Scommesse sul cricket: le strade praticabili in Italia e chi ci sta bene dentro

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

31 Ottobre 2026 — concessioni e numeri di concessione verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Il cricket è lo sport che in Italia nessuno ha imparato a guardare e che quasi nessuno sa scommettere. Non è una questione di gusto: è che una partita di Test match può durare cinque giorni, un incontro di One Day International si decide soltanto dopo cinquanta over per parte, e la pioggia può cancellare il risultato dopo quattro ore di attesa. Chi arriva dalle schedine sul calcio cerca un 1X2 e trova tre colonne che non significano quello che sembrano. Chi conosce il cricket cerca un bookmaker e trova un mercato che, per legge, non può esistere se non dentro un palinsesto approvato da ADM (ex AAMS), evento per evento.

Questa è la prima cosa da mettere in chiaro, ed è anche la meno pubblicizzata. Un concessionario non «ha il cricket»: ha un palinsesto, cioè il programma di eventi e di tipi di giocata che prepara e che ADM approva, e ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Se il cricket non è dentro quel programma, nessuna quota apparirà mai sul sito, per quanto il nome del torneo stia sui giornali. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, e la stampa di settore ha raccontato che bet365 è stato il primo partner; è l’esempio più chiaro di come funziona il meccanismo. Il cricket segue la stessa trafila.

Da qui discende tutto il resto. Le strade praticabili per un giocatore italiano sono poche e molto diverse fra loro: gli operatori con concessione ADM e sito .it, che portano con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia e gli strumenti di limite obbligatori; e i siti .com con licenza estera, che in Italia non hanno alcun titolo, finiscono nella lista dei domini inibiti e, come scrive ADM stessa, espongono il partecipante a un’amnenda e all’arresto fino a tre mesi. In mezzo non c’è granché. Non c’è una terza via comoda.

Quello che segue è il percorso completo: come si legge un mercato del cricket, che cosa la concessione garantisce davvero e che cosa no, quanto costa in marginalità ogni quota, quali competizioni guardare nel calendario internazionale, e una valutazione di dieci concessionari presenti sull’elenco di ADM con i loro numeri di concessione.

Il calendario internazionale: cosa si gioca e perché conta

Un pallone da calcio appoggiato sul dischetto del centrocampo di un prato non appartiene a questo sport, e il cricket ha regole sue che conviene tenere a mente prima di aprire un mercato. Undici giocatori per squadra, tre formati internazionali che si comportano in modo radicalmente diverso fra loro. È questa differenza a decidere quanto vale la pena guardare un incontro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Il Test match è la forma più antica e la più difficile da scommettere. Può durare fino a cinque giorni, con un massimo di quattro inning in totale, quindi due per squadra, almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince finisce in pareggio. Un risultato nullo è parte del gioco, non un’anomalia. Chi punta su una vittoria in un Test sta accettando che il pareggio — che molti mercati del calcio non contemplano nemmeno — sia un esito pienamente legittimo.

Il One Day International comprime tutto in una giornata: cinquanta over fissi per squadra. Il punteggio pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over produce un tie, di nuovo un risultato regolare. La variabile che rovina i piani è il meteo. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppo pochi over — di norma venti — l’incontro è dichiarato senza risultato. Per una schedina già giocata, questa è la voce che fa la differenza fra una vincita e un rimborso, e spiega perché conviene leggere le regole del bookmaker prima e non dopo.

Il Twenty20 è il formato che un italiano riconosce più facilmente: venti over al massimo per squadra, centoventi lanci regolari, un lanciatore che non può superare i quattro over, e un incontro in parità che si decide con un super over. È veloce, dura circa tre ore, e produce i mercati più leggibili per chi arriva da altri sport.

Sopra tutto questo sta l’International Cricket Council, che governa il cricket mondiale; dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Il calendario internazionale non è però un ciclo regolare come quello del calcio: i tornei arrivano a blocchi, con finestre concentrate in pochi mesi.

L’ultima grande finestra è chiusa da poco. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre al via, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. È esattamente il tipo di evento che riempie il palinsesto per un mese e poi sparisce, lasciando chi vuole scommettere cricket a cercare i tour bilaterali.

Qui si apre la scelta pratica. Un torneo mondiale concentra i mercati, le quote sono più competitive perché il volume è alto e le informazioni circolano; un tour bilaterale offre meno partite e bookmaker meno generosi. Per chi vuole provare il cricket senza studiarlo per mesi, la finestra di un torneo è il momento in cui il rapporto fra ciò che si sa e ciò che si paga è meno sfavorevole. Fuori da quelle finestre, la domanda giusta non è «quale bookmaker ha il cricket» ma «quale bookmaker ha quel cricket, in quel momento».

