Siti di scommesse stranieri 2026 — la scelta tra un concessionario ADM e un .com senza autorizzazione

Updated Ottobre 2026
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Il modo più rapido per capire cosa si sta scegliendo è una riga di legge. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 — e quella riga esiste perché chi apre un conto su un dominio estero sta facendo una scelta diversa, non una variante della stessa.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sui documenti di vigilanza della stessa Agenzia.

Perché «siti stranieri» non è una categoria omogenea

Chi cerca un sito di scommesse straniero di solito ha in testa una cosa sola: un bookmaker che non chiede il documento italiano, che non ha il conto verificato, che non gli mette un tetto settimanale davanti al primo deposito. Esiste. Esiste davvero, e in gran numero.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il guaio è che questa descrizione copre due cose diversissime. Da una parte c’è un operatore con concessione ADM che usa un marchio internazionale e un dominio .it: la licenza è italiana, il conto è italiano, il registro degli autoesclusi è italiano, e la sensazione di «straniero» nasce solo dal nome sulla porta. Dall’altra c’è un dominio .com che accetta giocate dall’Italia senza alcuna concessione: nessun registro, nessuna vigilanza, nessuna protezione. La prima è una scelta di stile. La seconda è una scelta di rischio.

Vale la pena fissare il criterio una volta e per tutte, perché è tutto quello che serve. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito e gestita sul proprio sito .it. L’elenco pubblicato da ADM dei siti autorizzati è l’intero test per sapere chi ce l’ha. Non c’è un secondo criterio, non c’è una lista ufficiosa, non c’è «ma sono presenti da anni e pagano».

E qui arriva la prima sorpresa, quella che nessuna pagina di comparazione scrive in faccia al lettore: la presenza in un confronto non è una concessione. Un nome che compare in una classifica, in una recensione o in un banner non ha alcun valore legale. Ha il valore che gli ha dato chi l’ha messo lì.

C’è poi un dettaglio tecnico dell’elenco che vale la pena conoscere prima di usarlo: non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra da solo che quel sito offre scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. È una sfumatura, ma è esattamente il tipo di sfumatura che distingue una verifica fatta bene da una fatta di fretta.

L’ultima cosa da sapere sulla categoria: i marchi che un italiano riconosce come «stranieri» sono spesso, in Italia, italiani. Il concessionario raramente porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi si fida del nome commerciale e non della riga di licenza nei termini sta leggendo l’etichetta invece della sostanza.

Normativa e vigilanza: che cosa cambia davvero firmare su un dominio estero

La licenza straniera in Italia non vale nulla

Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcuno standing in Italia. Non è un’opinione, non è una posizione di parte: è la conseguenza del fatto che il diritto di raccogliere giocate sul territorio italiano nasce solo da una concessione rilasciata da ADM. Un’autorizzazione estera regola il rapporto tra l’operatore e il proprio paese di licenza; non autorizza nulla qui.

Vale anche il rovescio, e conviene dirlo perché è il punto su cui i siti esteri costruiscono la propria narrazione: la concessione italiana non è una licenza aperta a chi la chiede. Sono concessioni attribuite per gara pubblica. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, disciplina il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», e all’articolo 6, comma 3 prevede che i vincitori della gara possano gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (articolo 6, comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (articolo 4, comma 3, e articolo 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda — un dettaglio che spiega perché il conteggio delle righe non coincida con quello delle società.

Che cosa si può giocare, e a quali condizioni

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza in concessione: lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; lettera c) l’ippica nazionale; lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; lettera f) il bingo.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se poi qualche marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi è una domanda a cui, allo stato, non c’è una risposta pubblica certa: è il tipo di verifica che si fa nel palinsesto dell’operatore, non in un articolo.

Il palinsesto, per la legge, è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM (articolo 2, lettera s): si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro un singolo palinsesto è, anche qui, una cosa che si legge sul sito dell’operatore.

