Quale bookmaker scegliere in Italia: concessioni, conti di gioco e limiti
Contenuto aggiornato al 31 Ottobre 2026; le concessioni e le condizioni dei conti di gioco sono state verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca un elenco di siti di scommesse utilizzabili in Italia finisce quasi sempre nello stesso imbuto: una pagina che promette la classifica definitiva e consegna dieci riquadri con un bonus dentro. Il problema è che quella classifica risponde a una domanda che il lettore non ha fatto. La domanda vera è più stretta e più noiosa, e vale la pena scriverla: quali bookmaker possono legalmente accettare la tua scommessa dall’Italia, a quali condizioni, e quale di quelle condizioni ti costa qualcosa.
La risposta comincia da un numero di cinque cifre. Un bookmaker che opera in Italia ha una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e quella concessione è legata a un singolo sito .it. Non esiste una concessione «per il marchio» che copre tutto quello che l’operatore fa. Sul nostro mercato il listino autorizzato si legge come un intervallo: codici da 16000 a 16051, cinquantadue righe, ognuna agganciata a un solo sito.
Qui non trovi pronostici né sistemi che vincono. Trovi il contrario: come si riconosce un operatore autorizzato, quali vincoli porta con sé un conto di gioco italiano, e quanto costa davvero incassare un bonus di benvenuto quando la quota di mercato se lo mangia un pezzo alla volta. Sul bonus, avviso per i frettolosi: la voce più generosa che leggerai più avanti nella pagina è anche quella con l’etichetta più ambigua, e la differenza tra le due cose non è un dettaglio da avvocati.
Fondamenti: bonus di benvenuto, requisiti di puntata e quote
Il meccanismo del bonus di benvenuto sportivo sta in tre numeri, e nessuno dei tre è quello scritto in grande. Il primo è l’importo massimo accreditabile. Il secondo è il requisito di puntata, cioè quanto devi giocare prima che il credito diventi prelevabile. Il terzo è la quota minima ammessa: sotto quella soglia le giocate non contano, e non esiste sconto sul tempo perso.

Una tabella mostra il primo numero e tace sugli altri due, e quella selezione non è innocente. Il «100 %» in vetrina descrive una percentuale, non una promessa di ricchezza: significa che l’accredito è pari al primo deposito, non che il deposito raddoppia in tasca tua al momento dell’iscrizione. Il tetto in euro è la cifra che conta, perché è quella che decide quanto del bonus è realmente raggiungibile: un tetto alto su un conto che versa poco è una promessa che il giocatore medio non tocca mai.
Poi c’è il caso che il vocabolario degli operatori nasconde meglio. Il «bonus senza deposito» è credito dato prima di qualsiasi versamento, ed è la forma più rara fra quelle che circolano in rete; il credito da gioco, una volta che il giocatore punta, si trasforma in denaro reale solo fino a quanto il saldo iniziale permetteva. In mezzo c’è il «bonus reale», l’etichetta che più assomiglia a denaro contante e che resta comunque condizionata: la sua base è il primo deposito, e finché i requisiti di puntata non sono chiusi la somma non è tua.
Su questo punto la normativa italiana non aiuta nessuno. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità ai giochi con vincite in denaro, non l’esistenza dei bonus. Non esiste un tetto statale all’importo di un bonus né ai requisiti di puntata; importi, rigioco e quote minime vivono nelle condizioni contrattuali di ciascun operatore. Il che significa, tradotto per chi legge, che due offerte identiche in vetrina possono costare il doppio l’una dell’altra.
Stabilito che il bonus è una condizione e non un regalo, resta da capire in che ordine si aprono le porte di tutto questo: la concessione, il conto, i limiti che il conto si porta dietro per legge.
La normativa: ADM, concessione per sito e palinsesto approvato
Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Cambia il vocabolario rispetto a dieci anni fa: le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte, e l’elenco autorizzato non è un albo che si allunga a richiesta.

L’articolo 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sono giochi diversi, e la concessione può coprirne uno qualsiasi in combinazione con gli altri. Qui sta la trappola più comune di chi consulta l’elenco: non c’è una colonna che dica quali giochi ogni concessionario ha scelto di offrire, quindi un nome presente sull’elenco non dimostra da solo che quel sito dia scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, non la lista.