Live e pre-match: due modi di leggere la stessa partita

Il cricket si presta al live più di quanto sembri. Un ODI dura sei o sette ore, e ogni over è un’unità di misura del gioco: il punteggio si accumula, i wicket cadono, la quota si muove. Chi guarda una partita dall’inizio alla fine vede cambiare il mercato centinaia di volte.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Gli operatori italiani coprono il live in modo serio. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il cricket non compare in queste descrizioni, e questo è il punto: la macchina del live di un operatore italiano è costruita su ciò che il pubblico italiano guarda.

Il pre-match è l’altro modo di affrontare la stessa partita, e per il cricket è spesso il più sensato. Le informazioni su formazioni, condizioni del campo, meteo e stato di forma dei lanciatori circolano prima dell’inizio; una volta che la partita parte, la quota live incorpora ciò che tutti stanno già vedendo. Chi non conosce lo sport non ha alcun vantaggio a reagire in tempo reale a un evento che non sa interpretare.

La domanda che conta, per chi sceglie, è quindi un’altra: che cosa succede al mercato quando la partita si muove. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live disponibili. Un bookmaker scrive nelle proprie condizioni che cosa offre, e quelle condizioni sono il solo documento che vincola entrambe le parti. Chi punta sul live del cricket lo fa su un terreno che nessuna autorità descrive in anticipo: è il bookmaker a decidere quali mercati aprire e quando.

Il cash out è la valvola di mezzo, e vale la pena capirlo prima di usarlo. Sisal lo mette a disposizione: chiude la giocata prima che l’evento finisca, incassando una somma che dipende dal momento e dalla quota corrente. In un Test match che si trascina per cinque giorni, questa funzione cambia il profilo di rischio di una scommessa più di qualsiasi analisi. Non cambia però il margine incorporato nella chiusura anticipata, che resta la fonte di guadagno dell’operatore: uscire presto non è gratis, e il prezzo lo fa il bookmaker.

I mercati del cricket, dal 1X2 alle giocate combinate

Il mercato di base è quello che in Italia tutti conoscono come 1X2, e nel cricket ha una particolarità: non sempre c’è il pareggio, ma quando c’è pesa. Nei formati a over limitati il tie è un esito reale; in un Test il pareggio è una possibilità statistica concreta. Chi arriva dal calcio tende a leggere la colonna centrale come una scommessa sulla «non vincita» di nessuno dei due, e su un ODI non è così.

Sopra il mercato principale si apre il catalogo dei tipi di giocata. Goldbet elenca schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi, e la distinzione non è formale: una singola si gioca su un solo esito, una multipla combina più esiti in un’unica giocata con le quote che si moltiplicano, un sistema distribuisce la puntata su più combinazioni delle stesse partite. Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal porta la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out fra le funzioni. Sono mercati costruiti per il calcio, ed è esattamente quello che vanno a fare quando li si porta sul cricket.

Sui mercati a somma, cioè quelli in cui si punta su un totale sopra o sotto una soglia, il cricket offre un’unità naturale: il numero di run in un inning o il numero di over. La voce italiana per questa famiglia è Under/Over, e nei mercati del cricket la soglia cambia a ogni partita e a ogni incontro. Chi guarda solo il numero senza sapere quanti over si giocano sta puntando su una soglia che non sa leggere.

Poi ci sono i mercati che il cricket ha in comune con il tennis e con il baseball più che con il calcio: l’esito di un singolo over, il numero di wicket, la prestazione di un singolo giocatore. Un’app che copre baseball, hockey e ciclismo ha l’architettura giusta per ospitarli. NetWin elenca calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti e mercati come 1X2, combo bet e marcatori, oltre al live score. Eurobet spinge il catalogo ancora più lontano, dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e persino eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Un’offerta capace di quotare un’elezione sa costruire un mercato su un wicket.

Il DNB, il draw no bet che in italiano si chiama rimborso in caso di pareggio, è la via di mezzo che molti cercano senza sapere come si chiama: la puntata torna indietro se l’incontro finisce in parità. Su un Test match è una copertura ragionevole; su un T20, dove il pareggio si risolve con un super over, il senso è diverso.

L’handicap è l’altro strumento utile, e nel cricket si applica alle run più che ai gol. Serve a riequilibrare una partita sbilanciata, e la sua quota racconta quanto il bookmaker consideri probabile uno scarto. È lo stesso meccanismo che nel calcio, applicato a una scala numerica molto più ampia: uno scarto di trenta run non impressiona nessuno che segua il cricket, e un handicap costruito con i numeri del calcio sbaglia di un ordine di grandezza.