Due voci meritano una riga a parte. Gli eventi simulati — le «scommesse su eventi simulati» definite dall’articolo 2, lettera v) come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è invece due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i «giochi di ippica nazionale» (articolo 6, comma 1, lettera c; articolo 2, lettera h) con giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, che richiedono una concessione propria.

Il live lo offre ogni operatore di taglia grande. Quali regole ADM applichi ai mercati in gioco, ai ritardi e agli eventi è materia che non trova qui una risposta, e non esiste in questa sede un elenco dei mercati live: chi vuole leggere il palinsesto live lo trova nell’app, dove i mercati sono nominati uno per uno.

Un capitolo a sé è il betting exchange, ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia aperta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Sulle scommesse che riguardano i minori esiste un provvedimento dirigenziale ADM che cita il DM 111/2006; il suo contenuto specifico non è noto, e conviene trattarlo come materia da verificare alla fonte prima di farci un ragionamento sopra. Sugli esports non c’è una risposta: se stiano nel palinsesto è una di quelle cose che si scoprono cercando la voce nel programma dell’operatore.

Infine, una cosa che i lettori danno per scontata e che non esiste: un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non è previsto da alcuna norma nota. Gli strumenti che mordono davvero sono due, e sono entrambi nelle mani del giocatore: i propri auto-limiti e un limite di deposito scelto in registrazione.

Come funziona il blocco, e perché «oscurati» è la parola giusta

ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La formulazione è più stretta di quanto sembri: non «è vietato», ma «solo i concessionari possono».

L’inibizione è la conseguenza operativa. ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’obbligo non pesa sull’operatore estero — quel dominio, per l’Italia, semplicemente non dovrebbe esistere — ma su chi fornisce la connessione, che è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

C’è una novità recente e ha una data precisa. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti era aggiornato al 13 ottobre 2026. Il cambio sembra burocrazia e invece è sostanza: un indirizzo IP statico si aggira con una VPN o con un DNS diverso in pochi secondi, un dominio di avviso ufficiale è più difficile da nascondere a chi non sta cercando di nasconderlo.

Il blocco operativo lavora a livello DNS, e non tutti gli operatori di rete sono puntuali: un’ordinanza del 2025 portò il totale a 11.481 domini (provvedimento del 24 settembre 2025, secondo la stampa di settore), e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Poi c’è la parte che nessuna pagina di comparazione ammette volentieri: i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», ed è una parola più onesta di «bloccati» — un sito oscurato è un sito che resta raggiungibile per chi insiste, non un sito che non esiste più.

Chi paga l’inibizione, e quanto

Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata (articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41). L’articolo 22, comma 1 prevede anche un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore di quel regolamento non è confermata.

Vale la pena fermarsi sul «per ciascuna violazione accertata». Non è una multa una tantum per un inadempimento di sistema: è una sanzione che si moltiplica per ogni caso verificato. Per un fornitore di rete che serve centinaia di migliaia di utenti, la differenza tra un aggiornamento della blacklist fatto il lunedì e uno fatto il venerdì è una differenza con un prezzo. È il motivo per cui l’aggancio tecnico — l’obbligo di consultare costantemente l’elenco — non è una formalità.

Quando il rischio diventa penale

Qui la faccenda smette di essere amministrativa. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge un passaggio che molti lettori non si aspettano: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena essere precisi su che cosa questo significhi e su che cosa non significhi. È la regola lato giocatore così come ADM stessa la enuncia, e non è una formula ambigua. Quello che non è noto è l’importo in euro dell’ammenda e se esistano procedimenti effettivi contro un giocatore: su questi due punti non c’è una risposta pubblica. Ma la struttura della regola conta più della sua applicazione statistica, perché sposta il discorso dal piano «mi bloccano il sito» al piano «rispondo io». E questo cambia il calcolo di chi pensa che il peggio che possa capitare sia un deposito perso.