L’articolo 6, comma 3 fissa la durata massima della concessione a nove anni, senza rinnovo, e i requisiti per partecipare alla gara: società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5). Termini e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3), il che è una buona notizia per tutti: chi entra nel mercato sapeva le regole prima di offrire, e chi ci scommette non se le vede cambiare sotto i piedi per un cambio di maggioranza.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Una società può tenere più concessioni, e succede: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il dato di rilievo, per chi cerca un elenco di bookmakers autorizzati, non è il numero delle righe ma la sua lettura: ogni riga è un sito, non un marchio.
Che cosa si può scommettere, poi, è un secondo livello di autorizzazione. L’articolo 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno in quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto non è un listino immobile, e questo spiega perché due bookmaker autorizzati possano avere programmi diversi sulla stessa giornata di campionato.
Il controllo non è solo burocratico. L’articolo 22 del medesimo decreto prevede, per fermare i pagamenti verso operatori senza concessione, un regolamento concordato con la Banca d’Italia, la cui entrata in vigore non risulta confermata. L’articolo 15, comma 2 obbliga ogni concessionario a spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Detto in altro modo: una fetta dei ricavi del concessionario torna indietro come avvisi al giocatore. Non è generosità, è il prezzo della concessione, e vale la pena ricordarlo a chi considera il settore regolato solo dall’alto.
Sul lato pubblicitario, il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. AGCOM vigila e applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Vale la pena leggere questi dati senza il tono con cui circolano, perché il 2025 e il 2026 hanno aggiunto tre cose: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità della piattaforma e la C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Una proposta di modifica per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, presentata come emendamento Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026, non risulta approvata: alla data di verifica il divieto resta in vigore.
Il quadro è arcigno e in movimento, e la combinazione è la cosa più interessante: un divieto pubblicitario contestato in tre sedi diverse mentre i concessionari continuano a spendere in comunicazione responsabile perché la concessione lo impone. Per il lettore cambia una cosa concreta: le offerte non vengono pubblicizzate, quindi arrivano attraverso canali che non sono tenuti a spiegarti le condizioni. Le condizioni, allora, bisogna andarsele a leggere. Dove.
Registrazione e conto di gioco: dal documento al primo deposito
Il conto di gioco richiede un’identificazione piena, e questa è la differenza pratica più visibile rispetto a quello che molti chiamano «registrarsi in trenta secondi» su un sito estero. Le strade sono due: il modulo con copia del documento, con il conto validato entro 30 giorni e altrimenti sospeso con i prelievi bloccati, oppure l’identificazione digitale. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; anche Goldbet passa per CIE attraverso un fornitore SPID. L’app Sisal Matchpoint, per le scommesse sportive, consente di entrare nel conto gioco anche con Touch ID.
Il passaggio che nessuna vetrina racconta è il limite di deposito. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. I sette giorni sono la parte intelligente della regola, perché sono esattamente la durata di una serata storta. Chi vuole alzare il tetto dopo aver perso non può farlo mentre la partita è ancora in corso, e questo è il senso dell’intero meccanismo.
Il legislatore non si è fermato al deposito. L’articolo 15, comma 1 prevede gli automatismi del sistema: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il tetto in euro che ADM fissa nel bando di gara non è noto; le forbici che il giocatore si dà da sé e il tetto che sceglie in registrazione sono gli strumenti che mordono davvero. Se ti serve un motivo per non usare un casinò senza concessione, è questo: là fuori nessuno di questi interruttori esiste.
Prevenzione e tutela: RUA, autoesclusione e gioco responsabile
L’autoesclusione è il solo strumento della cassetta degli attrezzi italiani che agisce oltre il singolo bookmaker. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. Un gesto una volta, e vale ovunque. La regola generale la fissa l’articolo 15, comma 1, lett. e), che richiede strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore stesso.
Le condizioni di Admiralbet descrivono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Non è un cavillo: la finestra lunga 270 giorni copre un ciclo di ricadute, e la revoca possibile solo dopo nove mesi toglie dall’equazione la decisione presa alle tre di notte. Su questo il cronista non trova nulla da ironizzare. Il meccanismo è scritto bene, e l’utente che lo scopre tardi ha perso mesi utili.
