Scommesse sui cavalli in Italia — cosa paghi davvero tra quota, margine e concessione

Updated Ottobre 2026
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Il costo di una giocata sull’ippica comincia molto prima del traguardo. Comincia dalla quota che accetti, continua nella concessione di chi la incassa e finisce nel margine che quel concessionario si tiene su ogni euro puntato.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Verificato al 31 Ottobre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS), l’elenco pubblico dei siti legali e le condizioni contrattuali degli operatori.

Sport, competizioni e calendario: dove finisce l’ippica e dove comincia il resto

Chi cerca un bookmaker per i cavalli in Italia incontra subito una difficoltà che nessun altro sport gli mette davanti: l’ippica è contemporaneamente un mercato, un tipo di giocata e un gioco separato. Prima di guardare le quote conviene quindi capire che cosa un operatore ha davvero in palinsesto, perché il palinsesto è approvato evento per evento dall’ADM e non è una lista aperta che ognuno allunga come vuole.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

Il punto di partenza è la definizione di art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta e ancora oggi chiamata «AAMS» da mezzo mercato. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. Non esiste, in altre parole, una corsa che un operatore possa aggiungere di sua iniziativa perché gli sembra interessante: l’aggiunta passa dall’Agenzia. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore: un esempio del livello di granularità con cui gli eventi entrano nel programma.

Ippica e ippica nazionale non sono la stessa cosa

Qui sta il nodo che quasi tutte le schermate di ricerca appiattiscono. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sugli eventi sportivi e su quelli simulati. I «giochi di ippica nazionale» stanno invece in art. 6, comma 1, lett. c), e sono una categoria a sé: vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, cioè il totalizzatore nelle sue forme classiche, e richiedono una concessione propria. Tradotto per chi scommette: un operatore può avere il diritto pieno sulle scommesse ippiche e non avere affatto quello sull’ippica nazionale. Se un marchio prende online i totalizzatori dell’ippica nazionale è, a oggi, una cosa che nessuna fonte pubblica chiarisce.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Il palinsesto ippico, quando c’è, segue il calendario delle corse e non quello dei campionati. Nelle app dei concessionari l’ippica compare dentro l’offerta sportiva accanto al calcio e al basket — bet365 la elenca esplicitamente fra le discipline su cui accetta giocate, pre evento e live — e questo la dice lunga su come il mercato la tratti: una voce fra le altre, con la stessa logica di copertura di un campionato minore.

Che cosa distingue una corsa dall’altra

Due criteri decidono quasi tutto di una corsa e, di conseguenza, di una quota.

Il primo è l’andatura. Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti, lungo una retta o lungo un ovale; le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. Sono discipline diverse, con cavalli diversi e con un modo diverso di cadere, e leggere il nome del tipo di corsa prima di guardare il prezzo evita di confrontare mele con pere.

Il secondo è la distanza. Le corse in piano vanno da 440 iarde, cioè 400 metri, a più di quattro miglia, cioè 6,4 chilometri, ma la fascia che si incontra davvero è quella dai cinque ai dodici furlong, da 1,0 a 2,4 chilometri. Chi legge le condizioni di una corsa deve quindi abituarsi al furlong come unità di misura, perché è quella con cui gli operatori internazionali descrivono le gare.

Peso, condizioni e perché servono a leggere un prezzo

Il regolamento della corsa decide quanto peso porta ogni cavallo, e il peso decide quanto è probabile che arrivi. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso in base alle sue capacità, con l’effetto di avvicinare le possibilità dei concorrenti; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Una corsa a condizioni con abbuoni non è più facile da prevedere di un handicap: è solo più facile da leggere, perché la differenza tra i cavalli non è nascosta dal peso.

Il calendario che conta per un lettore italiano è però anche un altro. La Triple Crown britannica — 2000 Guineas, Derby, St Leger — resta il blocco di corse che tiene insieme una stagione e che gli operatori internazionali usano come vetrina.

Quanto costa giocare: tipi di scommessa e prezzo della quota

Il modo in cui il costo entra in una giocata sull’ippica non è quello che si immagina chi arriva dalle scommesse sul calcio. Qui non c’è un pareggio che dimezza la copertura, non c’è l’Under/Over con due esiti simmetrici, e il prezzo si muove su un solo asse: la probabilità che quel cavallo arrivi, e in quale posizione.

