AAMS scommesse in Italia 2026: la guida per riconoscere un bookmaker con concessione e scegliere quello giusto per te

Updated Ottobre 2026
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«AAMS» non esiste più come ente: dal 2012 le funzioni sul gioco sono passate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare ADM (ex AAMS). Chi cerca un bookmaker legale in Italia cerca in realtà una cosa sola, verificabile in due minuti: se quel sito sta nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia. Il resto — pubblicità, bonus, app ben fatta — non dimostra nulla.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le posizioni sulle concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.*

Normativa e vigilanza: cosa significa davvero avere una concessione ADM

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una licenza che si compra: è una concessione assegnata per gara pubblica, e la parola conta. Una concessione si vince, si tiene per un tempo definito e si perde.

Il quadro attuale è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti da remoto con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Sono prodotti diversi, e questa varietà è esattamente il punto da cui parte quasi ogni equivoco.

Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto: chi entra sa quanto paga e per quanto, e chi resta fuori non entra a metà strada.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Questa è la parte che quasi tutte le guide saltano. La concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. porta i marchi Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio che il giocatore vede: dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited. Chi si chiede chi stia davvero dietro un sito deve leggere la riga di licenza, non il logo.

Il secondo equivoco è più insidioso. L’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Stare nell’elenco non dimostra quindi che quel sito offra scommesse sportive: quello lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app. Un posto in una classifica, va detto, non è una concessione, e nessuna recensione — questa compresa — conferisce a un marchio un diritto che l’ADM non gli ha dato.

Come si legge un numero di concessione nei termini del conto

Un operatore autorizzato dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, ed è lì che conviene guardare. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. La stessa formula, con numeri diversi, compare nei termini di ogni brand dell’elenco.

Il controllo incrociato è semplice e non richiede competenze: si prende il numero dichiarato dall’operatore, si apre l’elenco dell’Agenzia e si verifica che quel codice esista e che il sito .it associato sia lo stesso su cui si sta giocando. Se il numero non c’è, o se il sito che si sta usando non è quello accoppiato al codice, il discorso finisce prima di cominciare. Non serve altro, e nessun bonus al mondo compensa questa verifica mancata.

Il palinsesto approvato, e cosa può starci dentro

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e l’ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.

Cosa contenga esattamente un singolo palinsesto non è dato sapere dall’esterno, ed è una buona ragione per guardare il listone invece del comunicato. Ciò che il quadro chiarisce è la varietà delle forme ammesse. Gli «eventi simulati» (art. 2, lett. v) sono eventi sportivi, ippici o di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato: stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

L’ippica, invece, è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté (art. 6, comma 1, lett. c) e art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa che non risulta, e chi ci tiene a quel prodotto farà meglio a chiederlo direttamente al servizio clienti.

Il betting exchange è ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Betfair viene descritto come il primo, con concessione 16028.

Nessun tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive risulta previsto: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.

Prevenzione e tutela: limiti, RUA e quello che protegge il giocatore

La tutela dei minori di età è un principio di legge (art. 3, comma 1, lett. a), le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Su questo non esistono sfumature, e nessun sito serio le cerca.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento e quella con SPID; Goldbet consente anche la CIE tramite un fornitore SPID. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. È una regola noiosa e sacrosanta: un conto anonimo non è un conto tutelato.

L’art. 15, comma 1 costruisce la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzarlo. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la stessa asimmetria: abbassare è immediato, alzare richiede sette giorni. Il limite che l’ADM fissa nel bando non è noto, e non serve conoscerlo per usare bene i propri.

La logica di questa asimmetria è la cosa più intelligente del sistema. Un limite che si alza in un clic protegge nessuno; un limite che si alza in una settimana è l’unico che intercetta la serata storta.

Autoesclusione e RUA: l’unico blocco che attraversa tutti i concessionari

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Admiralbet riporta nei propri termini la versione precedente — 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate — e, per il periodo successivo, una durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, su tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure su un singolo concessionario, oppure su una singola categoria di gioco come le scommesse a quota fissa. Dura fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure è a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Per chi ha un problema con il gioco il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo.

