: si gioca dai 18 anni in su. L’articolo 3, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Niente di opinabile, niente di derogabile per via contrattuale.
Poi c’è l’identificazione, che in Italia è la porta d’ingresso obbligata a tutto il resto. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e la registrazione con SPID; BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È una regola che sembra burocratica e invece è la ragione per cui un prelievo non arriva: chi si registra in fretta con il modulo e poi si dimentica il documento resta con i soldi dentro e la porta chiusa.
Sui limiti, l’articolo 15, comma 1, elenca gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: alla lettera a) gli autolimiti di tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La lettera d) è saltata nell’elenco perché il testo è quello che è: non tutto è simmetrico, nemmeno nelle norme.
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e aggiunge la clausola che conta: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato dopo 7 giorni. Sette giorni di attesa per alzare un limite sono sette giorni in cui il ridimensionamento lavora per te. È la struttura più intelligente dell’intero impianto, ed è anche quella che nessuno va a leggere.
Sull’autoesclusione conviene essere precisi, perché qui la posta è alta. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Lo strumento che rende operativa questa promessa è la RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Non è un filtro di cortesia, è un muro.
Ed è qui che il discorso diventa serio. I siti senza concessione non sono collegati alla RUA. Un giocatore che si è autoescluso e che continua a cercare un bookmaker atterrando su un dominio internazionale è, su quel dominio, un giocatore senza protezioni: nessun limite obbligatorio, nessun registro che lo fermi, nessuna via di reclamo in Italia. Su un tema dove la vita delle persone c’entra più dei margini, questa è l’unica informazione di questa sezione che valga la pena ricordare a memoria.
Gli operatori aggiungono strumenti propri. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è l’unica riga di tutto il materiale che non ho alcuna intenzione di commentare.
C’è infine un obbligo che riguarda il concessionario e non il giocatore, ma che vale la pena conoscere perché dice molto sull’architettura della tutela: l’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Lo Stato ha vietato al settore di farsi pubblicità e gli ha imposto di pagare per fare informazione. È una combinazione che continua a sembrarmi un buon affare per il giocatore, per quanto imperfetta.
Bonus e freebet: i requisiti di puntata, la quota minima e il conto che non torna
Questa è la sezione dove il bonus smette di essere un numero grande e diventa un numero piccolo. Non è cinismo, è aritmetica, e l’aritmetica non ha una posizione da difendere.
Cominciamo dai termini, perché il gergo è metà dell’inganno. «Requisiti di puntata» e «rigioco» indicano la stessa cosa: quante volte devi far girare il credito prima che diventi prelevabile. «Quota minima» è il prezzo più basso al quale una giocata conta ai fini del rigioco. Sono due numeri che si inseguono, e il secondo rimuove spesso le giocate che avresti scelto davvero. NetWin esclude sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo dal computo del primo giro. Betsson, sul suo Bonus Deposito Sport, esclude sistemi e live e dichiara che il cashout non è disponibile sulle scommesse qualificanti. Il risultato è che la parte del palinsesto che usi abitualmente può essere proprio quella che non conta.
Poi ci sono le quote minime, e qui le cifre uccidono qualunque discorso generico. William Hill chiede una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00. NetWin chiede, nel primo giro, multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; nel secondo, una multipla di almeno 4 eventi a quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale. Betsson, sul bonus registrazione, parla di multiple di almeno 8 eventi prematch a quota minima 1,50; sul bonus deposito, di almeno 5 eventi a quota minima 1,50. BetFlag chiede una quota totale minima di 5.00. Sono sistemi diversi con la stessa conseguenza: ti obbligano a comporre giocate che non avresti composto, con la varianza che quelle giocate portano con sé.
E la varianza non è un dettaglio tecnico. Una multipla di 5 selezioni a quota minima 5.00 ciascuna è una giocata che perde quasi sempre. Cinque eventi a quota 5,00 come quota minima delle singole non sono cinque favoriti: sono cinque outsider o cinque mercati derivati, e la probabilità di azzeccarli tutti insieme è bassa in modo strutturale. Il bonus non ti chiede di scommettere, ti chiede di rischiare, e il rischio lo paghi tu.
Aggiungiamo il tempo, che è un costo silenzioso. Il bonus cash William Hill scade dopo 7 giorni. I 10 € di BetFlag vanno giocati entro 3 giorni dall’attivazione. NetWin dà 7 giorni per il primo giro e 3 per il secondo, con la seconda giocata confinata al mercato 1X2. Betsson dà 3 giorni per il rigioco del bonus registrazione e 7 per quello del bonus deposito. Chi ha una settimana di lavoro pesante fuori casa non è il pubblico di queste offerte, e nessuna locandina lo dice.