Fuori dal perimetro della concessione, invece, l’interruttore non esiste. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi il giocatore che si è autoescluso arriva lì e trova la porta aperta. Non è un’opinione né una questione morale: è il modo in cui il registro è costruito, e spiega perché l’autoesclusione funzioni solo se il conto successivo è su un operatore autorizzato.
Sugli strumenti che stanno dentro il conto, la gamma è più varia di quanto la parola «gioco responsabile» faccia pensare. Gli strumenti di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La combinazione conta più dei singoli pezzi: un avviso che ti dice quanto hai giocato questa settimana arriva prima che il limite di versamento ti fermi, e l’ordine in cui i due strumenti lavorano è la differenza tra un promemoria e un muro.
Il canale di contatto previsto dalla legge merita una misura precisa: almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Chi ha provato a chiedere aiuto a un operatore un sabato sera sa quanto siano preziose quelle otto ore, e chi ha provato a chiederlo a un sito senza concessione sa che dall’altra parte non c’era nessuno. La tutela non sta nella bontà di un marchio, sta nell’esistenza di un obbligo.
C’è poi la questione più scomoda, quella che nessun operatore mette in vetrina: chi scommette deve avere diciotto anni, come ricorda l’articolo 3, comma 1, lett. a), che nomina la tutela dei minori di età tra i principi del riordino, e come ripetono le condizioni di ogni concessione. Un controllo serio dell’età è anche un controllo serio dell’identità, ed è il motivo per cui il conto di gioco italiano non si apre con una casella spuntata. A costo di sembrare pedante: se un sito ti lascia aprire un conto senza identificarti, non ti sta facendo un favore.
Il calendario dello sport: palinsesto, ippica e Virtuali
Sul fronte del prodotto, la copertura di un bookmaker autorizzato si legge in tre strati, e Conviene guardarli separatamente perché maturano a velocità diverse. Il primo è il calcio dei grandi campionati. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il secondo strato è la larghezza del palinsesto oltre il pallone. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Gli scacchi e le elezioni nella stessa riga dicono molto su come è costruito il prodotto: un concessionario non vende solo sport, vende eventi con un esito incerto, e il confine tra una partita e un festival è una decisione commerciale. Chi cerca solo Serie A non se ne accorge; chi cerca il campionato di pallavolo o una corsa di cavalli sì, e per quel lettore la larghezza del palinsesto pesa più del bonus.
Sul volume di eventi, Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri dichiarati dall’operatore, e vale la pena trattarli come tali: «oltre 1.000 eventi al giorno» include tutto quello che sta nell’app, comprese le voci che nessuno aprirebbe mai. La cifra utile per il lettore è un’altra e sta nella stessa frase, cioè la diretta streaming gratuita su quattro sport, perché un mercato live senza video è una quota che si muove e tu che non sai perché.
Il terzo strato è quello che il regolamento definisce con una formula burocratica, «scommesse su eventi simulati»: partite simulate al computer, corse di cavalli e altri eventi mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per le scommesse sportive (art. 2, lett. v). Il nome commerciale è «Virtuali», ed è la sezione che i bookmaker trattano come riempitivo mentre i giocatori la usano come prodotto autonomo. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive anche l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Lottomatica propone virtuali che comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Eurobet, nella sua sezione Virtual, copre partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
Sull’ippica conviene essere precisi, perché la legge la tratta come due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’articolo 6, comma 1, lett. c), con le giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté (art. 2, lett. h), che richiedono una concessione a parte. Se un marchio online accetti oggi i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa che non risulta; la distinzione però resta nella legge, e chi cerca l’ippica classica in versione online farà bene a controllare su quale delle due ruote sta giocando.
Il quarto elemento, che sfugge a chi guarda solo il calcio, è il betting exchange, il «punta e banca». L’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore con questa concessione, la 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 osserva che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, il prelievo cadendo sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta.
Su questa pagina il calendario non è un elenco di partite: è la griglia entro cui un palinsesto approvato da ADM può muoversi. Un evento autorizzato è un evento su cui puoi scommettere; un evento che non c’è, per quanto tu lo veda in televisione, non esiste sul bookmaker. Ed è esattamente per questo che un appassionato di sport minori deve guardare il palinsesto prima del bonus.
Come si valutano i bookmaker: criteri, quote e vincite
Prima di arrivare alla classifica, servono i due conti che rendono leggibile ogni riga che segue. Il primo riguarda il margine del bookmaker, cioè la fetta che il mercato trattiene su tutto il giocato. Il secondo riguarda la vincita, cioè quello che una scommessa vincente restituisce davvero.