Singola, multipla, sistema: il prezzo si somma

L’architettura di base è quella comune a tutte le scommesse sportive a quota fissa. La singola è una giocata su un esito. La multipla combina più esiti in un’unica schedina, e la sua quota è il prodotto delle quote delle singole selezioni: non la somma. Il sistema, invece, è l’insieme di più combinazioni generate dalle stesse selezioni, e serve a restare in gioco anche quando una parte delle scelte salta.

Le app dei concessionari italiani coprono tutte e tre le forme. SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi. Goldbet permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi. È un dettaglio dell’interfaccia, ma dice qualcosa di sostanziale: i sistemi esistono perché una multipla sull’ippica — dove sbagliare un cavallo su quattro è la norma, non l’eccezione — è un modo per pagare molto per un evento raro.

Quota e vincita: la formula che sta dietro ogni schedina

Il calcolo è semplice, ed è quello che ogni app fa per te senza spiegartelo. Il ritorno è dato dalla puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con una puntata di 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno netto 9 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e le cifre salgono in fretta proprio perché la probabilità di centrare tutte le selezioni scende in fretta altrettanto.

Each-way: due scommesse dentro una, e il doppio di puntata

Qui l’ippica ha una struttura di prezzo che il resto del palinsesto non ha. Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia: una each-way da 5 sterline costa 10 sterline.

Il costo vero non è la puntata doppia, è la quota ridotta che si applica alla parte piazzamento. Nel Regno Unito le condizioni di piazzamento seguono il numero di partenti: negli handicap con più di 15 partenti si paga un quarto della quota per quattro posti; con 12-15 partenti un quarto per tre posti; nelle altre corse con più di 7 partenti un quinto per tre posti; con 5-7 partenti un quarto per due posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Va letto tutto insieme, perché il senso sta nella combinazione: più partenti non significano automaticamente più posti pagati, e una frazione più generosa vale meno se copre meno posizioni.

Il conto su un caso concreto. Una each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a un quarto e tre posti costa 20 sterline; restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se il cavallo vince.

Il numero da guardare non è 145. È che, perché la giocata renda più di quanto è costata, il cavallo deve arrivare nei posti pagati: la parte piazzamento, da sola, restituisce 35 sterline su 20 spese, e ci sta dentro. Se invece chiude fuori dai posti, il costo pieno — il doppio della puntata nominale — è andato.

Quanto trattiene il banco: l’esempio che nessun operatore scrive

Le quote di una corsa, come quelle di qualsiasi altro mercato, nascono sempre da un prezzo che incorpora il margine del concessionario. Per vedere quanto pesa, prendiamo l’esempio illustrativo di un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio, non una quota quotata da nessuno.

La percentuale di ritorno del mercato è 1 diviso per la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90: il risultato è 0,95, cioè il 95 %. Il margine è il complemento, 100 % meno 95 %, quindi il 5 %. Tradotto: su ogni 100 € puntati su un mercato di questo tipo, il concessionario ne restituisce 95 sotto forma di vincite e ne trattiene 5.

Il 5 % è una banda, non una cifra esatta, e la differenza sta nel mercato. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il margine è esattamente quello. Su un mercato largo come una corsa a sedici partenti il margine quasi sempre sale, perché ogni cavallo porta con sé un po’ di margine e il prezzo complessivo peggiora. Su un mercato profondo e molto giocato — un evento di punta con volume alto — tende invece a stare basso. È il motivo per cui la stessa corsa può costare l’1 % in più su un operatore e l’1 % in meno su un altro senza che nessuno dei due abbia cambiato le condizioni economiche: sono i prezzi dei singoli esiti a muoversi.

I sistemi: la quota composta come costo implicito

Un sistema su cinque cavalli con tre selezioni per combinazione non è una giocata più intelligente di una multipla. È un pacchetto di schedine, e il suo prezzo è la somma dei prezzi di ciascuna. Chi costruisce un sistema paga il margine tante volte quante sono le combinazioni generate, anche quando le combinazioni condividono le stesse selezioni.

Goldbet, SNAI e gli altri concessionari presentano il sistema come strumento di copertura, e in un certo senso lo è: distribuisce il rischio invece di concentrarlo. Il costo resta la somma dei margini di tutte le giocate contenute. Non è un difetto del sistema, è la sua natura aritmetica, ed è utile dirlo perché la parola «sistema» in questo mercato suggerisce qualcosa che somiglia a una strategia di successo.