ADM ricorda anche che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il che spiega, di rimbalzo, perché il panorama dell’informazione su questo tema sia così affollato di silenzi.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo da questa parte del confine

RUA e autoesclusione: l’unico interruttore che spegne tutto

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e fa una cosa semplice e potentissima. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non è un accordo tra privati, non è un’opzione che un operatore può decidere di non applicare: è un registro centrale.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Per capire quanto valga, basta guardare l’altra sponda. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. Ha spento un interruttore che in quella casa non è mai stato installato.

Le durate si sono mosse, e vale la pena riportare il movimento per intero perché mostra come funziona la materia. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’articolo 15, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024 richiede del resto strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

La finestra da 7 a 270 giorni è più larga di quella vecchia e non è solo un allargamento tecnico. Copre chi vuole fermarsi una settimana e chi vuole fermarsi otto mesi, cioè copre due bisogni che prima finivano entrambi nella stessa casella sbagliata. La revoca possibile dopo 9 mesi sull’esclusione indeterminata è il pezzo più delicato: un blocco senza via d’uscita è più protettivo e meno credibile, e chi scrive regole lo sa.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo

L’articolo 15, comma 1 prevede, tra gli altri, gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita (lettera a), i limiti sulle somme depositate in un periodo definito fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM (lettera b), i messaggi automatici su durata e spesa (lettera c), l’autoesclusione anche per categoria di prodotto (lettera e) e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lettera f).

Il pezzo che tocca il lettore al momento dell’iscrizione è il limite di deposito settimanale o mensile scelto in registrazione. La figura precisa del limite che ADM fissa nella gara non è nota, e non è una lacuna da riempire con un numero di comodo: è una cosa da leggere nella gara stessa se serve. Quello che conta per il comportamento quotidiano è la meccanica, ed è asimmetrica di proposito. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Si scende quando si vuole, si sale con una pausa di riflessione di una settimana.

Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. È un esempio, non uno standard, ed è utile proprio perché mostra la granularità possibile: non un solo tetto al deposito, ma tre dimensioni e tre orizzonti temporali.

C’è una cosa che questo sistema non fa, e vale la pena dirla perché è il fraintendimento più comune: un limite di deposito non è un limite di puntata. Il tetto al deposito controlla quanto entra nel conto, non quanto esce dal saldo a ogni giocata. Chi deposita 50 € e li punta tutti la domenica sera ha rispettato il proprio limite in modo perfettamente formale.

Identificazione: SPID, CIE e la finestra dei 30 giorni

Aprire un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Le strade praticabili sono due, e la differenza tra loro ha conseguenze pratiche.

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

La strada SPID è più rapida e, per certi versi, più intelligente: i dati arrivano da una fonte già verificata invece che da una fotografia che qualcuno deve controllare a mano. Il costo è la dipendenza da un’identità digitale che non tutti hanno attiva. La registrazione manuale costa qualche minuto e un’attesa. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.

Sul lato estero la faccenda è capovolta e non nel modo che il lettore immagina. Un dominio senza concessione non è «più libero» sull’identità: è semplicemente fuori da un sistema in cui l’identità serve a proteggere qualcuno. Il documento che un concessionario italiano chiede non è una formalità doganale, è il gancio a cui sono appesi il RUA, i limiti e la possibilità di contestare una giocata davanti a un giudice italiano.

Dove si chiede aiuto

Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo è il 800 55 88 22, e per i residenti in Italia è il riferimento indicato negli strumenti di gioco responsabile di bet365, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. La combinazione è quella che conta: una pausa, un tetto, un avviso e un blocco non sono quattro funzioni diverse, sono quattro punti in cui qualcuno può fermarsi.

La legge mette in capo ai concessionari anche un dovere informativo: l’articolo 15, comma 2 prevede che ciascun concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È il tipo di norma che non si vede mai — nessuno nota una campagna che non c’è — e che però esiste solo per gli operatori dentro il sistema.

Come si valuta un operatore quando l’etichetta «straniero» non dice niente

I criteri, e perché sono questi

La valutazione comincia da una domanda che non è «quanto paga», ma «che cosa succede se qualcosa va storto». È una domanda noiosa e per questo nessuno la fa.