C’è un dettaglio che vale più di tutto il resto: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non autorizzato non è protetto da nessuno, e il blocco che credeva di essersi dato semplicemente non esiste.

Gioco responsabile: quello che gli operatori dichiarano di fare

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un elenco standard per il mercato, ma la presenza del numero verde italiano dentro un’applicazione internazionale è un dettaglio che dice da che parte sta l’operatore.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo che pochi giocatori conoscono: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il Decreto Dignità, dal canto suo, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). È il motivo per cui si vedono loghi di bookmaker su iniziative che non parlano di scommesse.

Criteri di valutazione: come si costruisce una classifica che non mente

Una classifica di bookmaker per il mercato italiano si costruisce dal basso, non dall’alto. Prima viene ciò che è verificabile e uguale per tutti, poi ciò che distingue davvero, e solo alla fine le preferenze personali, che vanno dichiarate come tali.

Il primo livello è la concessione. Ogni marchio trattato qui ha un numero ADM e un sito .it, e li dichiara nei propri termini. Questo non è un merito, è il requisito minimo per esistere legalmente in Italia.

Il secondo livello è il prodotto sportivo: quali sport, quali tipi di giocata, se c’è il live, se c’è lo streaming, se c’è il cash out. È qui che i dieci marchi cominciano a somigliarsi meno.

Il terzo è ciò che l’operatore scrive di fare con i limiti e l’autoesclusione. Non è un livello accessorio. Un bookmaker che chiede di fissare in registrazione tre limiti su base giornaliera, settimanale e mensile sta dicendo al giocatore una cosa precisa su come intende il rapporto.

Il quarto livello, per chi arriva da un bonus, è la struttura dell’offerta di benvenuto: quanto vale, a quali condizioni si sblocca, quanto tempo richiede. La pubblicità su questo punto non è più ammessa, eppure le condizioni restano scritte nei termini e restano la parte che costa.

Tabella: i dieci marchi, la concessione e cosa dicono i termini

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini o le schede del prodotto
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app di scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Conto di gioco con registrazione classica caricando un documento valido in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica

Cosa resta fuori dalla tabella

Nessuna delle colonne risponde alla domanda che molti lettori hanno in testa, e cioè quale di questi marchi paghi di più su una singola partita. Una quota appartiene a un evento, a un mercato e a un istante: metterla in una riga fissa sarebbe un numero inventato con la faccia seria. Il margine del bookmaker — la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi delle quote, e il margine come 100 % meno quella quota — si calcola su un listone reale, non su una tabella.

Le colonne che non ci sono meritano una parola. Un confronto onesto dovrebbe reggere un mercato identico letto nello stesso momento su dieci operatori. Nessuno lo fa, per una ragione pratica: le quote cambiano mentre si scrive.

Fondamenti: come funziona una scommessa su un operatore con concessione ADM

Una scommessa a quota fissa è un contratto con un prezzo: il giocatore mette una somma, il concessionario applica la quota, e se l’evento finisce come previsto il conto restituisce la puntata più la vincita. La matematica di base è una sola, e vale la pena averla chiara prima di guardare un bonus.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Una puntata di 10 € a quota 1,90 restituisce 19 € se vince, perché il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per 1,90 meno 1, cioè 9 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico. Nulla di esotico: è la stessa aritmetica del banco del mercato, con in più la comodità di poter perdere in salotto.

Una precisazione che sfugge: la vincita non è il profitto. Chi punta 10 € a 1,90 e incassa 19 € ha guadagnato 9 €, non 19. Le pubblicità del passato giocavano su questa confusione, ed è una delle ragioni per cui oggi certe forme di pubblicità non sono più ammesse.

Il margine del bookmaker è ciò che resta dentro ogni quota. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, la quota di restituzione è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è il restante 5 %. Detto in modo più utile: su ogni 100 € puntati su quel mercato, il bookmaker ne restituisce in media circa 95 e ne trattiene circa 5. Non è una tassa nascosta né una truffa: è il prezzo del servizio, e la differenza tra un operatore e l’altro sta proprio nei decimali di quel margine.