I dieci concessionari a confronto: concessione, marchio e cosa dicono le condizioni

Prima di guardare le singole schede, la cornice va fissata, perché è la parte che nessun confronto dice mai. La concessione in Italia si assegna per sito, non per azienda: una società può gestirne parecchi. Eurobet Italia S.r.l. per esempio porta avanti Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto lo stesso ombrello societario. E la lista dell’ADM non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, che si vedono invece sfogliando il palinsesto sul sito e sull’app dell’operatore stesso. Una presenza in una classifica non è una concessione, e la classifica qui sotto non è un ordinamento di merito: è l’insieme dei dieci concessionari su cui esistono elementi verificabili, nell’ordine in cui li presentiamo.

Panorami Brand ADM / Concessionario Termini operatore
BetFlag BetFlag 16008, Betflag S.p.a. Registrazione tramite SPID/CIE; bonus 100% fino a 5.000 €
SNAI SNAI 16032, Snaitech Spa Mercati sul risultato esatto e funzione Cash Out
Betfair Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Betting exchange con regole specifiche; quote maggiorate
Sisal Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi/giorno; Cash Out e Virtuali
Eurobet Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto esteso a eventi di spettacolo e politica
Planetwin365 Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Copertura campionati principali; risultati in tempo reale
Betsson Betsson 16027, Azzurri Limited Mercati trasversali (1X2, Under/Over)
bet365 bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Partnership UEFA; ippica esplicitamente inclusa
Goldbet Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Registrazione tramite CIE/SPID; app live e pre-match
Lottomatica Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Streaming eventi live; palinsesto calcio e motori

BetFlag — la verifica dell’identità prima del deposito

BetFlag, BetFlag, è concessionaria ADM con il numero 16008 tramite Betflag S.p.a. La registrazione non è una formalità: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Letto con attenzione, il messaggio è chiaro: non è un bonus regalato, è un bonus che raddoppia quanto hai appena versato. Per chi punta sull’ippica il tetto non è il problema — nessuno versa 5.000 € per seguirci una riunione di galoppo — ma il tipo di incentivo sì: un importo proporzionale al deposito spinge verso un saldo più grande di quello che serve, e un saldo più grande di quello che serve è il modo più silenzioso di spendere più del previsto.

Il punto che distingue questa scheda dalle altre è la sequenza. Chi arriva con SPID o CIE riduce i passaggi e le attese; per tutti gli altri vale la regola generale dei conti di gioco, e cioè che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Un conto con i prelievi bloccati è un conto che ha già incassato senza poter restituire, ed è la ragione per cui conviene completare l’identificazione prima di versare e non dopo aver vinto.

SNAI — il palinsesto dentro un mercato a due esiti

SNAI, SNAI, è concessionaria ADM con il numero 16032 tramite Snaitech Spa, e la sua app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Vale la pena dirlo chiaramente per chi arriva da un interesse per l’ippica: la profondità del mercato che SNAI racconta è tutta sul calcio, e chi cerca un prezzo su una corsa a sedici partenti non troverà qui lo stesso lavoro di dettaglio. Il Cash Out è la funzione più interessante in quest’ottica, perché su una corsa lunga permette di uscire quando il cavallo è in testa a metà percorso o quando si capisce che la condizione non c’è — e ogni uscita anticipata è un prezzo che l’operatore ti applica, quasi sempre a suo favore.

Chi scommette già sul calcio e vuole un’unica schedina con dentro una corsa il sabato pomeriggio trova qui l’integrazione più comoda fra i marchi della lista. Chi cerca un palinsesto ippico ampio resta alla ricerca.

Betfair — il margine che non esiste nella forma che conosci

Betfair, Betfair, è concessionaria ADM con il numero 16028 tramite Betfair Italia S.r.l., e la sua app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il punto vero di Betfair, sul piano dei costi, è un altro e non sta nell’app: la legge italiana ammette il betting exchange come gioco separato, art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È l’unico modello della lista in cui il margine del banco non è incorporato nel prezzo, perché non c’è un banco. Ma la struttura ha le sue regole: la documentazione di Betfair è indicata come contenere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa non chiarita pubblicamente.