Ci sono poi i mezzi di pagamento, che è la clausola più spietata e più nascosta di tutte. Il bonus cash di William Hill diventa prelevabile alle condizioni già viste sopra, e i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Paghi con il metodo che usi per tutto il resto e l’offerta non esiste più. La riga è scritta nelle condizioni, non in prima pagina.
Ora l’aritmetica, che è il motivo per cui vale la pena leggere fin qui.
Prendiamo una freebet nominale da 10 €, di quelle in cui la puntata non viene restituita con la vincita, e mettiamola su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90. Non è un prezzo rilevato su un evento reale: è l’esempio che serve a far girare i conti. Su quel mercato il payout share è pari a 1 diviso per la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè circa il 95 %, e il margine del bookmaker è il restante 5 %. È l’unico passaggio che devo esplicitare: la somma delle probabilità implicite delle due quote supera il 100 %, e la differenza la tiene l’operatore.
Il valore medio di quella freebet si ottiene moltiplicando l’importo per la differenza fra la quota e 1, dividendo per la quota, e applicando il payout share del mercato. Con 10 € e quota 1,90 il risultato è di circa 4,50 €, ovvero il 45 % del nominale; su un mercato più caro, diciamo un payout share dell’88 %, lo stesso calcolo scende verso i 4,20 €, e su uno più generoso con il 97 % risale verso i 4,60 €. Il valore sta in quella banda, e la condizione che lo tiene in piedi è che la freebet sia spesa una volta sola su una singola a quota fissa, senza rigioco e senza quote minime particolari. È una stima statistica su molte giocate: dice quanto vale l’offerta in media, non quanto vincerai.
Da lì il passo è breve e vale la pena farlo. La stessa logica dice che una freebet da 10 € senza puntata restituita vale sempre meno di 10 € — fra il 42 % e il 46 % del nominale nella banda che ho appena calcolato — e quella è la cifra che il bookmaker ha comprato con la sua pubblicità, non il numero stampato. Non serve aggiungere che cosa succede quando ci metti sopra un requisito di puntata e una quota minima: il valore scende ancora, e per calcolarlo servirebbe il margine esatto del mercato che quell’operatore ti impone, che non è un dato pubblico. Ho preferito dirlo invece di inventarlo.
Questo è il punto in cui la parola «gratis» si rompe in due. Il credito è gratis nel senso contabile — non l’hai pagato — e carissimo nel senso pratico, perché ti ha comprato una giocata obbligata a quote che non avresti scelto, entro un tempo che non hai deciso, con una parte del palinsesto esclusa. Chi accetta un’offerta del genere dovrebbe farlo per il prodotto che ci sta intorno: un’app decente, mercati che ti interessano, prelievi ordinati. Il bonus è il contorno, e nel migliore dei casi vale un quinto di quello che promette.
Sport e tornei: dove il palinsesto conta più del bonus
Ultima cosa prima dei giudizi sui singoli marchi, e non è la meno importante: se giochi su una multipla di 5 selezioni a quota minima 5.00, il bonus non è il tuo problema. Il tuo problema è se quei mercati esistono, se le quote reggono il confronto e se l’esito lo puoi seguire mentre accade.
Il calcio è la spina dorsale del prodotto. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. bet365 si presenta come partner globale per le scommesse della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. Goldbet mette a disposizione schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
Su dove si costruiscono le multiple obbligate, i mercati derivati contano più degli 1X2. Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono esattamente i mercati che un requisito di quota minima 2.00 o 1.50 ti spinge a usare, perché l’1X2 di un incontro equilibrato raramente arriva a quelle soglie. Chi ha dimestichezza con Under/Over e con i multigol si trova un rigioco più facile davanti; chi gioca solo l’esito finale paga il requisito in rischio aggiuntivo.
Il calendario, poi, è una variabile di cui pochi tengono conto. Un bonus che scade in 7 giorni e chiede una multipla da 5 eventi vive e muore dentro la stessa giornata di campionato. Se la finestra cade in una sosta nazionali, ti restano le coppe o i campionati esteri: meno eventi, meno scelta, e la tentazione di riempire la multipla con quello che c’è. Le promozioni legate alla stagione hanno una logica diversa: l’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Qui il tempo non è il nemico — è il moltiplicatore, perché la stessa giocata si ripete per settimane.
Il live merita un avvertimento. Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili per operatore. In più, diverse condizioni di bonus escludono espressamente il live dal computo del rigioco — NetWin e Betsson lo fanno. Chi costruisce la sua strategia sul live si trova a doverla sospendere proprio mentre sblocca un bonus.