Il costo medio di un’offerta, applicato a chi deposita 100 €

Qui arriva il punto in cui il marketing di un bonus incontra l’aritmetica, e i due non si piacciono. Un giocatore che si è dato un limite di deposito di 100 € a settimana e vuole capire quanto gli costa, in media, giocare quel deposito su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non una quota rilevata — può fare un conto che vale più di qualunque slogan.

Cento euro di giro d’affari su quel mercato, con un margine del 5 %, producono una perdita attesa di circa 5 €, cioè il 5 % della somma giocata. Chi ripete lo stesso giro ogni settimana per un anno trasforma quei 5 € in un costo atteso di diverse centinaia di euro all’anno, sempre in media e sempre con la condizione che giochi tutto il deposito ogni volta. Chi ne gioca metà paga la metà. E il conto non è una previsione: è una media su molte puntate, e su una singola serata può finire in modo completamente diverso.

La parte che nessun bonus cancella è che il margine si applica al giro d’affari, non al deposito. Più si rigioca, più il costo atteso cresce. È il motivo per cui requisiti di puntata pesanti su un bonus sono, dal punto di vista del giocatore, un trasferimento silenzioso: ogni giro passa dal banco prima di arrivare al saldo.

Un tetto alla puntata che cambia il conto

C’è una regola che quasi nessuno legge e che nessuna tabella riporta. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Fuori dall’elenco ADM e dai brand trattati qui, è comunque il tipo di condizione che un giocatore incontra: un bonus che sembra grande ma che si può scaricare solo a rate.

Nessun tetto statale ai bonus e nessun tetto statale ai requisiti di giocata risultano previsti, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. La conclusione pratica non è che i bonus siano inutili: è che vanno letti con la stessa attenzione con cui si legge una quota, perché il loro valore dipende da quanto costa smaltirli.

Chi gioca senza concessione: cosa perde e cosa rischia

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la risposta dello Stato non è solo contro l’operatore. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali riferiti ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il verbo giusto per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Sul lato del giocatore l’ADM è esplicito. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede, nelle parole dell’Agenzia, l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quello è il testo che l’ADM stessa cita; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

La tabella dei costi di un sito non autorizzato è breve: nessun RUA, nessuna supervisione ADM, nessuno strumento di limite obbligatorio, nessun foro italiano, e in più il rischio sanzionatorio per chi partecipa. Un marchio offshore che accetta giocatori italiani gira con una licenza straniera che in Italia non vale nulla, e compare nei risultati di ricerca esattamente come gli altri.

La pubblicità vietata e il conto che paga il giocatore

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. L’ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti AGCOM sui media.

Lo stato di attuazione è meno granitico di quanto sembri. La stampa di settore riferisce che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Per il lettore la conseguenza è concreta e poco intuitiva. Le condizioni dell’offerta non sono pubblicizzate e quindi vivono nei termini, che è l’unico posto dove leggerle per intero. Non è un caso che questo articolo rimandi continuamente ai documenti contrattuali: è l’effetto collaterale di una norma pensata per proteggere, che sposta l’informazione in un posto meno comodo.

Scommesse, casinò, due permessi diversi

Un errore di lettura frequente, e costoso, è trattare «gioco» come una cosa sola. Scommesse e casinò sono permessi separati con regole separate: un limite di deposito imposto per il casinò non è un limite sulle scommesse, e un concessionario può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione.

Diversi marchi dell’elenco sono nati casinò-first e hanno aggiunto il bookmaker. Non è un difetto, ma cambia cosa aspettarsi: il prodotto sportivo può essere più sottile di quello di un operatore che nasce sulle scommesse. Chi cerca profondità su un campionato minore guardi il listone, non la home page.

Pagamenti: ricariche, conti e il dettaglio dei punti vendita

L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche. L’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Questi punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno a chi lo gestisce.

Nei confronti tra operatori ADM si vedono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini, ed è quello che conta: un metodo presente da un concorrente non è detto che sia attivo sul conto che si sta aprendo.