Per un lettore abituato a leggere il margine nella quota, questo è il passaggio concettualmente più faticoso dell’intero elenco — e anche il più interessante.

Sisal — il volume come àncora e la sua tariffa

Sisal, Sisal, è concessionaria ADM con il numero 16020 tramite Sisal Italia S.p.a. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere prima della fine dell’evento. L’ippica è elencata accanto a questi mercati, insieme ai giochi di casinò e a Sisal Tipster, e il comparto Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Quei numeri meritano una traduzione. Mille eventi al giorno e quindicimila live non sono una promessa di qualità del prezzo: sono un indicatore di scala, e la scala è ciò che rende possibile il margine basso. Il rovescio è che la stessa scala spinge il prodotto verso i mercati a volume — calcio, tennis, basket — mentre l’ippica resta una voce di catalogo. Per il bonus di benvenuto Sisal chiede di essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

Eurobet — il palinsesto più largo, la densità più bassa

Eurobet, è concessionaria ADM con il numero 16012 tramite Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La sua app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

È, sulla carta, l’offerta più larga fra i dieci marchi. Ed è esattamente qui che il lettore deve fare attenzione: un palinsesto che arriva alle elezioni e ai reality show non è un palinsesto costruito per chi segue le corse, è un palinsesto costruito per chi vuole trovare qualcosa da giocare tutti i giorni. La larghezza si paga in profondità, e per l’ippica significa un numero di mercati per singola corsa presumibilmente ridotto rispetto a un operatore specializzato.

Per chi cerca una corsa in un giorno in cui non ci sono riunioni interessanti, è la scelta più elastica dell’elenco. Per chi confronta quote su un handicap affollato, no.

Planetwin365 — i campionati come misura della copertura

Planetwin365, Planetwin365, è concessionaria ADM con il numero 16007 tramite Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Venti tipologie di sport con risultati in diretta è una dichiarazione sul tempo reale più che sulla varietà. La diretta è ciò che rende possibile seguire una corsa mentre si svolge e, di riflesso, il prerequisito tecnico per funzioni come il Cash Out: senza dati live che arrivano in tempo, non c’è niente da chiudere. Il catalogo calcistico racconta però dove va l’investimento, e l’ippica sta anche qui ai margini di un’offerta pensata per altro.

Betsson — la profondità sui mercati trasversali

Betsson, Betsson, è concessionaria ADM con il numero 16027 tramite Azzurri Limited. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La nota da fare sul nome societario è utile a chiunque verifichi una concessione: l’intestatario non è il marchio. Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, come Bwin fa capo a Eurobet Italia e Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy. Chi controlla la lista ADM cercando il nome che legge sull’insegna può concludere per errore che il marchio non abbia concessione. Il numero di concessione, non il nome commerciale, è il dato da confrontare.

Sul prodotto, i mercati elencati sono quelli che qualunque scommettitore riconosce, e sono trasversali agli sport: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo. Sono gli stessi mercati che un operatore mette su un incontro di calcio e su una corsa a due esiti, ed è il segno di un’offerta pensata per l’abitudine più che per la nicchia.

bet365 — il partner globale, l’ippica in elenco

bet365, bet365, è concessionaria ADM con il numero 16030 tramite Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

L’ippica, in quell’elenco, c’è: è l’unico dei dieci marchi che la nomina esplicitamente fra le discipline su cui accetta giocate. Per chi cerca un bookmaker internazionale con esperienza sulle corse britanniche, è il riferimento più naturale della lista. La struttura societaria maltese convive con la concessione italiana, e questo è normale per il regime: la concessione si dà a un sito italiano, non a un’azienda italiana.

Il dettaglio sul Telefono Verde merita una riga a sé, perché è l’unica indicazione di questo tipo che compaia in una scheda dell’elenco, ed è piatta e precisa: 800 55 88 22.

Goldbet — tra sport e gioco, con l’identificazione più larga

Goldbet, Goldbet, è concessionaria ADM con il numero 16009 tramite Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul fronte dell’identificazione, l’operatore è indicato fra quelli che offrono anche CIE attraverso un fornitore SPID.