Una nota sull’ippica, che in Italia è una storia a parte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, all’articolo 6, comma 1, lettera a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. Se un operatore offre i secondi online non è dato sapere. Chi punta sull’ippica farà bene a leggere il palinsesto prima di contare su un mercato che potrebbe non esserci.
E per completezza, dato che il gergo circola: le scommesse su eventi simulati sono definite dall’articolo 2, lettera v) e sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive, con i siti degli operatori che ospitano una sezione «Virtuali». Il betting exchange è ammesso come gioco separato — articolo 6, comma 1, lettera e): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
I dieci operatori: che cosa costa ciascuno
Passiamo ai giudizi. L’ordine è quello dell’elenco, e non è una graduatoria: non esiste un modo onesto di mettere in fila dieci offerte di cui otto non pubblicano condizioni confrontabili. Quello che si può fare è dire, per ognuna, dove sta il costo.
Planetwin365 (concessione 16007): l’ampiezza al posto del bonus
Pwo S.p.a. detiene la concessione numero 16007 per il sito Planetwin365, e il prodotto insiste su una cosa sola: la copertura. Campionati nazionali ed europei, coppe continentali, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Sul fronte del bonus di benvenuto non ci sono condizioni quantificate da confrontare, e non me la sento di inventarne una per riempire il paragrafo.
Per chi gioca molto e in modo vario, l’ampiezza del palinsesto è una qualità che si sente ogni settimana; un bonus a importo fisso si consuma in un pomeriggio. Il costo, qui, è di segno opposto a quello delle offerte aggressive: non paghi in varianza obbligata, paghi in assenza di un incentivo strutturato. Chi si registra solo per l’omaggio troverà poco; chi ci passa l’anno troverà i mercati.
bet365 (concessione 16030): l’unico che può scrivere «UEFA» in vetrina
Hillside (New Media Malta) Plc, concessione 16030 per bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, e questo spiega molto della sua posizione: è l’operatore con la visibilità internazionale più solida del gruppo. Copertura su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. In più il pacchetto di gioco responsabile più articolato fra quelli documentati: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale indicato ai residenti in Italia.
Sul bonus sportivo non ci sono condizioni quantificate leggibili, e questo lascia aperta la domanda più ovvia di chi arriva cercando «gratis». Il valore della proposta sta altrove — nella tenuta delle quote sui grandi mercati e nella profondità dell’offerta live. Un operatore che non ha bisogno di comprare clienti con un bonus spesso non lo fa; conviene guardare il prezzo, non l’omaggio.
BetFlag (concessione 16008): il bonus senza deposito con una trappola a orologeria
Betflag S.p.a., concessione 16008 per BetFlag. Questa è l’offerta più interessante e più maliziosa della lista. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, e i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Poi ci sono i Fun Flag, che arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni: ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè otto volte il valore della tranche, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Mettiamo in fila i costi. Non versi nulla, questo è vero e non va minimizzato. Ma devi puntare a quota 5.00, che è un prezzo da outsider puro, e devi farlo entro 72 ore. Poi devi giocare otto volte il valore di ogni tranche di Fun Flag per convertirla, sempre a quota 5.00, in un importo che può arrivare a 1 €. Un euro. La struttura premia chi gioca tanto e in modo aggressivo, e punisce chi la legge come un regalo. Accanto, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €, che è un tetto alto e — per la stessa ragione — un invito a versare di più di quanto si sia disposti a rischiare.
Chi vuole provare la piattaforma senza mettere denaro ha qui l’unica porta vera della lista, e deve sapere che sta comprando un test, non un profitto. Chi cerca un rendimento dal bonus guardi altrove: otto giri a quota 5.00 per un euro non è un rendimento, è un pedaggio.
Betfair (concessione 16028): il costo si chiama comprensione
Betfair Italia S.r.l., concessione 16028 per Betfair, ed è descritto come il primo operatore con un exchange in Italia. L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione dell’operatore indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario.
Il modello dell’exchange è l’unico della lista in cui il margine non è incorporato nella quota da un bookmaker, e per chi lo capisce è una differenza sostanziale. Il costo, anche, è un altro: la curva di apprendimento. Puntare e bancare richiede una logica che non si improvvisa, e chi arriva da dieci anni di schedine tradizionali sbaglia le prime giocate quasi per definizione. Qui il bonus sportivo non è il terreno su cui si gioca la partita, e le condizioni quantificate non ci sono. Il pubblico giusto è ristretto: pochi, ma quelli giusti.