Infine i virtuali, che la legge definisce «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e NetWin dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti. Sul cricket virtuale la partita è un prodotto dell’algoritmo, non uno sport: il palinsesto è denso e la variabile informativa è nulla. Chi cerca volume, non edge, lo trova qui.

Come si legge una quota: margine, payout e quel che resta al bookmaker

Una quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricavo di chi la vende. Il margine del bookmaker è la parte di ogni unità puntata che il mercato non restituisce; il complemento si chiama payout, ed è la quota di tutte le puntate che quel mercato paga indietro.

Il calcolo si fa su tutte le uscite di un solo mercato, e con le quote decimali — che sono quelle usate in Italia, scritte con la virgola — la formula è: payout uguale a 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote. Il margine è 100 per cento meno il payout.

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, entrambi quotati 1,90. Non è una quota offerta da nessun operatore: serve a mostrare la meccanica. L’inverso di 1,90 è circa 0,5263; sommando i due inversi si ottiene 1,0526. Il payout è quindi 1 diviso 1,0526, cioè circa 0,950, ovvero il 95 per cento. Il margine del bookmaker è il restante 5 per cento circa.

Mettiamolo in modo concreto. Con una puntata di 10 € su ciascuno dei due esiti, il bookmaker incassa 20 €. Qualunque esito esca, paga 19 €, perché 10 € moltiplicati per la quota 1,90 fanno 19 €. Trattiene 1 € su 20 €, ed è esattamente il 5 per cento.

Il punto che conta è che questo margine non è un dato fisso e non è uguale da un mercato all’altro. Un mercato a due esiti con quote entrambe a 1,90 è un caso comodo; la stessa coppia di quote può diventare 1,95 e 1,95, e allora gli inversi scendono a circa 0,5128 ciascuno, la somma a 1,0256, il payout sale al 97,5 per cento e il margine si riduce a circa 2,5 per cento. Ecco perché conviene ragionare per fasce: su un mercato molto liquido il margine può scendere sotto il 3 per cento, su un mercato di nicchia con pochi volumi può risalire oltre il 7 per cento, con condizioni di liquidità e di offerta diverse da operatore a operatore.

Sul cricket la fascia alta è la regola più che l’eccezione. Un mercato secondario di un tour bilaterale, con soglie costruite a mano e pochi giocatori, è il tipo di prodotto in cui il margine si allarga senza che nessuno lo dichiari. Il numero di partite disponibili è limitato, gli scommettitori competenti sono pochi ma preparati, e il bookmaker si copre sul prezzo.

Questo cambia la lettura di ogni promozione sul cricket. Un bonus che restituisce il 100 per cento del primo deposito non elimina il 5 per cento che il mercato trattiene su ogni giocata: lo sposta soltanto. Su dieci puntate da 10 € ciascuna in un mercato con margine al 5 per cento, la puntata complessiva è di 100 € e il costo medio implicito è di circa 5 € — che è il valore del margine, non una vincita né una perdita certa per una singola giocata, e vale come stima media su molte giocate, non come previsione su quella che state per fare. Un bonus può coprire quella cifra una volta, non cento volte.

La stessa aritmetica vale su una multipla, e qui diventa più severa. Le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e i margini si sommano. Una multipla a cinque eventi, ognuno con il 5 per cento di margine, non ha un margine del 5 per cento: il costo implicito cresce a ogni gamba aggiunta, ed è la ragione per cui le combinate a quota alta pagano tanto e valgono, in media, meno di quanto sembri.

Il metodo Duckworth-Lewis-Stern è l’esempio perfetto dell’altro modo in cui il prezzo incorpora informazione che il giocatore non ha: quando la pioggia cambia il bersaglio a partita in corso, il mercato si riprezza su una base che il pubblico non padroneggia. Non è un’ingiustizia, è una condizione di asimmetria, e va messa nel conto prima di puntare su un ODI.

La concessione ADM: che cosa garantisce, che cosa non garantisce

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno racconta una scena familiare, ma la schedina che conta in Italia porta un numero di concessione. Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS e che si scrive ADM (ex AAMS) alla prima menzione. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La parola tecnica è «concessione», e non è un dettaglio linguistico. Non esistono licenze aperte: le concessioni si assegnano con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, fino al bingo, passando per il gioco di abilità, i giochi di carte, le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange. L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo; fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco che ADM pubblica, l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», è lo strumento con cui si verifica tutto questo, e va letto con attenzione. Alla lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda.