Quel dettaglio sull’identificazione è la cosa più concreta della scheda, e vale più di quanto sembri: SPID e CIE riducono la finestra in cui un conto resta non validato, e la finestra è di 30 giorni con sospensione e blocco dei prelievi alla scadenza. La stessa società GBO Italy porta avanti anche Lottomatica col numero 16010, e questa doppia intestazione è a sua volta un’informazione: due insegne, una struttura, due concessioni distinte.

La formulazione del bonus — si riceve registrandosi e scaricando l’app — è il tipo di descrizione che lascia fuori i requisiti di puntata. Quei requisiti stanno nelle condizioni dell’operatore, e sono la prima cosa da leggere.

Lottomatica — il riconoscimento del marchio e la copertura larga

Lottomatica, Lottomatica, è concessionaria ADM con il numero 16010 tramite Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming dei risultati è la parte da guardare per chi segue le corse: una corsa dura due minuti, e in quei due minuti la differenza tra un operatore che manda dati in tempo reale e uno che li manda con un ritardo è la differenza tra poter chiudere una giocata e guardarla perdere. Sulla copertura l’elenco resta quello del calcio e dei motori, che è dove sta l’audience italiana.

Sul piano strutturale, Lottomatica è la prova più evidente che la concessione è per sito: numero diverso da Goldbet, stessa società titolare.

La legge: due concessioni, un solo registro e una schermata che protegge

L’Italia ha scelto di tenere il gioco pubblico dentro un numero chiuso di concessioni assegnate per gara, e questa scelta ha conseguenze pratiche che vanno lette in fila, perché ognuna dipende dalla precedente.

Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano «concessioni» e si assegnano con gara pubblica, non a sportello. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: lett. a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; lett. b) totalizzatori sportivi e ippici; lett. c) ippica nazionale; lett. d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; lett. e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; lett. f) bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Il fatto che conta per il lettore è quello che sta intorno a quel numero: la concessione è per sito e non per azienda, e la lista non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra che quel sito prenda scommesse sportive; lo dimostra il palinsesto dell’operatore. E il contrario vale come avvertimento: una presenza in un confronto non è una concessione.

Non sono fra le 52 righe, al 25 ottobre 2026, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

Perché il regime fiscale riguarda il costo prima ancora del premio

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 %, e il cambio è recente. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se il credito di bonus entri nella base imponibile non è dato sapere.

Vale la pena fermarsi un istante sul numero perché è più interessante di come suona. Un prelievo del 24,5 % sulla differenza tra incassi e vincite, pagato dal concessionario e non dal giocatore, è il motivo strutturale per cui un operatore che serve il mercato italiano a distanza ha bisogno di margini un po’ più larghi di uno che serve un mercato con un prelievo diverso. Non è una scusa per i prezzi, è la spiegazione di una parte di essi.

Sul lato del giocatore la regola è quella che viene ripetuta da anni: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta. È una affermazione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale da sistemare consulti un commercialista.

La situazione è diversa per le vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, per come la si può riassumere, è che quelle somme andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Che cosa può finire in palinsesto e che cosa no

L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto, e l’abbiamo già incontrato parlando delle corse: il programma degli eventi e dei tipi di scommessa, preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si prende solo su quello.

Il totalizzatore, cioè la scommessa di pool, è previsto dalla legge accanto alla quota fissa, ma se qualche marchio online offra pool sportivi è cosa non chiarita. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, come definiti all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione a sé, e anche qui resta aperto se un marchio li prenda online.

Gli eventi simulati hanno una definizione tecnica precisa: l’art. 2, lett. v) li chiama «scommesse su eventi simulati» e comprende gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati in animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e Sisal dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno.

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole dell’ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live.

La lista dei siti inibiti e perché riguarda chi scommette per abitudine

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 dispone che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo un resoconto di stampa di un provvedimento del 24 settembre 2025, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Sul piano sanzionatorio, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come riportata dall’ADM il 28 febbraio 2024, è esplicita: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come l’ADM stessa la formula. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono cose non note. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Le due strade, e il conto che le separa

Il confronto onesto è questo, e non ha bisogno di moralismi. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro competente italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore; la zona offshore è quella non protetta, senza un marchio da nominare e senza dettagli su metodi di deposito o bonus.

Chi cerca una differenza di quota a favore dell’offshore deve sapere qual è la contropartita: nessun registro che ti fermi quando chiedi di fermarti, nessuna autorità a cui rivolgerti, nessun foro italiano. La quota in più, se c’è, la paghi con tutto il resto.