Il quadro sulle criptovalute presso i concessionari ADM è aperto, e non risulta una norma che nomini i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Tasse: chi paga l’imposta e cosa deve fare il giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la faccenda è più semplice di quanto si creda, con una riserva. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: secondo la stampa del 2024 e del 2026 le vincite sono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la chiusura di rito: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Per le vincite da siti non autorizzati o esteri il discorso cambia e peggiora. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione si enuncia così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il contrasto tra le due situazioni è la sintesi più onesta della scelta tra un operatore con concessione e uno senza. Da una parte un prelievo che non si vede e non si dichiara; dall’altra un reddito da dichiarare, su una vincita che magari il sito non pagherà mai.

Quale operatore scegliere: dieci concessionari ADM e per chi funziona ciascuno

Passiamo ai marchi. Tutti e dieci stanno nell’elenco ADM con un numero di concessione e un sito .it; nessuno di loro è qui per un merito che l’elenco non assegna, e l’ordine non è una graduatoria. La concessione è per sito, non per azienda, e il concessionario spesso non è il marchio.

Sisal: l’accesso più rapido per chi scommette dal telefono

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per il sito .it del marchio. L’app di scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

L’identificazione con impronta digitale è una comodità che sembra un dettaglio fino alla prima volta che si deve piazzare una giocata con il telefono in una mano e il resto del mondo nell’altra. Un conto che si apre con un codice e si gestisce con un dito elimina l’attrito esattamente nel momento in cui l’attrito costa di più.

Il rovescio è la sostanza: il marchio dichiara l’accesso, non l’ampiezza del palinsesto. Chi vuole capire se il listone copre la Serie C o un campionato estero lo deve aprire, e in quel caso il Touch ID non aiuta.

Per chi scommette quasi sempre da smartphone e considera l’accesso rapido una parte del prodotto, l’identificazione biometrica è il vantaggio più tangibile tra i dieci. Per chi sceglie un bookmaker sulla profondità dei mercati, questo è un argomento che pesa poco.

SNAI: il catalogo di giocate più largo del gruppo

Snaitech Spa detiene la concessione n. 16032. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La sequenza di tipi di giocata è la più ampia che i dieci marchi dichiarino: dalla singola al sistema, dal risultato esatto al numero di cartellini. Il Cash Out aggiunge una possibilità che non tutti offrono, cioè uscire prima del fischio finale incassando una cifra diversa da quella scritta sulla schedina.

Il costo di quella libertà è che il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker, e quasi mai è quello che il giocatore sperava. Il cash out è una porta di servizio, non una macchina del tempo.

Chi costruisce sistemi, o chi vuole coprire mercati come i cartellini e i rigori, trova qui la gamma più articolata. Chi gioca tre singole a settimana su 1X2 non guadagna nulla da questa profondità, e per lui il cash out è un modo in più di raddoppiare il margine pagato.

AdmiralBet: l’unico dei dieci con i limiti scritti nei dettagli

Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione n. 16048. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Nei termini del conto il marchio dichiara di essere concessionario per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it.

La differenza sostanziale sta altrove. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È l’unico dei dieci di cui i documenti dicano questo, e non è una clausola di stile: tre limiti da fissare prima di giocare sono una richiesta che il giocatore può trovare scomoda e che dice molto su come il marchio imposta il rapporto.

Sui termini dell’autoesclusione lo stesso documento riporta due versioni: 30, 60 o 90 giorni oppure tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate, e, dal 1° febbraio 2026, una durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi ha un conto qui e pensa di usare lo strumento farà bene a leggere quale versione gli si applica.

Il SPID di livello 2 è la scorciatoia seria: importa i dati, evita il caricamento del documento e chiude la pratica in pochi minuti. Chi non ce l’ha deve caricare due facciate di un documento, cosa che aggiunge un giorno alla vita.

Per chi vuole un conto con le protezioni già impostate al momento dell’apertura, AdmiralBet offre la struttura più esplicita dei dieci, e la paga con qualche clic in più in registrazione. Chi considera i limiti una seccatura troverà qui il primo ostacolo della sua esperienza.