Quota, puntata e quello che torna indietro
La regola della vincita è semplice e conviene tenerla a mente come una proporzione: con una puntata di 10 € a quota 2,20 la somma restituita è 22 €, di cui 10 € sono la puntata tornata indietro e 12 € il profitto netto. Il conto è puntata × quota per l’incasso, puntata × (quota − 1) per il guadagno. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo: tre partite a 2,00 formano una quota complessiva di 8,00, e questo spiega perché le multiple siano la forma di giocata che gli operatori spingono di più — a parità di puntata la posta in gioco cresce in modo rapido, e con essa la probabilità di azzeccare tutto.
Qui si apre il primo dei conti che valgono per il lettore. Prendiamo l’esempio delle scommesse combinate, un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessun operatore. Ogni euro puntato sull’esito A o sull’esito B genera lo stesso incasso in caso di vincita. Per capire quanto di quel gioco torna ai giocatori si somma il reciproco delle due quote e si prende il reciproco del totale: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè 1 ÷ 1,052631…, che dà una quota di ritorno del 95,0 % circa. Il margine del banco è quello che avanza: 1 − 0,950, cioè circa il 5,0 %.
Scritto così, il 5 % sembra una tassa modesta, e su una singola giocata da 10 € vale circa 50 centesimi. Il punto è che il margine non si paga una volta: si paga a ogni giocata, e su un ciclo di cento scommesse la voce diventa cinquanta euro trattenuti dal mercato a prescindere dai risultati. Il numero che rende davvero leggibile la tabella che segue, però, è la quota: per un mercato a due esiti le quote di riferimento sono 1,90 / 1,90, e quanto più il listino reale si allontana da quei valori, tanto più il margine cambia. Con due quote a 1,80, per restare sullo stesso mercato a due esiti, la quota di ritorno scende al 90 % circa e il margine sale al 10 % circa; con quote a 1,95 il margine si assottiglia fino a poco più del 2,5 %. Tutto questo vale per le scommesse combinate e per il mercato a due esiti qui descritto: il margine di un mercato non è il margine di un altro, e la forbice va da circa il 2,5 % a circa il 10 % a seconda delle quote e del tipo di mercato.
Il secondo criterio è la trasparenza, e in Italia ha un contenuto verificabile. Ogni concessionario dichiara numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni, e questo permette un controllo che nessun confronto tra bonus può sostituire: si cerca la riga sull’elenco ADM, si verifica che il codice corrisponda e che la ragione sociale sia quella. Il terzo criterio è il costo reale dell’offerta di benvenuto, cioè requisiti di puntata, quota minima e scadenza, non l’importo massimo. Il quarto criterio è la larghezza del palinsesto. Il quinto è la qualità degli strumenti di tutela, che per un giocatore con un budget piccolo conta più di tutto il resto.
E poi c’è il criterio che non compare in nessuna recensione, ed è il più importante quando l’offerta promette il 100 % di qualcosa: il bonus che non riesci a liberare non è un bonus, è un deposito con vincoli. Una promozione da 5.000 € su un conto da 200 € al mese è un numero che esiste solo per il titolo.
Come riconoscere i numeri a colpo d’occhio
L’elenco che segue non è una graduatoria di bravura, e la distinzione non è una formalità: ADM pubblica un elenco di concessionari autorizzati, non un podio. L’ordine è una scelta editoriale. Ogni scheda riporta la ragione sociale e il numero di concessione letti dall’elenco ADM, e le condizioni pubblicate dagli operatori su sito e app.
| Marchio | Concessione e concessionario |
|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) |
Due cose emergono dalla colonna delle concessioni e nessuna delle due si vede in un elenco di bonus. La prima è che concessione e marchio sono cose diverse: StarCasinò e Betsson fanno capo ad Azzurri Limited, e Lottomatica e Goldbet alla stessa Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Per chi confronta offerte questo significa che due caselle apparentemente distanti appartengono allo stesso gruppo, e una strategia che punta a differenziare i conti pensando di diversificare il rischio va riletta.