William Hill (concessione 16044): cinquanta euro che si aprono a dieci alla volta
William Hill Malta Plc, concessione 16044 per William Hill. Questa è l’offerta meglio documentata del gruppo, ed è anche quella con più condizioni da smontare.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra 10 e 5 euro non è una differenza tra due offerte: è il prezzo, in euro, della scelta di non avere SPID.
Il bonus cash di William Hill arriva in cinque tranche da 10 €, e ognuna di quelle tranche si sblocca solo giocando con denaro reale una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00. Non è una formalità. È una commissione di ingresso che si paga in rischio, non in euro. Scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile rispettando lo stesso requisito di quota. E i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta.
Cinquanta euro, cinque tranche, cinque selezioni a quota minima 5.00 per ognuna. Il requisito non è un giro di puntate: è una sequenza di venticinque selezioni ad alta quota, e la quota minima per singola selezione, non per giocata, è ciò che rende l’esercizio impegnativo. Chi deposita con il metodo che usa abitualmente per tutto il resto scopre a proprie spese che Revolut e Neteller sono esclusi. Chi non ce l’ha fatta in sette giorni ha perso il bonus e ha comunque giocato.
L’Extra Bet Club ha una logica più sostenibile: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Qui il tempo lavora a favore e il requisito si ripete per mesi. C’è anche un tetto al bonus utilizzabile per ogni scommessa, 100 €, e il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio.
Il giudizio si scrive da sé: è l’offerta con il rapporto più sfavorevole tra importo promesso e condizioni da soddisfare di tutta la lista, ed è anche quella con il club settimanale più ragionevole. Chi ha già un metodo sulle multiple di campionato guardi il club. Chi cerca «gratis» e trova i 50 € guardi la data di scadenza.
Goldbet (concessione 16009): la schedina prima di tutto
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione 16009 per Goldbet.it, lo stesso concessionario della concessione 16010. Il prodotto è quello classico: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto che si riceve scaricando l’app e registrandosi. Il registro dell’ADM non dice quali giochi siano autorizzati per questo sito, e le condizioni del bonus non sono quantificate in modo confrontabile.
Questo è l’operatore dove il bonus conta meno e il prodotto conta di più. La gamma di tipi di giocata — singole, multiple, sistemi — è la più ampia fra quelli descritti, e i sistemi sono esclusi dal computo del rigioco da quasi tutti gli altri operatori: chi li usa abitualmente si trova spesso a dover cambiare abitudini proprio per sbloccare un bonus. Qui almeno l’offerta strutturale c’è.
StarCasinò (concessione 16026): due mondi, due bonus
Azzurri Limited, concessione 16026 per StarCasinò, la stessa società dietro Betsson. Il marchio indica per i nuovi clienti un bonus di benvenuto Sport separato da quello Casinò. La separazione è un bene e un rischio insieme. Un bene, perché il credito sportivo non viene assorbito da un prodotto dove il margine della casa è strutturalmente più alto. Un rischio, perché il pubblico che arriva cercando scommesse su un marchio dal nome dichiaratamente casinò tende a essere trattato come tale: promozioni, comunicazioni e ambientazione sono pensate per un giocatore diverso.
Sulle condizioni quantificate del bonus sport non c’è materiale confrontabile, e il consiglio pratico è banale ma vero: se l’offerta casinò è più visibile di quella sportiva, stai leggendo il marketing di un’altra persona. Il prodotto scommesse va valutato per quello che è, non per quello che il nome del marchio suggerisce.
Lottomatica (concessione 16010): il conto gioco come prodotto
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. ricompare qui con il numero 16010 per Lottomatica. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. Il marchio punta sull’esperienza di apertura più che sul singolo omaggio, e per certi versi è una scelta coerente: il momento in cui perdi più gente non è la giocata, è la registrazione con documento da inviare entro 30 giorni prima che il prelievo si sblocchi.
Due siti dello stesso concessionario con numeri diversi e condizioni simili è la dimostrazione più pulita di come funziona questo mercato: la concessione è per sito, il gruppo è lo stesso, e per il giocatore cambia soltanto l’interfaccia. Chi sceglie tra i due non sta scegliendo tra due aziende, sta scegliendo tra due vestiti della stessa azienda.
SNAI (concessione 16032): la rete che non si vede
Snaitech Spa, concessione 16032 per SNAI. Per i nuovi utenti dell’app c’è un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Nulla di quantificato, come per buona parte della lista, ma la struttura delle promozioni settimanali ripetute dice qualcosa: è un modello che premia la continuità, non l’iscrizione. Chi si registra per il bonus di benvenuto e poi sparisce prende il minimo; chi entra nella logica delle offerte periodiche ha un rendimento diverso.