StarCasinò: il bookmaker dentro un prodotto da casinò

Azzurri Limited detiene la concessione n. 16026. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il posizionamento è chiaro e va detto senza giri di parole: qui il calcio è un reparto accanto agli altri. Chi apre questo conto per il casinò e ogni tanto gioca una partita trova tutto in un posto solo; chi cerca il contrario, cioè un bookmaker con un reparto casinò di servizio, sta guardando l’operatore nell’ordine sbagliato.

La conseguenza pratica è duplice. Il vantaggio è un’unica identificazione e un unico saldo per due prodotti diversi; il rischio è che il budget destinato alle scommesse conviva con un prodotto molto più veloce nel consumo del saldo. Per chi ha già una disciplina sui limiti non è un problema; per chi non ce l’ha è una tentazione in più nello stesso conto.

Questo è il marchio che il titolo della pagina mette in difficoltà: chi cerca scommesse sportive con concessione ADM e una profondità di mercato non trova qui la sua prima scelta, ma trova un conto solido per chi vive il gioco come intrattenimento misto.

Betsson: ampiezza dichiarata tra pre-match e live

Azzurri Limited detiene anche la concessione n. 16027, per il sito .it di Betsson: due concessioni diverse per due siti diversi, dello stesso gruppo, che è la prova più pulita del fatto che la concessione è per sito. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La combinazione di pre-match e live su «migliaia di eventi» è una dichiarazione di ampiezza, e i mercati elencati coprono le famiglie che la maggior parte dei giocatori italiani usa davvero. Goal/NoGoal e Under/Over stanno nella stessa frase, il che è comodo per chi costruisce combinazioni tra i due.

Un’appartenenza societaria comune non trasferisce nulla da un marchio all’altro, e non è una raccomandazione: sono due conti separati con due numeri di concessione.

Per chi gioca soprattutto live e vuole una scelta larga di mercati classici senza cambiare piattaforma, questa è una delle proposte più complete del gruppo. Chi cerca un mercato raro o un campionato minore deve verificarlo sul listone, perché l’elenco dei tipi di giocata non promette nulla sull’ampiezza dei campionati.

Lottomatica: il palinsesto che arriva allo streaming

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione n. 16010. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming cambia l’esperienza più di quanto cambi il prezzo. Chi scommette live su una partita che non può vedere sta comprando un’informazione che gli manca, e quella mancanza è la cosa che il banco monetizza meglio. Avere Serie A e Serie B in diretta dentro l’applicazione riduce quel divario, senza azzerarlo.

Il costo, come sempre, è che la comodità di guardare e giocare nello stesso schermo rende più facile giocare. Un palinsesto che invita a restare è un palinsesto che vende più giocate.

Chi segue il calcio italiano e punta quasi solo su Serie A e Serie B trova qui il pacchetto più coerente tra copertura e visione. Per chi gioca pre-match una volta a settimana lo streaming è un extra che non cambia la scelta.

Betfair: l’exchange, che è un gioco diverso

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è anche quello associato al betting exchange, che la legge italiana tratta come gioco autonomo (art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti in forma anonima. La documentazione del marchio è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

La differenza tra un exchange e un bookmaker tradizionale non è una sfumatura tecnica: sul mercato tradizionale si gioca contro il banco e si paga il margine, sull’exchange si gioca contro un altro giocatore e si paga una commissione. Sono due modi diversi di perdere la stessa serata, ma i costi non si somigliano.

Le quote «maggiorate» della sezione Supercombo vanno lette con l’occhio di chi ha già capito che una quota maggiorata è un prezzo costruito per attrarre su un mercato dove il margine è più alto, non un regalo del banco.

Per chi arriva da una piattaforma di scambio estera e vuole restare nel perimetro italiano, questo è il nome di riferimento. Per chi vuole semplicemente un 1X2, il marchio funziona come qualunque altro, con in più una cultura di prodotto tutta sua.