La seconda è che quattro marchi su dieci hanno un profilo più da casinò che da bookmaker, e si riconoscono dagli elenchi in fondo alle rispettive schede. Non è un difetto: è una scelta diversa, e per chi cerca il gioco da banco è quella giusta. Chi però scommette soprattutto su calcio e pallavolo deve chiedersi se il bookmaker che ha scelto è un bookmaker con un casinò dentro, o un casinò con un bookmaker attaccato. La differenza si sente nel palinsesto prima che nel bonus.
Valutazione degli operatori: dieci schede a confronto
AdmiralBet: i limiti si fissano in fase di iscrizione
Il marchio è Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, e la sua scheda ha un elemento che gli altri non hanno: una descrizione inusualmente dettagliata della fase di registrazione. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non è una funzione in più, è il modo in cui l’operatore interpreta l’obbligo europeo e italiano sui limiti: tre dimensioni (quanto carichi, quanto spendi, quanto tempo resti collegato) e tre orizzonti (giornaliero, settimanale, mensile).
Sul fronte dell’autoesclusione, le condizioni Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due formulazioni convivono nelle condizioni, e chi apre un conto farà bene a leggere quale delle due trova al momento dell’iscrizione: la finestra lunga con revoca differita è quella che rende l’autoesclusione una decisione seria e non un pulsante da premere e disfare.
Il difetto del marchio è il rovescio della sua virtù. Una procedura guidata impone una serie di passaggi, e chi cerca la scommessa veloce all’ultimo minuto prima del fischio d’inizio la trova lunga. Il tipo di giocatore che apprezza Admiralbet è quello che vuole sapere in anticipo quanto è disposto a perdere, e che preferisce una procedura più lenta a un conto che si apre con un clic e si svuota con la stessa facilità.
Planetwin365: calcio europeo senza fronzoli
Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. La scheda di Planetwin365 è la più esplicitamente calcistica dell’elenco: l’app copre i principali campionati nazionali ed europei, da Serie A e Serie B a Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, con Champions League, Europa League e Conference League, e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il catalogo è quello che serve a chi gioca su cinque o sei tornei maggiori e non ha bisogno di altro.
Il valore aggiunto, se c’è, sta nei numeri che non ci sono: nessuna offerta di benvenuto con un tetto in euro pubblicato nella scheda, nessun dato sul margine. Questo rende Planetwin365 una scommessa a fiducia sulla struttura del prodotto. Chi cerca il calcio europeo a portata di pollice preme, chi vuole un’offerta con un tetto verificabile prima di depositare troverà questa scheda più vuota di altre.
Il difetto è la sezione Virtuali, dove il marchio non compare tra quelli con un catalogo dichiarato. Con un palinsesto sportivo così orientato ai campionati veri, il virtuale non è il pane dell’operatore. Chi apre il conto per il calcio internazionale difficilmente se ne accorgerà; chi cerca le partite simulate di mezzanotte lo noterà subito.
Betfair: il solo exchange tra questi dieci
Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parte sportiva c’è e regge, ma non è quella che distingue il marchio.
Quello che lo distingue è l’exchange, il «punta e banca». Nell’articolo 6, comma 1, lett. e) e nell’articolo 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 è ammesso come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore con questa concessione, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Sui prelievi, un articolo di stampa del 2024 osserva che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, il prelievo cadendo sul concessionario.
Il tipo di lettore a cui il marchio serve è quello che ragiona in termini di probabilità e non di passione: sull’exchange si può vendere un esito, non solo comprarlo. Gli altri nove bookmaker dell’elenco non offrono questa possibilità, e chi non ha mai usato un exchange farà fatica a trovare qualcuno che gliela spieghi con calma. Per questo lettore è una risorsa; per chi scommette cinque euro sulla partita della domenica è complessità inutile.
StarCasinò: scommesse dentro una struttura da casinò
Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La frase descrive bene il baricentro: le scommesse sportive sono lì, funzionano, ma il marchio è costruito attorno al gioco da banco.
Il vantaggio è l’unità: chi vuole il calcio del sabato e la roulette del martedì non deve aprire due conti né ricordare due password. Lo svantaggio è la riduzione del palinsesto sportivo, che per un operatore casinò-centrico non è la priorità, e per chi cerca il campionato minore o la corsa di cavalli di provincia è un limite reale.
Il tipo di giocatore che ci si trova bene è quello che usa il calcio come contorno di una sessione di gioco, non quello che segue le quote di pallavolo ogni sera. Il marchio ha la stessa società di Betsson, e chi apre conti su più siti del gruppo farà bene a tenerne conto per non trovarsi con due caselle che in realtà sono una.