La licenza, letta dal posto giusto. Non dal marchio, non dal nome del dominio, non dalla presenza in una classifica: dalla riga di licenza nei termini dell’operatore, che deve indicare numero di concessione e società concessionaria. È l’unico dato che si può verificare in modo indipendente, incrociandolo con l’elenco ADM. Un marchio può cambiare proprietario, un conto può essere gestito da una società con un nome che il cliente non ha mai visto: è normale, ed è esattamente per questo che il numero va letto.

Che cosa l’operatore offre davvero. Un nome sull’elenco ADM non dice quali giochi quel sito possa raccogliere, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi. Il palinsesto — quali sport, quali tipi di giocata, quanti eventi — è la seconda cosa da guardare, e si guarda nel sito e nell’app.

Il conto, cioè come si entra e come si esce. Registrazione manuale o SPID, tempi di validazione, cosa succede se i documenti non arrivano entro 30 giorni. È la parte che il lettore valuta per ultima e che gli costa di più quando va storta.

Gli strumenti di tutela. Limiti di deposito, di spesa e di tempo disponibili in registrazione; se un limite si possa abbassare con effetto immediato; se l’autoesclusione passi dal RUA. Un operatore può avere tutto questo e comunicarlo male, e un altro può averlo ridotto all’osso: sono posizioni diverse e il lettore ha diritto di vederle distinte.

Il formato dell’offerta. Quanto è chiaro che cosa viene dato, a che condizioni e per quanto tempo. Non è un criterio di simpatia: è un criterio di leggibilità dei termini.

Un’ultima nota metodologica, seria. La comparazione che segue copre dieci concessionari ADM di taglia grande, e non è un censimento del mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questo elenco non è per questo privo di licenza. Confondere «non lo conosco» con «non è autorizzato» è l’errore che questo tipo di pagina genera più spesso.

Strumenti e condizioni a confronto

Marchio Concessione ADM e società concessionaria Che cosa dispongono i termini dell’operatore sulla materia
Sisal Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live secondo l’app, con diretta streaming gratuita; accesso al conto anche con Touch ID
Lottomatica Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
NetWin Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
Eurobet Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket alla F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
BetFlag Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Betsson Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport con registrazione SPID e bonus di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore con registrazione manuale
StarCasinò Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse su principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
bet365 Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22
Planetwin365 Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei e competizioni UEFA, più oltre 20 sport con risultati in diretta

La colonna centrale è la sola che si possa verificare contro una fonte esterna, ed è per questo che sta lì. Nessuno di questi numeri è un argomento di vendita: sono codici di registrazione pubblica, e la loro unica funzione è stabilire che quel sito è dentro il sistema e non fuori.

Sulla terza colonna vale una precisazione, perché è il punto in cui il lettore rischia di trarre una conclusione che la tabella non autorizza. Quello che la colonna mostra è quanto ciascun marchio fa sapere di sé nella propria app o nei propri termini; non è una classifica di profondità del palinsesto. Un marchio che dichiara venti sport e uno che ne dichiara tre non sono necessariamente uno più ricco e uno più povero — sono uno che scrive e uno che tace. Le cifre sugli eventi, dove ci sono, riguardano il prodotto come l’operatore lo descrive.

Una nota sulla concentrazione, che è la cosa meno visibile della tabella e la più interessante. Azzurri Limited compare due volte, su Betsson e su StarCasinò. Non è un refuso e non è una casualità: è la stessa società con due concessioni distinte, cioè due siti, due marchi e due pubblici. Il gruppo Eurobet Italia ne detiene tre — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, e questo significa che la domanda «quanti operatori ci sono in Italia» ha due risposte giuste e diverse a seconda che si contino i siti o le società.

Il conto di quanto costa giocare, fatto una volta per bene

Nessun confronto tra offerte ha senso se non si parte da quanto il bookmaker si tiene. Il margine è quella quota di ogni unità puntata che non torna indietro, e si legge dalle quote di uno stesso mercato.

Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota di nessun operatore: un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 e 1,90. La quota di ritorno è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Le due frazioni valgono 0,526 ciascuna, la somma è 1,0526, e il reciproco è 0,95. Il bookmaker trattiene quindi il 5 % di ogni unità giocata su quel mercato — questo è il margine che sta dentro il prezzo, prima di qualunque bonus e di qualunque promozione.

Ora prendiamo l’unico importo che il giocatore controlla davvero: la cifra che ha scelto come limite di deposito settimanale in registrazione. Mettiamo che siano 100 € a settimana, puntati una volta sola sul mercato qui sopra. Su 100 € di giro d’affari, con quel margine, il costo medio atteso è 100 × 5 % = 5 € a settimana, cioè orientativamente tra 15 € e 25 € al mese. È il pedaggio che si paga per giocare, e non dipende da come vanno le partite: dipende solo da quanto si muove.

L’intervallo invece di un numero secco ha una ragione. Il margine del 5 % è quello del mercato di esempio, mentre su altri mercati e altri sport può essere più stretto o più largo; il numero di settimane in un mese non è fisso; e il limite di deposito è un tetto, non un obbligo, quindi chi punta meno paga meno. Il conto è una stima statistica su molte giocate a parità di condizioni, non il risultato di una singola settimana, e non dice nulla su quanto si vincerà o si perderà.

E qui c’è il punto che riguarda direttamente il tema di questa pagina. Quel 5 % si paga su qualunque bookmaker, italiano o estero che sia; è la natura del mercato, non una gabella del concessionario. Ma il pedaggio non è l’unica voce di costo, e le altre voci cambiano eccome da una sponda all’altra. Restare sul lato con concessione significa pagare il margine e avere indietro il RUA, la vigilanza ADM, i limiti obbligatori e un foro italiano. Passare dall’altra parte significa pagare lo stesso margine, più spesso un margine peggiore, e non avere indietro nessuna delle quattro. Chi si sposta per risparmiare non trova un listino migliore: trova la stessa aritmetica con meno rete sotto.

La scelta, operatore per operatore: dieci concessionari ADM e per chi funzionano

Sisal — il volume di eventi come argomento principale

La licenza è la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., con sito proprio Sisal. Il marchio è uno dei nomi più noti del panorama italiano, e la sua proposta sportiva si appoggia su un numero che fa impressione: oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live secondo la propria app, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Sul versante delle tipologie c’è un catalogo che va oltre il 1X2. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il Cash Out merita una riga, perché è la funzione che i giocatori capiscono meno. Chiuderla prima non è un’uscita di sicurezza gratuita: il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker, e scontarlo gli lascia un secondo margine sopra il primo. È uno strumento legittimo e comodo, che però si paga due volte — una nel prezzo di apertura e una nel prezzo di chiusura.

Il numero dei 15.000 eventi live è la parte che distingue davvero Sisal nel gruppo: chi gioca molto in diretta su sport minori, dove i palinsesti si assottigliano, trova qui la copertura più larga. Chi punta una multipla di calcio la domenica pomeriggio non userà mai quella profondità, e per lui è una cifra che non cambia nulla. La domanda da farsi non è se il palinsesto sia grande, ma se sia grande nei mercati che si frequentano.

Lottomatica — un palinsesto costruito sulla competizione che si guarda

Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La logica del palinsesto è chiara dal modo in cui è scritto: sono le competizioni che un tifoso italiano accende in televisione, elencate per nome e non aggregate in categorie. È una scelta che funziona benissimo per chi gioca il campionato e le coppe, e lascia scoperti gli sport di nicchia, che qui non compaiono nell’elenco. La presenza di F1 e MotoGP accanto al calcio dice che il pubblico immaginato è quello generalista, non lo specialista.