NetWin: un bonus di benvenuto con i paletti in chiaro

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Prendiamo la struttura per quello che è. Il bonus è in denaro, non una freebet, ed è commisurato al deposito invece che fisso. La condizione del conto verificato mette l’identificazione prima dell’accredito, non dopo.

Come costo, un bonus in denaro è la forma meno penalizzante: a differenza di una freebet, il cui valore medio va calcolato perché la puntata non viene restituita, una somma in denaro accredita il conto per intero e la differenza la fanno poi i requisiti di giocata e la quota minima, che stanno nei termini. Il tetto di 50 € è anche il punto di onestà dell’offerta: nessuno costruirà un saldo su questa cifra.

Per chi vuole provare un concessionario con un primo deposito contenuto e non vuole inseguire un bonus a cinque cifre, la misura è ragionevole e il deposito minimo di 20 € resta alla portata di chi ha un budget piccolo. Per chi cerca l’offerta più grande del mercato, questa non è la strada.

bet365: il partner UEFA, cioè il marchio più visibile

Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Un partenariato con la Champions League è la forma di presenza che il divieto di pubblicità indiretta ha reso più delicata: il logo non è un annuncio, ma sta esattamente dove sta la pubblicità, e le iniziative che promuovono il gioco responsabile sono ammesse con il marchio dell’operatore. Il lettore farà le sue valutazioni; per l’analisi conta che la visibilità non sia un argomento sulla legalità, perché la concessione è la stessa che hanno gli altri nove.

Sul prodotto, la copertura dichiarata non è solo calcio: ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, con pre evento e live. È un catalogo da operatore internazionale, che si sposa con la sua storia più che con il mercato italiano.

Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero verde italiano dentro un’applicazione internazionale è il dettaglio che distingue un adattamento di facciata da uno vero.

Per chi vuole un operatore con una gamma internazionale ampia e non ha un interesse specifico sul mercato italiano, la copertura è tra le più larghe. Chi gioca solo Serie A e cerca lo streaming non trova qui il punto di forza che il marchio di prima gli offriva.

Eurobet: il catalogo che esce dallo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il valore di questa ampiezza non è il numero di sport, è la varietà delle famiglie di eventi. Chi vuole scommettere su una gara di motori, su un torneo di scacchi o su un evento televisivo trova qui una copertura che nessuno degli altri nove dichiara, e questa è una differenza che un giocatore curioso nota subito.

Resta la gerarchia della casa: il concessionario è lo stesso che gestisce i marchi Bwin e Gioco Digitale, tre siti con tre righe diverse nell’elenco dell’Agenzia. Un’identità societaria comune non significa condizioni comuni, e ogni sito va verificato per conto suo.

Per chi cerca un palinsesto laterale, che esce dal calcio e dal tennis, questo è il marchio più interessante del gruppo. Chi scommette solo sui grandi campionati non guadagna nulla da un catalogo largo e può trovare la home page più dispersiva.

Domande frequenti su AAMS, concessioni e scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sui siti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Poi si apre la pagina dei termini dell’operatore e si confronta il numero di concessione dichiarato con quello dell’elenco, accertando che il sito .it corrisponda. Se il codice o il sito non combaciano, la verifica si ferma lì.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è assegnata per sito, non per azienda: l’elenco dell’ADM associa ogni codice a un indirizzo .it specifico, e il marchio dichiara nei propri termini di fornire il servizio su quel sito. Non è un dettaglio tecnico, è il modo in cui l’autorizzazione diventa verificabile da chiunque.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. L’autoesclusione può essere trasversale su tutti i concessionari, limitata a uno solo o a una categoria di gioco: dura fino a 270 giorni oppure è a tempo indeterminato, con revoca dopo almeno nove mesi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni; l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti fissati dal concessionario secondo protocolli approvati dall’ADM e messaggi automatici su durata e spesa.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, e non hanno né supervisione dell’ADM né strumenti di limite obbligatori. Sono soggetti al blocco DNS e alla lista dei siti oscurati; l’ADM ricorda che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: secondo la stampa le vincite sono «tassate alla fonte». Per le vincite da siti esteri non autorizzati l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi; per il proprio caso, consultare un commercialista.

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