Ed è qui che il lettore rischia di sbagliare da solo. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra quindi, da solo, che quel sito offra anche scommesse sportive. Quella parte la mostrano il sito e l’app dell’operatore, che peraltro indicano numero di concessione e società nelle proprie condizioni.

Anche l’ordine di un confronto non è una concessione. Un posto in una lista redazionale non aggiunge né toglie nulla allo stato giuridico di un operatore, e nessuno dei dieci nomi presenti in questo confronto riceve un titolo che non abbia già.

Vale la pena dire anche l’altra metà della verità: l’elenco non è esaustivo del mercato in generale, altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per ciò stesso privo di concessione. Fra i siti che molti italiani cercano, invece, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultavano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Che cosa si può scommettere: palinsesto approvato, virtuali, ippica

Il concetto che manda in tilt la maggior parte dei ragionamenti è il palinsesto. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è noto in anticipo.

Il prodotto centrale resta la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede anche il totalizzatore, la forma in cui le puntate confluiscono in un montepremi comune invece di essere quotate. Se qualche marchio online offra il totalizzatore sportivo è una domanda aperta.

I cavalli sono due cose diverse nella normativa, e la distinzione conta per chi cerca l’ippica. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e quindi dentro una concessione per le scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti dall’art. 2, lett. h) — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è un’altra domanda senza risposta pubblica.

Gli eventi simulati, i virtuali, sono già dentro la concessione per le scommesse sportive per effetto dell’art. 2, lett. v), che li definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con un’animazione o con la riproduzione di un evento reale preregistrato. I siti hanno la sezione «Virtuali». È l’unica parte del catalogo in cui la domanda «c’è il cricket?» ha una risposta tecnica piuttosto che sportiva: il cricket virtuale esiste come prodotto dell’algoritmo, non come partita.

Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione è materia non nota; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Sui limiti statutari al puntato nelle scommesse sportive non risulta una soglia in euro. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie, e il limite di deposito deciso in fase di registrazione.

La vigilanza: RUA, limiti di deposito e controlli

Un foglio di concessione con un timbro rosso è il modo più semplice di raffigurare ciò che sta dietro a un sito .it, e la vigilanza è la parte in cui quella garanzia diventa concreta. La prima regola riguarda l’età: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Un operatore può chiedere la registrazione per modulo con copia di un documento, oppure offrire SPID e CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È una scadenza da mettere in agenda, non una formalità: chi si registra e non completa la verifica si ritrova con un saldo che non può prelevare.

L’art. 15, comma 1 fissa il catalogo degli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il limite di deposito si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e specifica che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. Il ritardo sull’aumento è la parte intelligente della regola: impedisce di alzare il tetto nel momento esatto in cui lo si sta sfondando. Il limite che ADM fissa nella gara non è noto, ed è materia che resta nel contratto di concessione.

L’autoesclusione è l’altro pilastro. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le forme parziali di esclusione sarebbero partite proprio il 1° febbraio 2026 secondo una testata di settore.

Qui va detta la cosa più importante di tutta la sezione. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si reiscrive su un .com fuori elenco è semplicemente non protetto. L’autoesclusione non è una promessa morale: è un collegamento a un registro, e funziona solo dove il registro arriva.

Sul versante dell’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 per cento dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, vieta invece qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, manifestazioni sportive, televisione, radio, stampa, affissioni e internet incluse — è la formulazione che ADM stessa ha citato il 28 febbraio 2024. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 per cento del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3), e ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui media.

Lo stato applicativo, al momento della verifica: una testata di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica presentata da Forza Italia in sede di legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non risulta conclusa, e il divieto è in vigore alla data della verifica.

Sul fronte delle promozioni c’è una confusione da sciogliere una volta per tutte: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; non esiste una soglia statutaria né sul suo importo né sui requisiti di rigioco, quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore.

Depositi, prelievi e i soldi che entrano ed escono

La ricarica ha una figura sua nel quadro normativo, e pochi la conoscono. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono i tabaccai e le ricevitorie che ADM tiene in un registro dedicato: caricano il conto di gioco soltanto su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale di ricarica, non di incasso: chi pensa di passare dal tabaccaio a ritirare la vincita ha capito male il meccanismo.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre carte prepagate, gli e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay o Mooney. L’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati.

L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Qui finisce la parte comoda e comincia quella che costa. L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il meccanismo di contrasto è pubblico. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i prestatori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalla stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e le copie speculari ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

La regola che riguarda il giocatore, e non il gestore, la scrive ADM stessa il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’amnenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’amnenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto, allora, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. È una zona non protetta, e va chiamata con il suo nome.