La streaming per il live è la funzione che lega le due cose: si guarda e si gioca nella stessa schermata. Chi usa il live in modo occasionale ci trova quello che serve; chi vuole copertura su un campionato sudamericano o su uno sport che l’elenco non nomina dovrà verificare nel palinsesto prima di aprire il conto, perché quella verifica è l’unica che conta.

NetWin — l’offerta più leggibile del gruppo, purché si leggano le condizioni

Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Ci sono due dettagli in questa descrizione e vale la pena isolarli, perché sono quelli che decidono se il bonus vale qualcosa. Il primo è «conto verificato»: il bonus è riservato a chi ha già completato la trafila dei documenti, quindi non è una promozione che si incassa durante l’iscrizione ma alla fine di essa. Il secondo è il deposito minimo di 20 € su un tetto di 50 €: chi deposita meno di venti non partecipa, e il rapporto tra soglia e tetto dice che questo è un bonus pensato per un primo versamento piccolo ma non simbolico.

Il 100 % è la cifra che il marketing mette in vetrina; le due condizioni sono quelle che determinano il risultato. Un bonus reale — cioè accreditato come credito giocabile e non come free bet — è strutturalmente più utile di un gettone gratuito, perché non ha il limite tipico del free bet di non restituire la puntata in caso di vincita. Ma resta pur sempre un’offerta a importo contenuto, e chi cerca un capitale di partenza serio non lo troverà qui. Il profilo che ci si riconosce è quello di chi vuole provare il prodotto con un rischio d’ingresso basso, non di chi cerca il colpo.

Eurobet — il palinsesto più largo, e il più difficile da leggere

Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Ci sono gli scacchi e ci sono le elezioni. Questo è, di tutto il gruppo, l’elenco più eterogeneo: non sport con qualche variazione, ma una concezione di «evento su cui si può scommettere» che esce dal perimetro sportivo. Chi cerca un mercato che altrove non trova — un torneo di scacchi, una competizione di golf, un reality — ha buone probabilità di trovarlo qui.

Il lato scomodo è la profondità. Un elenco che nomina sedici categorie non dice quanto sia fitto ciascuna: il ciclismo può voler dire il Tour e poco altro, gli scacchi un torneo ogni tanto. Il palinsesto orientato all’intrattenimento è anche il più volatile, perché dipende dal calendario degli eventi non sportivi, che non ha la regolarità di un campionato. Chi apre il conto per il calcio troverà un prodotto completo; chi lo apre per una di quelle voci laterali farà bene a controllare che l’evento che gli interessa sia effettivamente in programma prima di versare.

BetFlag — il conto come punto di partenza, non come formalità

Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sito BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

È l’unico dei dieci a mettere l’identificazione digitale al centro della descrizione di sé, e non è un dettaglio organizzativo. SPID e CIE significano che l’operatore ha costruito un percorso in cui i dati anagrafici arrivano già validati da una fonte terza, invece di passare per una fotografia di documento che qualcuno deve controllare. Per chi ha un’identità digitale attiva, il tempo tra «voglio aprire un conto» e «posso piazzare una giocata» si misura in minuti. Per chi non ce l’ha, resta la registrazione classica — e con essa la finestra dei 30 giorni per la validazione, oltre la quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

La presenza del riferimento al divieto per i minori di 18 anni nella descrizione dell’apertura conto dice il taglio: è una pagina costruita per chi vuole che il passaggio di identificazione sia chiaro prima di iniziare, non dopo. Chi apre e chiude conti per curiosità troverà la procedura un ostacolo; chi vuole un rapporto lungo la troverà una garanzia. Il punto debole della proposta è che il conto è l’unica cosa che questa descrizione racconta: sul palinsesto sportivo il marchio non dice qui nulla di specifico, e chi sceglie in base all’offerta di mercati dovrà guardare altrove.

Betsson — la terminologia del mercato come proposta

Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La descrizione è scritta nel linguaggio di chi gioca già, non di chi comincia: 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori, combo. È un segnale di pubblico, e vale più di qualunque slogan. Chi non sa cosa sia un mercato marcatori leggerà quella riga senza ricavarne nulla; chi lo sa troverà conferma che il prodotto è pensato per lui.