Limiti, autoesclusione e tutela: gli strumenti che costano zero e valgono tutto

Il capitolo sulla protezione del giocatore in Italia non è un’appendice morale: è un insieme di regole con numeri, tempi e nomi, e ognuna ha un effetto concreto su chi la usa. Qui gli strumenti sono obbligatori per il concessionario e gratuiti per il giocatore, il che li rende la parte dell’offerta con il miglior rapporto tra costo e beneficio dell’intero listino.

Quello che la legge impone al concessionario

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione. Limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un dovere informativo che vale la pena nominare perché è poco conosciuto: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il limite di deposito: si sceglie, e si sceglie una volta

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, e la regola che vale per tutti è questa: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Admiralbet lo scrive in modo esplicito nelle proprie condizioni, dove in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

La finestra dei sette giorni è la parte da capire prima di usarla, non dopo. Se chiedi di abbassare il limite perché ieri hai esagerato, la richiesta ha effetto subito e ti protegge lo stesso giorno. Se chiedi di alzarlo, hai una settimana per pensarci — ed è una settimana in cui è già passato il momento in cui l’avresti fatto. Un lettore che si accorge di voler alzare il proprio limite la sera stessa in cui l’ha impostato ha appena ricevuto l’informazione più utile che quell’impostazione potesse dargli: non è la cifra a essere sbagliata, è la serata.

Il dato che manca è la cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara. Chi vuole sapere qual è il tetto massimo che un concessionario può applicare deve leggere le condizioni dell’operatore: è lì che il numero esiste.

Va anche ricordato che un tetto sulle puntate nelle scommesse sportive fissato per legge non risulta: gli strumenti che vincolano sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito che il giocatore stesso sceglie in registrazione. Un limite che si sceglie da soli è un limite che si può alzare, con la settimana di attesa di mezzo.

Autoesclusione e RUA: il registro che vale su tutto il territorio

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Admiralbet scrive nelle proprie condizioni che l’autoesclusione vale per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Qui c’è un punto tecnico che nessuna schermata di registrazione spiega e che vale più di tutto il resto del capitolo. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude resta quindi protetto su tutti i concessionari italiani — compresi quelli su cui non ha mai giocato — e resta completamente scoperto su un sito senza concessione. Sul primo hai chiuso novanta giorni di porta; sul secondo hai chiuso esattamente la porta su cui stavi bussando.

Età, identità e la finestra dei trenta giorni

L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento, e anche con SPID — Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID; BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati.

Trenta giorni sembrano tanti e non lo sono. È il tempo che passa tra la registrazione frettolosa prima di una corsa e la prima vincita che vuoi incassare, ed è esattamente il momento in cui scopri che il documento non era mai stato caricato. Completa l’identificazione il giorno stesso in cui apri il conto, non il giorno in cui prelevi.

Bonus e promozioni: che cosa costa un incentivo

Nessun bonus è gratis, e nessuno lo nasconde davvero: i requisiti sono scritti nelle condizioni. Il problema è che la parola «bonus» arriva prima dei requisiti, e nella testa di chi legge resta attaccata all’importo.

Il bonus di benvenuto, e perché non è quello che sembra

BetFlag dichiara un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Sisal chiede, per ricevere il bonus di benvenuto, di essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

Leggiamo i due casi per quello che sono sul piano del costo. Il primo raddoppia un versamento: più versi, più ricevi, ma anche più saldi hai in gioco contemporaneamente. Il secondo lega il credito a una ricarica effettiva e alla titolarità di un conto — quindi alla verifica dell’identità, quindi alla finestra dei trenta giorni. Nessuno dei due è un regalo: il primo è uno sconto proporzionale al deposito, il secondo è un incentivo alla prima ricarica. Sono meccanismi legittimi, e sono anche meccanismi che spostano l’attenzione dal prezzo della singola giocata al volume del saldo.