NetWin: un bonus il cui tetto è l’offerta
Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La parola «reale» fa un lavoro preciso: indica che il bonus viene accreditato su saldo e non è un pacchetto di scommesse gratuite.
Il tetto di 50 € è la parte più seria della promozione, e va letta come un pregio e non come un difetto. Un massimo raggiungibile e un deposito minimo di 20 € significano che chi aderisce vede subito quanto vale l’offerta e sa che il credito è alla sua portata; su un conto da 20 € la promozione è interamente utilizzabile, mentre su un conto da 200 € il deposito eccedente non genera bonus.
Il tipo di giocatore che ci si trova bene è quello che vuole cifre piccole e chiare, e che preferisce un conto con un tetto modesto a una promozione con un tetto grande e lontano. Chi scommette somme a tre zeri troverà qui il limite opposto: un’offerta di dimensioni pensate per un altro profilo. La scheda non pubblica i requisiti di puntata, e chi apre il conto farà bene a cercarli nelle condizioni prima di versare.
Sisal: l’offerta più larga del gruppo
Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020. Il marchio è quello con il catalogo più ricco tra quelli qui elencati, e la combinazione punto vendita più app è la sua firma: tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Nella propria app il marchio indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Sul versante del conto, per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il requisito è il più comune del mercato, e il fatto che il credito sia spendibile su tutto il palinsesto è un vantaggio reale per chi gioca su sport diversi dal calcio.
Il dettaglio che rende il marchio difficile da rimpiazzare per una certa fetta di giocatori è la rete fisica. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Chi ha una ricevitoria sotto casa ha qui un servizio che gli altri marchi dell’elenco, per quanto completi online, non gli danno. Il virtuale, con oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’ippica, completano il quadro.
Goldbet: una procedura identitaria, un bonus da attivare
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16009. Sull’identificazione il marchio ha aggiunto un passaggio in più: mentre diversi operatori si fermano allo SPID, Goldbet passa anche per CIE tramite un fornitore SPID. Chi ha la carta d’identità elettronica e non ha mai attivato SPID ha qui una strada in più, e per una fetta di utenti è quella che fa la differenza tra aprire il conto e rinunciare.
Sul prodotto, l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La frase più interessante è la seconda: il bonus arriva con il download e la registrazione, cioè è legato al canale da cui si entra più che a una pagina promozionale.
Il difetto è nella formulazione stessa: un bonus legato al download dell’app è una promozione che dipende dal canale, e chi apre il conto dal desktop farà bene a controllare se ha diritto alle stesse condizioni. Con Lottomatica il marchio ha la stessa società, e le due schede non vanno considerate alternative in senso stretto.
BetFlag: identificazione leggera e tetto largo
Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008. Sul fronte identità il marchio è il più esplicito: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Vale la stessa avvertenza del conto gioco italiano: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati, e trenta giorni passano in fretta per chi si registra la sera prima di un evento.
L’offerta sportiva è la più alta dell’elenco per tetto dichiarato: il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il numero dice due cose e la seconda è più utile della prima. Il 5.000 € è un tetto, non una previsione: è il massimo che l’offerta può valere, e non c’è motivo di ritenere che l’offerta sia disegnata attorno a un profilo di quel tipo. I requisiti di puntata non compaiono nella scheda, e con un tetto di quella portata sono la prima cosa da cercare nelle condizioni prima di versare.
Il tipo di giocatore che ci si trova bene è quello che ha una cifra sostanziosa da mettere sul conto e vuole che tutto il primo deposito generi credito. Il marchio non è quello da scegliere per una giocata da dieci euro: l’offerta è pensata per un altro ordine di grandezza.
Eurobet: identità digitale e un palinsesto enciclopedico
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. Il catalogo è quello che si porta a casa il titolo di più vario dell’elenco: l’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets; dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Per chi cerca una nicchia, questo è il marchio da guardare per primo: la pallavolo, il golf e gli eventi di spettacolo coprono esigenze che un palinsesto puramente calcistico lascia fuori. Il prezzo è la profondità sui mercati di dettaglio nei singoli sport, dove i marchi specializzati possono offrire più varianti.