Le vincite sono tassate? Chi paga, e quanto

La risposta breve è che il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — e ammonta al 20,5 per cento se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 per cento se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 e il 47 per cento precedenti; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 per cento dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 e al 25 per cento non è entrata in vigore. Se gli accrediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio resta quello di consultare un commercialista.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece una strada diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Questa è la parte in cui la scelta fra una strada e l’altra smette di essere una questione di quota. Un sito senza concessione non è soltanto esposto al blocco e a un’amnenda: trasforma una vincita in un adempimento fiscale che il giocatore deve gestirsi da solo, con un’aliquota che nessuno gli anticipa.

Gioco responsabile, o di che cosa si parla quando si parla di limiti

Gli strumenti di gioco responsabile non sono tutti uguali, e la differenza non sta nell’elenco ma in quanto velocemente ci si può pentire di averli usati.

bet365 raggruppa periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero verde è il dettaglio che conta più di tutti gli altri in quella frase: è un canale che esiste fuori dal sito, e non dipende dalla buona volontà dell’operatore.

Admiralbet costruisce il percorso di registrazione intorno ai limiti, chiedendo di impostarne tre — ricarica, spesa e tempo di gioco — su base giornaliera, settimanale e mensile. Il meccanismo asimmetrico è la parte che merita attenzione: abbassare un tetto ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. Chi vuole arginare una serata troppo lunga trova in quel ritardo un alleato involontario.

BetFlag non annuncia strumenti di limite particolari, ma insiste sui metodi di identificazione, SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale, e sul divieto di gioco ai minori di 18 anni. La verifica dell’identità è a sua volta uno strumento di tutela: un conto intestato a una persona reale non si moltiplica facilmente.

Il confronto fra i due approcci è il cuore di questa sezione. C’è un modello che mette i limiti davanti al giocatore e li rende parte dell’iscrizione, e un modello che li mette a disposizione in un menu. Il primo produce più attrito all’inizio e meno problemi dopo; il secondo è più comodo e richiede che il giocatore sappia già quello che vuole. Non esiste una risposta giusta valida per tutti: esiste la differenza fra chi ha bisogno di attrito e chi no.

L’autoesclusione, con il suo collegamento al registro che copre tutte le piattaforme autorizzate in Italia, resta l’unico strumento che una volta attivato non si aggira dal sito stesso. Il 30, 60 o 90 giorni o il tempo indeterminato delle condizioni di Admiralbet, e la finestra da 7 a 270 giorni valida dal 1° febbraio 2026, sono le durate che il giocatore si trova davanti. La revoca, dove prevista, ha una sua tempistica, ed è lì che si misura la serietà di un sistema: un blocco che si annulla in un clic protegge poco.

Come si sceglie un bookmaker per il cricket: i criteri

Un pallone da calcio su una schedina non bastava come immagine, e per il cricket nemmeno. La scelta di un operatore si fa su quattro cose verificabili, e nessuna delle quattro è il nome del marchio.

Concessione per sito. Il numero di concessione e la società concessionaria stanno nelle condizioni del sito, e vanno confrontati con l’elenco ADM. È il primo filtro, e non si salta. La concessione è per sito: la società che gestisce un marchio può essere diversa dal marchio stesso, e questo è normale.

Quota minima e requisiti di puntata. Un bonus di benvenuto si accompagna quasi sempre a un requisito di puntata: la condizione che dice quanto bisogna giocare prima di poter prelevare il bonus e le sue vincite. La quota minima è l’altra metà della regola, ed è il filtro che elimina le giocate troppo prudenti. Sono i due numeri che decidono quanto vale davvero una promozione.

Margine del mercato. Quanto il bookmaker trattiene su quel mercato specifico. Un operatore può essere generoso sul calcio e severo sul cricket. È l’unico criterio che si misura da soli, guardando le quote di un mercato a due esiti e facendo il calcolo degli inversi.

Ampiezza del catalogo. Quanti sport e quante tipologie di giocata, e se esiste un’architettura in grado di ospitare i mercati del cricket. Un operatore che quota scacchi, baseball e ciclismo ha gli strumenti per costruire un mercato sui wicket; uno che copre solo il calcio no.

Il peso di questi criteri cambia con il giocatore, e questo è il punto della scelta come angolo di lettura. Chi punta dieci euro alla settimana guarda il requisito di puntata e la quota minima, perché è lì che il bonus si trasforma in lavoro. Chi punta cifre serie guarda il margine, perché il 5 per cento su ogni giocata pesa più di qualsiasi bonus una volta superata la prima settimana. Chi cerca il live guarda il catalogo e il cash out. Chi vuole soltanto scommettere su una partita e non pensarci più guarda la concessione e la facilità del prelievo.