Il bonus senza deposito, e perché interessa poco chi scommette sui cavalli

Il bonus senza deposito è il tipo di incentivo che genera più ricerche e meno valore reale. Un importo basso accreditato senza versare è quasi sempre accompagnato da requisiti di puntata e da una quota minima: per trasformarlo in una somma prelevabile bisogna far girare l’importo diverse volte, e solo le giocate che rispettano il requisito di quota contano. Su un importo piccolo il tempo che serve a soddisfare la condizione vale più dell’importo stesso, e chi scommette sull’ippica non ha nemmeno il vantaggio della frequenza: le corse sono tante, ma le occasioni che vale la pena giocare sono poche.

La dinamica del bonus sul mercato a due esiti

Applichiamo la matematica del bonus al mercato di prima, quello a quota 1,90 e 1,90 con un payout del 95 %. Per un bonus di importo B da usare a una quota che paga 1,90, il valore medio è B × 0,90 diviso 1,90, moltiplicato per 0,95 — cioè B × 0,9 × 0,95 ÷ 1,90, che è B × 0,45. Per ogni 100 € di bonus giocati alle condizioni dell’esempio, il valore medio è di circa 45 €, perché la parte di puntata non torna indietro e il mercato trattiene il proprio 5 %.

È una stima media su molte giocate, non un risultato garantito di una singola giocata, e non è quello che il bonus vince. Serve a rispondere a una domanda sola: quanto vale quel credito in media. La risposta, su un bonus di importo X alle condizioni dell’esempio, è poco meno della metà di X.

La variabile che decide tutto: il rigioco

Il fattore che pesa più dell’importo è il requisito di puntata, il rigioco. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto al rigioco sono noti, il che significa che ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore e vanno letti lì. Il che non è una formalità: due bonus da 100 € possono valere uno il 45 % e l’altro molto meno, e la differenza sta tutta nella clausola che nessuno mette nel titolo della promozione.

Per ricostruire il costo di un rigioco, il conto è questo. Il volume richiesto è la base del bonus moltiplicata per il fattore di rigioco — dove la base può essere il bonus, oppure bonus più deposito, e la differenza è sostanziale. Il numero di giocate necessarie è il volume diviso per la puntata per giocata, e contano solo le giocate a una quota pari o superiore a quella minima richiesta. Il costo medio atteso è il volume richiesto moltiplicato per il margine del mercato su cui giochi.

Un esempio con i numeri che abbiamo. Con un bonus di 100 € e un fattore di rigioco dichiarato dall’operatore pari a 5 sulla sola base del bonus, il volume richiesto è 500 €. Giocando 5 € per volta a quota 1,90 su un mercato con margine del 5 %, servono 100 giocate e il costo medio atteso è il 5 % di 500 €, cioè 25 €. Al netto di quel costo, il bonus lascia in media circa 75 € di valore. Se invece il fattore di rigioco si applica a bonus più deposito, il denominatore cambia e il conto peggiora in proporzione — ed è per questo che la differenza tra le due formulazioni è la prima cosa da verificare.

La stima vale in media su molte giocate, e non è né una previsione né una garanzia su una singola schedina.

Il margine del mercato è il costo che non si vede

Torniamo al punto da cui il capitolo è partito. Ogni giocata su un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 paga il 5 % di margine, misurato come differenza tra il payout del 95 % e il 100 %. Il bonus aggiunge valore una volta; il margine lo sottrae ogni volta.

Un giocatore che soddisfa un rigioco di 500 € su un mercato con margine del 5 % paga 25 € di margine, e il conto è quello di prima, che il bonus copra o meno quella cifra. Su un mercato più stretto — una corsa con pochi partenti e prezzi meglio costruiti — quel costo scende; su una corsa affollata sale, e può salire abbastanza da mangiarsi una parte significativa del valore del bonus.

Il modo in cui un rigioco si paga non è con i requisiti, è con il margine. E il margine non si negozia: si legge nel prezzo e si sceglie di conseguenza.

Come si legge una corsa: metodo, banca e i limiti del pronostico

Chi arriva a questo punto della pagina ha in mano tutto quello che serve per capire un’offerta e quasi niente per indovinare un vincitore. È la proporzione giusta, ed è la ragione per cui questo capitolo è l’ultimo.

Che cosa è verificabile e che cosa no

Le informazioni verificabili su una corsa sono la distanza, il tipo di corsa, il peso assegnato ai cavalli e la condizione del terreno. La distanza ha una sua logica: le corse in piano vanno da 400 metri a più di 6,4 chilometri, e la fascia comune sta tra 1,0 e 2,4 chilometri. Il peso ha una sua logica, e l’abbiamo vista: in un handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso in base alle capacità, e questo stringe le differenze; in una corsa a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i più giovani e per le femmine.