Il valore reale di un marchio di questo tipo sta nella rete di punti vendita e nella copertura ippica, che è quella su cui il nome si è costruito. Sono cose che non si vedono in una tabella di bonus e che contano nel quotidiano.
Eurobet (concessione 16012): l’assistenza come argomento, e non è banale
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione 16012 per Eurobet. Lo stesso concessionario gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale: tre siti, un’azienda, ed è l’esempio più chiaro del perché il numero di concessione vada letto e non intuito. Eurobet offre ai nuovi iscritti promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali, e l’assistenza clienti è raggiungibile dall’app via chat o telefono, con consultazione delle domande frequenti.
Le condizioni quantificate non ci sono, ma l’assistenza sì, e vale la pena dire perché conta. Su un’offerta con una scadenza di 7 giorni e una quota minima, il momento in cui perdi il bonus è quasi sempre il momento in cui non trovi nessuno a cui chiedere perché la giocata non è stata conteggiata. Un canale diretto dentro l’app è un vantaggio concreto, che non si vede su nessuna tabella comparativa.
Tasse e prelievi: chi paga, e perché la risposta cambia con il sito
Chiudo il cerchio su una domanda che nessuno fa prima di registrarsi e tutti fanno dopo la prima vincita. Sulle scommesse a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica prevista dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
La parte che ti riguarda è l’altra faccia di quei numeri. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: è quanto riporta la stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, con il giocatore che riceve la somma netta. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo la chiudo come si chiude qualunque discorso fiscale fatto fra amici: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto su un sito senza concessione. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il punto è che la «convenienza» di un bookmaker internazionale, spesso reclamizzata con quote leggermente migliori, si scontra con questa asimmetria: da una parte un importo netto che non dichiari, dall’altra un reddito da dichiarare per intero e un prelievo che non è stato fatto alla fonte. Il margine teorico di quota si mangia in adempimenti e in rischio, e non è un buon affare.
Sui prelievi, infine, una nota di sistema. In Italia esistono i punti vendita ricariche previsti dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, tenuti in un registro dell’ADM: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o con contanti per un massimo di 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite e non possono prelevare il saldo: ricaricare sì, incassare no. Il registro costa 100 € l’anno a chi vi si iscrive. I binari che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non è nota alcuna norma che nomini binari approvati.
Un’ultima cosa, che è anche la più irritante da leggere per chi cerca «gratis». La carta di credito è il metodo che quasi tutte le offerte sportive accettano e quello che quasi tutte pretendono al primo deposito. È anche il metodo che rende il deposito più veloce e il prelievo più lento quando il conto non è completamente verificato. La sequenza giusta è: verifica prima, deposito dopo. Chi la inverte paga l’errore con giorni di attesa, non con euro — ma i giorni di attesa su una somma vinta sono la cosa che fa più male.
Domande frequenti
Come funzionano i bonus di benvenuto dei bookmaker con concessione ADM e dove si trovano le condizioni?
Il meccanismo è comune: versi, l’operatore accredita un credito e per trasformarlo in saldo prelevabile devi giocarlo secondo regole precise. Le condizioni stanno nelle pagine di promozioni e di aiuto dell’operatore, non nella comunicazione. Lì trovi importi, requisiti di puntata, quote minime, scadenze e metodi di pagamento esclusi.
Che cosa significano requisito di puntata e quota minima in un bonus di benvenuto?
Il requisito di puntata è quante volte il credito deve essere giocato prima di diventare prelevabile. La quota minima è il prezzo più basso al quale una giocata conta nel computo: sotto quella soglia la scommessa non aiuta a sbloccare il bonus. Entrambi restringono le giocate che avresti scelto spontaneamente.
Perché con una freebet la puntata non viene restituita insieme alla vincita?
Perché la freebet è un credito di gioco, non denaro: se vinci, incassi solo la vincita netta. William Hill lo scrive esplicitamente nelle sue condizioni, dove le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte. Puntando 10 € a quota 2,00 ricevi 10 €, non 20 €.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si confronta il numero di concessione con quello dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. L’elenco è legato a un sito .it per ogni riga, ha codici da 16000 a 16051 e non indica quali giochi siano autorizzati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM l’imposta unica grava sull’operatore e il giocatore riceve la somma netta senza dichiararla, secondo quanto riporta la stampa specializzata: per la propria posizione conviene consultare un commercialista. Sui siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
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