Il «migliaia di eventi» è una formula vaga e va trattata come tale: non è un numero, è un ordine di grandezza, e un ordine di grandezza non si confronta con i 1.000 eventi al giorno di un altro marchio perché le due unità di misura non coincidono. La struttura della proposta — pre-match più live, con una cassetta di mercati classici — è quella standard di un bookmaker generalista. La cosa da notare è che Azzurri Limited detiene anche Starcasino.it: due concessioni, due siti, due posizionamenti diversi dello stesso gruppo.

William Hill — il bonus legato al metodo di identificazione

Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Qui c’è un meccanismo che vale la pena smontare, perché è il più interessante del gruppo. La differenza tra i due percorsi non è di importo: è di tempo e di certezza. Con SPID il bonus arriva subito; con la registrazione manuale arriva dopo l’invio dei documenti, e la finestra è di 96 ore. Un’ora di differenza non conta nulla, quattro giorni sì, soprattutto se nel frattempo c’è una partita.

L’altra cosa da dire è la scala. Dieci euro e cinque euro sono importi di benvenuto, non capitali: chi immagina un bonus di centinaia di euro su questo marchio si sta sbagliando di un ordine di grandezza. La struttura a due livelli ha però una coerenza interna che apprezzo — l’operatore paga per il percorso che gli costa meno e trasferisce parte del risparmio al cliente — e per chi ha SPID è un accredito immediato senza condizioni da interpretare. Chi non ha SPID deve decidere se 5 € valgano l’attesa dei documenti, e con una finestra di 96 ore la risposta onesta è che dipende da quanto si ha fretta di giocare.

StarCasinò — il casinò con il bookmaker dentro

Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome non mente e la descrizione nemmeno: il prodotto è un casinò online con un bookmaker dentro, non un bookmaker che ha aggiunto delle slot. La formulazione «varie tipologie di scommessa sportiva» è la più generica del gruppo — non nomina un solo mercato, non un campionato, non un numero di eventi — e questo dice qualcosa su come il marchio immagina il proprio cliente sportivo: qualcuno che passa dal tavolo alla schedina e torna indietro, non qualcuno che vive di palinsesto.

Questo lo rende una scelta poco sensata per chi cerca profondità di mercati e un prodotto ragionevole per chi vuole un unico conto con entrambe le cose. E c’è una nota di merito che va data per il modo in cui il marchio si presenta: non finge di essere altro. Un operatore che dichiara la propria natura casino-first è più utile di uno che nasconde il casinò dietro tre paragrafi di calcio.

bet365 — lo sponsor ufficiale e il pacchetto di tutela

Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

La lista degli sport è il ritratto di un operatore internazionale che ha adattato il prodotto al mercato italiano: calcio inglese e coppa europea al centro, e accanto l’ippica — che in Italia è una voce tradizionale, con la sua disciplina separata nella legge — insieme a boxe, freccette, basket, golf e tennis. È un palinsesto costruito per un giocatore che cerca il grande evento e la varietà internazionale, non il campionato minore.

Sul versante della tutela, gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il pacchetto più completo descritto nel gruppo, e include i messaggi sull’attività di gioco, che sono la parte meno visibile e la più utile per chi non tiene il conto di quanto gioca. La partnership con la massima competizione europea per club è un fatto sulla visibilità del marchio, non sulla qualità del prodotto: chi legge quell’informazione come una garanzia sta leggendo il marketing al posto dei numeri.

Planetwin365 — calcio, coppe e una profondità dichiarata

Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il dettaglio interessante è la presenza della Serie C. È il campionato che quasi nessuno mette in elenco, e sta lì a indicare un pubblico che segue calcio minore o che cerca mercati dove il bookmaker ha un margine più largo per definizione. Accanto, i tre livelli delle coppe europee completano l’offerta per chi gioca durante la settimana.

«Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta» è una dichiarazione che parla di profondità laterale più che di verticale sul calcio, e va letta insieme all’elenco dei campionati: non un solo sport coperto a fondo, ma molti sport coperti almeno a livello di presenza. Chi vuole giocare il mercato italiano tradizionale trova qui il pacchetto più prevedibile del gruppo, senza sorprese né in un senso né nell’altro. La prevedibilità, in questo tipo di scelta, non è un difetto minore.

Che cosa resta dopo aver letto l’elenco

Il criterio della concessione è binario e non ammette sfumature: o il sito è sull’elenco, o non lo è. Tutto il resto è una scelta tra varianti.

Da una parte ci sono i dieci marchi di questa comparazione. Hanno in comune il fatto di stare dentro il sistema: la concessione è per sito, il conto è identificato, il RUA copre ogni piattaforma autorizzata, i limiti si scelgono in registrazione, e chi ha una contestazione ha un foro italiano. Nessuno di loro è «straniero» nel senso che il lettore cerca, quand’anche porti un nome straniero sulla porta: la società può avere sede nello Spazio economico europeo, ma la concessione che le permette di raccogliere giocate qui è italiana.

Dall’altra parte c’è la zona che questa pagina non descrive nei dettagli e non nomina, per una ragione che riguarda il lettore e non l’editore: è una zona senza concessione, quindi senza RUA, senza vigilanza ADM, senza limiti obbligatori e senza foro italiano, dove l’inibizione lavora su un elenco e i mirror ricompaiono nel giro di ore, e dove — per come ADM stessa enuncia la regola dell’articolo 4 della legge 401/1989 — anche il partecipante è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Una licenza di Curaçao o di Malta non porta nessuno di quegli strumenti, perché non ha alcuno standing in Italia.

Il calcolo di quanto costa giocare resta uguale sui due lati: il margine sta dentro il prezzo che si legge sulla schedina, e sul mercato di esempio a 1,90 e 1,90 vale il 5 %. Cento euro di giocate a settimana su quel mercato costano in media circa 5 € a settimana, orientativamente tra 15 € e 25 € al mese. Chi si sposta verso un dominio senza autorizzazione non trova prezzi migliori in modo strutturale: trova la stessa aritmetica, spesso con margini più larghi, e perde in cambio gli strumenti che rendono il gioco un’attività che si può fermare.

Sulla scelta finale conviene essere diretti. Chi vuole un tetto mensile obbligatorio, l’accesso al RUA e la possibilità di litigare con un operatore davanti a un giudice italiano sta nella lista dei concessionari, e la varietà al suo interno — un marchio con 15.000 eventi live, uno con gli scacchi e le elezioni, uno con la Serie C — è già sufficiente a coprire quasi ogni tipo di giocatore. Chi cerca qualcosa che nessuno di quei dieci offre deve prima capire che cosa sia esattamente: molto spesso è una questura in meno e un margine in più, cioè un prezzo più alto per una tutela in meno.

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va presa come tale e chi vuole certezza sul proprio caso consulta un commercialista. Nessuna delle tutele descritte in questa pagina esiste su un sito privo di concessione, ed è quella la differenza che vale la pena pagare.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il primo è l’assenza di rete sotto i piedi: senza concessione non c’è RUA, non c’è vigilanza ADM, non ci sono limiti obbligatori, non c’è foro italiano per una contestazione. Il secondo arriva dalla legge: ADM enuncia che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge la riga di licenza nei termini dell’operatore, che indica numero di concessione e società concessionaria, e la si incrocia con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Un’autoesclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. I siti privi di concessione non sono collegati al registro, quindi un giocatore autoescluso lì non risulta protetto da nulla.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. È AGCOM ad applicarlo, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile già in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile a seconda dell’operatore. La meccanica è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Un limite di deposito controlla quanto entra nel conto, non quanto si punta a ogni giocata.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una lettura riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso specifico conviene consultare un commercialista. Sulle vincite da siti esteri la posizione è diversa.

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