Quello che non è verificabile è il risultato. Nessun sistema, nessuna tendenza, nessun pronostico cambia la probabilità che un cavallo arrivi davanti. Chiunque sostenga il contrario sta vendendo qualcosa.

La quota è una probabilità con un margine dentro

Il modo corretto di leggere una quota è convertirla in probabilità e ricordare che la somma delle probabilità implicite di un mercato supera sempre il 100 %. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 le due quote valgono ciascuna circa 52,6 % di probabilità implicita, e la somma è 105,2 %: quel 5,2 % di eccedenza è il margine che la schedina paga prima ancora che la corsa parta. Chiamarla «quota giusta» è già un errore di prospettiva: è una quota con un prezzo di servizio incorporato.

Da qui segue la cosa più utile del capitolo. Un pronostico non è una previsione del futuro, è un confronto tra la probabilità che attribuisci a un cavallo e quella che la quota ti chiede di accettare. Se pensi che un cavallo abbia il 30 % di probabilità e la quota gli attribuisce il 26 %, hai trovato un valore. Se pensi che abbia il 20 % e la quota ne chiede il 26 %, non importa quanto ti piaccia il cavallo.

La banca: la variabile che controlli davvero

Su cento giocate, il margine del mercato produce la sua statistica e tu non la controlli. Su una sola giocata, l’unica variabile che governa il costo è la puntata. Un budget definito prima, e non dopo, è la sola difesa che esiste contro una sequenza di corse perse — e le sequenze di corse perse sono la norma, non l’eccezione.

Gli strumenti obbligatori dei concessionari servono esattamente a questo, e valgono più di qualunque pronostico. Il limite di deposito scelto in registrazione con effetto immediato se lo riduci e sette giorni se lo alzi; i limiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1; i messaggi automatici su durata e spesa; il canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Chi scommette sulle corse troverà più utile impostare il limite di spesa in registrazione di qualsiasi consiglio su come leggere una riunione.

«La scommessa su due cavalli uno vincente»: un nome che promette più di quanto esista

Esiste una categoria di giocate che si presenta come una copertura: due cavalli selezionati, uno dei quali vincerà. A chi legge il nome sembra una posizione a rischio ridotto, quasi un arbitraggio.

Il conto non regge, e il motivo è quello che sappiamo sul margine. Puntare su due cavalli in una stessa corsa significa pagare il margine del mercato due volte sulla stessa gara, su due esiti che si escludono a vicenda. Se la corsa ne ha dieci, la somma delle probabilità implicite sui due cavalli scelti è comunque gonfiata dal margine, e la «copertura» è una copertura sul risultato di uno dei due, pagata a caro prezzo. È lo stesso ragionamento del sistema: distribuire il rischio non riduce il costo del rischio, moltiplica le volte in cui lo paghi.

Questo capitolo non vende un vincitore

Ricapitolando quello che l’ippica offre a chi ci scommette, senza girarci intorno: nessun bonus elimina il margine, nessun sistema lo aggira, nessuna lettura della corsa lo anticipa. Gli strumenti che restano in mano al giocatore sono il confronto dei prezzi, che riduce il costo di poco ma lo riduce sempre, un budget definito prima, e i limiti che un concessionario deve per legge mettere a disposizione e che il giocatore è l’unico a poter impostare. Chi promette di più, sul mercato delle corse, sta vendendo un servizio, non un risultato.

Domande frequenti sulle scommesse sui cavalli

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM, definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario. Una corsa non entra nel programma di iniziativa dell’operatore: passa dall’Agenzia.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, l’elenco pubblico dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, l’intestatario spesso non è il marchio, e l’elenco non ha una colonna per i giochi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno netto 9 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico. In una each-way la puntata è doppia.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si convertono le quote in probabilità implicite — 1 diviso la quota — e si sommano. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è 105,2 %, quindi il payout è il 95 % e il margine il 5 %. La percentuale esatta varia con il mercato e con il numero di partenti.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura «tassate alla fonte» riportata dalla stampa di settore. Per le vincite da siti non autorizzati o esteri la risposta è diversa, e conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM.

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