Quello che nessuno dovrebbe guardare è il numero di righe di una lista redazionale. Un posto in un confronto non è una concessione, e i dieci operatori che seguono sono in quest’ordine perché è l’ordine in cui le loro condizioni sono state lette, non perché uno valga più dell’altro in assoluto.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionaria Che cosa dicono le condizioni del marchio sull’argomento
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. App che copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali ogni 2 minuti e mercati 1X2, combo bet e marcatori
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto con app e registrazione
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati di calcio nazionali ed europei, da Serie A a Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito fino a 5.000 €, accreditato su saldo; identificazione con SPID e CIE
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0

Il quadro che esce dalla tabella dice una cosa che nessuno scrive nella propria comunicazione: questi dieci operatori vendono soprattutto calcio. I campionati nazionali ed europei, la Champions, i mercati Goal e No Goal, i marcatori, i tiri in porta, i rigori — il catalogo è costruito per il pubblico italiano e il cricket, quando c’è, arriva dopo. Non è una colpa: è una fotografia del mercato. Un operatore che non ha il cricket nel palinsesto in un certo mese può averlo il mese dopo, perché ADM aggiunge gli eventi uno alla volta e il palinsesto si aggiorna.

C’è poi una differenza che riguarda la profondità del catalogo e non la sua ampiezza. Planetwin365 dichiara più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta, Eurobet arriva fino agli scacchi e alle elezioni, NetWin spinge sul volume — centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti. Sono tre filosofie diverse: chi vuole copertura orizzontale, chi vuole nicchie, chi vuole quantità. Sul cricket la copertura orizzontale conta meno della capacità di costruire mercati specifici, e questa non si legge in nessuna vetrina.

I dieci operatori con concessione ADM a confronto

Da qui in avanti il criterio è uno: che cosa le condizioni e le schede dei singoli marchi dicono davvero, senza aggiungere nulla e senza togliere. Nessuno di questi nomi è una raccomandazione, e la concessione non è un giudizio sulla qualità del prodotto: è un requisito di legge, verificato nell’elenco ADM alla data indicata.

NetWin: il volume degli eventi come argomento principale

NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. Il marchio costruisce la propria offerta intorno al numero: l’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il cricket non compare in quell’elenco, e c’è una ragione strutturale. Undici sport più gli esports e i virtuali descrivono un catalogo pensato per la copertura, cioè per avere sempre qualcosa da quotare a chiunque apra l’app in qualunque momento. Il cricket è l’opposto: compare a blocchi, richiede competenza per essere quotato bene e ha un pubblico italiano minimo. Un operatore che punta sul volume degli eventi può aggiungerlo quando il palinsesto lo consente, ma non lo costruisce come prodotto identitario.

Dove NetWin è interessante è nella meccanica dei virtuali: partenze ogni 2 minuti significano un evento nuovo ogni 2 minuti, e il cricket virtuale, se presente, vive esattamente lì. La differenza rispetto al cricket reale non è piccola: nel virtuale il risultato è generato, il palinsesto è denso e continuo, e la quota non incorpora informazione perché non c’è informazione da incorporare.

Il live score accanto ai mercati combo e marcatori suggerisce un’applicazione costruita attorno al monitoraggio in tempo reale, che è l’architettura giusta per un live ben fatto. Resta il fatto che i mercati nominati sono quelli del calcio, e la combo bet è la tipologia che altrove nel confronto si chiama combo o Supercombo.

Per chi cerca una copertura continua, NetWin offre un catalogo ampio, ma sul cricket è necessario controllare il palinsesto: ciò che vedi è l’offerta generale, non la certezza di trovare lo sport che cerchi.

Lottomatica: la diretta come prodotto, il calcio come centro

Lottomatica è gestita da Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy, con la concessione n. 16010 sul proprio sito .it. La società è la stessa che sta dietro a Goldbet, un dettaglio che spiega perché due marchi diversi condividano un’identità societaria pur avendo offerte distinte.

L’offerta sportiva dell’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La parola chiave è «streaming»: la possibilità di guardare l’evento dentro l’app è la ragione più concreta per scegliere il live, perché senza vedere la partita una quota live non significa nulla.

E qui il cricket mostra il suo limite in Italia. Uno streaming costruito su Serie A, Premier League, F1 e MotoGP copre ciò che il pubblico italiano guarda. Un ODI che si gioca a Mumbai in un orario scomodo non entra in quella lista, e nemmeno un T20 notturno. Chi vuole scommettere sul cricket in live con lo streaming a supporto si troverà, con ogni probabilità, a guardare il match su un’altra piattaforma mentre il bookmaker gli mostra solo il punteggio.