Il nome del marchio, poi, non coincide con la concessione: Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Chi ha conti su più di questi siti non sta diversificando nulla, sta usando tre porte della stessa concessione. Nella sezione Virtual il marchio copre calcio simulato (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
Lottomatica: la banca del giocatore occasionale
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010. Il marchio si presenta con un vantaggio che non si vede nelle condizioni: la registrazione è descritta come più facile e veloce, e i bonus per i nuovi iscritti che aprono un conto di gioco sono accompagnati da promozioni settimanali. La combinazione, per un giocatore che vuole entrare e giocare subito, è esattamente quella giusta.
La parte tecnica non è trascurata. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta; la funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Per una certa generazione di giocatori, la presenza di PayPal tra i prelievi vale più di due punti di quota.
Il difetto è la profondità sulle nicchie: con una copertura costruita attorno al calcio internazionale e ai motori, chi cerca il campionato minore o lo sport insolito trova meno di quanto troverebbe su Eurobet. La sovrapposizione con Goldbet, stessa società e stessa concessione di gruppo, è una cosa da sapere prima di aprire entrambi i conti credendo di avere due interlocutori diversi.
Quello che cambia quando il sito è senza concessione
Prima di chiudere, la differenza che nessun elenco di bonus mette in cima. Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale, e l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce il meccanismo in modo piuttosto diretto: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali agganciati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e non è istantaneo per tutti gli operatori. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», con tutto quello che comporta: il sito sparisce e torna con un altro indirizzo, e il giocatore che lo segue non ha nessuno dei registri italiani dalla sua parte.
Sul versante del giocatore la norma è più dura di quanto si immagini. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore, nella formulazione dell’autorità stessa; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non risultano.
C’è poi un secondo costo, quello fiscale, che dipende da dove sta il bookmaker. Le vincite pagate da un operatore con concessione non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario, che versa l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa secondo le aliquote previste dalla normativa vigente: il 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Un emendamento al cosiddetto «Decreto Sport» che proponeva di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrato in vigore. Ora la parte che vale la pena leggere due volte, perché è quella che un sito estero non ti dice: sui redditi da un bookmaker senza concessione, in base alla risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e vanno dichiarate per l’intero importo senza deduzioni ai sensi dell’art. 69 TUIR. Il testo della risoluzione è del 2010 e la partita è ancora quella.
Sull’interpretazione pratica non si inventa nulla: la lettura diffusa è che non ci sia una ritenuta alla fonte e che la dichiarazione vada fatta nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF effettivamente applicata non risulta. Chi ha vinto su un bookmaker senza concessione farebbe bene a parlarne con un commercialista prima di decidere cosa fare, e questa non è consulenza fiscale.
Messe in fila, le due strade sono una scelta, non una sfumatura. Da un lato un operatore con concessione porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, i limiti obbligatori di deposito e una sede legale italiana. Dall’altro un marchio .com senza concessione non ha nulla di tutto questo, rischia il blocco del dominio e, per come ADM descrive la legge, espone il giocatore a una sanzione penale. Esistono siti esteri che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che però in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore è una zona senza protezione, e su questo non c’è molto altro da dire.
Domande frequenti sull’elenco dei bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM: la riga deve riportare il codice e il sito .it corrispondente. Poi si confronta la ragione sociale con quella dichiarata nelle condizioni del bookmaker. Ricorda che la lista non indica i giochi offerti: la presenza sull’elenco non prova da sola che il sito accetti scommesse sportive.
Come si legge dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma il reciproco di ogni quota dello stesso mercato e si prende il reciproco del totale: con due esiti a 1,90 la quota di ritorno è circa il 95,0 %. Il margine è quel che avanza, cioè circa il 5,0 %. Il margine di un mercato non è quello di un altro, e la forbice va da circa il 2,5 % a circa il 10 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e diverse piattaforme chiedono già in fase di iscrizione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco. Una riduzione ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. Il tetto in euro fissato da ADM nel bando di gara non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un operatore con concessione non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è versata dal concessionario. Sui siti senza concessione, invece, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate le vincite online andrebbero dichiarate come redditi diversi. Conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non vale, e non offre gli strumenti obbligatori dei concessionari. È soggetto al blocco del dominio e, come ADM cita la Legge 401 del 1989, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Siti di scommesse – Scommessesullaserie.com
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