Il margine di questa considerazione non è tecnico ma economico. Lo streaming ha un costo, e un operatore lo concentra dove il volume di giocate lo ripaga. Il cricket, in Italia, non è quel posto.

Lottomatica è la scelta di chi scommette su ciò che guarda in televisione e vuole il live con le immagini, e per questo pubblico è il prodotto più completo del confronto. Chi cerca il cricket trova invece un catalogo che parla un’altra lingua: la stessa lingua di Serie A e MotoGP.

bet365: il partner della Champions e la copertura internazionale

bet365 è operato da Hillside (New Media Malta) Plc con la concessione n. 16030 sul proprio sito .it. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Quell’elenco merita una lettura attenta, perché è il più internazionale del confronto. Ippica, boxe, freccette, golf: sono sport con un pubblico globale e una tradizione di scommessa che in Italia non esiste. Un operatore che quota le freccette ha un’infrastruttura di mercati costruita su sport minori nel nostro paese ma rilevanti altrove, ed è esattamente il tipo di capacità che serve per quotare il cricket.

Il peso della partnership con la Champions League è un’altra cosa. Un accordo di quel livello non è pubblicità — il Decreto Dignità vieta la pubblicità del gioco, e ADM consente al concessionario messaggi di gioco responsabile con il proprio logo — ma è un posizionamento internazionale che colloca l’operatore dentro il grande sport europeo. Sul cricket, uno sport del Commonwealth, la stessa logica di copertura internazionale è più facile da immaginare che altrove.

Il live, con ippica e boxe accanto al calcio, indica un’offerta costruita per chi scommette durante l’evento su sport diversi. La struttura del pre-match e del live insieme è la stessa di altri marchi del confronto, ma qui il perimetro è più largo.

Il marchio ha anche una presenza nella cronaca regolatoria: la stampa di settore ha riportato che, quando ADM ha autorizzato la Setka Cup nel settembre 2026, bet365 è stato il primo partner. È la sola traccia di un operatore del confronto dentro un evento appena aggiunto al palinsesto, e dice come funziona l’accesso anticipato: chi è pronto quando ADM autorizza un evento nuovo è anche chi lo quota per primo.

bet365 si rivolge a chi desidera un’offerta internazionale, ma ricorda che la disponibilità del cricket non è automatica: verifica sempre il palinsesto, poiché l’autorizzazione di un evento non implica una presenza fissa.

Goldbet: il catalogo delle tipologie di giocata

Goldbet è gestito da Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) con la concessione n. 16009, sul proprio sito .it. È la seconda concessione della stessa società che opera Lottomatica, con numeri diversi e un’offerta presentata in modo diverso.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La ricchezza di questa descrizione sta nelle tipologie: Live e Pre-match riguardano quando si gioca, Singole, Multiple e Sistemi riguardano come si combina la puntata.

La distinzione fra una multipla e un sistema è la parte che vale la pena capire, perché cambia il rischio. Una multipla è una sola giocata che vince solo se vincono tutte le gambe; un sistema distribuisce la puntata su più combinazioni delle stesse partite, così che un errore non azzeri tutto. Sul cricket un sistema su più partite di un tour bilaterale è un modo per ridurre la dipendenza da un singolo incontro, ma il costo implicito cresce perché ogni combinazione porta con sé il proprio margine.

«Su tutti i campionati di calcio e su altri sport» è la formula più onesta del confronto, perché non promette nulla che non si possa verificare. Non dice quali altri sport, e il cricket non viene nominato. Un catalogo che copre tutte le tipologie di giocata ha comunque la struttura giusta per ospitare un mercato nuovo: schedine, singole, multiple e sistemi si applicano a qualunque evento il palinsesto contenga.

Il bonus di benvenuto è menzionato nella descrizione dell’app senza importi né requisiti. Il dato che manca è quello che conta di più: senza requisito di puntata e quota minima, l’importo non dice nulla su quanto valga davvero.

Goldbet è la scelta di chi vuole scegliere fra modalità di gioco strutturate e non si accontenta della sola singola, e per quel lettore la varietà di tipologie è il servizio. Sul cricket resta il catalogo generico: si guarda il palinsesto, non l’insegna.

Planetwin365 è operato da Pwo S.p.a. con la concessione n. 16007 sul proprio sito .it. Il marchio copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Ventuno sport e tre competizioni europee: è il catalogo più ampio del confronto insieme a quello di Eurobet, con una differenza di impostazione. La lista di Planetwin365 è costruita per accumulo orizzontale — tutti i campionati, tutte le coppe, tutti gli sport — invece che per specializzazione. È la scelta di chi vuole trovare qualunque cosa in un posto solo, senza cambiare operatore quando cambia l’interesse.

I risultati in diretta completano il quadro. Un operatore che copre venti sport e li segue in tempo reale sta dicendo che il suo sistema informativo regge il carico di molti eventi simultanei, che è una condizione necessaria — non sufficiente — per un buon live.

Sul cricket, venti tipologie di sport sono una base ragionevole e un impegno modesto. Uno sport che compare al ventunesimo posto in una lista di ampiezza non è un prodotto, è una voce di catalogo, e la qualità della copertura si vede soltanto aprendo le quote. Il palinsesto approvato resta il filtro: nessuna quota sul cricket se l’evento non è dentro il programma approvato da ADM.

Planetwin365 è la scelta di chi vuole un solo conto per tutto, dal calcio italiano alla F1, e valuta un operatore per quanto non lo costringe a cambiare. Sul cricket, quell’ampiezza offre una probabilità più alta che l’evento ci sia, non la certezza che sia quotato bene.

Betfair: meriti e limiti di un catalogo a metà strada

Betfair è operata da Betfair Italia S.r.l. con la concessione n. 16028 sul proprio sito .it. Il marchio è descritto come il primo exchange, e l’exchange è un gioco separato nel quadro normativo italiano.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un’offerta di mercati costruita attorno alle tipologie combinate: il nome «Supercombo» per la sezione a quote maggiorate dice chiaramente dove l’operatore vuole portare il giocatore.

La documentazione dell’operatore è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Sono i due dettagli concreti che distinguono l’exchange dal bookmaker tradizionale.

E qui va detto il limite, perché è il punto dell’angolo scelto per questa pagina. Un exchange funziona se c’è controparte: il giocatore fa il puntatore o il banco, e il concessionario li mette in contatto in modo anonimo. Su un mercato con centinaia di partecipanti la liquidità è un vantaggio; su un mercato di cricket, dove gli scommettitori italiani competenti sono pochi, la liquidità può semplicemente non esserci, e un mercato senza controparte non è un mercato. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto, e questa è una lacuna che pesa sulla valutazione.

Betfair è la scelta di chi vuole fare da banco e non solo da puntatore, e sul calcio quella possibilità ha un valore reale. Sul cricket il modello si scontra con la dimensione del mercato italiano, ed è il caso più chiaro in cui la struttura di un operatore, per quanto sofisticata, non basta a creare un prodotto dove non c’è pubblico.

StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro

StarCasinò è operato da Azzurri Limited con la concessione n. 16026 sul proprio sito .it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

È il caso più esplicito di marchio casino-first con un sportsbook accanto, e la differenza rispetto agli altri del confronto non è di dettaglio. La concessione è per sito e l’operatore può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo: StarCasinò è la prova che un nome sull’elenco ADM non dice nulla su quale di questi prodotti venga offerto, e nemmeno su quali siano il centro dell’attività.

La descrizione dello sport è generica in un modo che va segnalato: «i principali eventi sportivi italiani e internazionali» con «varie tipologie di scommessa sportiva». Non ci sono campionati nominati, non ci sono mercati citati, non c’è un numero di sport. Per un lettore che vuole capire che cosa troverà, questa è la scheda meno informativa del confronto.

Il casinò è la parte su cui il marchio costruisce l’identità, con slot e Live Casinò in evidenza. Chi apre quel conto per il casinò e ci trova anche un bookmaker ha un vantaggio di comodità; chi cerca un operatore specializzato nello sport non trova qui la stessa densità di mercati degli altri.

StarCasinò punta tutto sull’integrazione tra casinò e sport, tuttavia la sezione dedicata al cricket non offre spunti per una giocata consapevole: la verifica sul palinsesto è d’obbligo, con il rischio concreto di non trovare nulla.

BetFlag: il bonus grande e le condizioni che lo accompagnano

BetFlag è operato da Betflag S.p.a. con la concessione n. 16008 sul proprio sito .it. Il marchio ha il bonus di benvenuto sportivo più grande del confronto: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 per cento del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Vale la pena guardare il numero per quello che è. Un tetto di 5.000 € significa che il bonus copre il primo deposito fino a quella cifra, e che sotto quella soglia la percentuale resta il 100 per cento. Il credito è accreditato su saldo, cioè è denaro spendibile sulle giocate.

Quello che la scheda non porta è il requisito di puntata, e in un’offerta di questa dimensione è precisamente il dato che un lettore dovrebbe avere in mano. Un accredito su saldo si preleva solo dopo aver soddisfatto le condizioni di rigioco, e senza conoscerle non si può dire se 500 € di bonus siano più convenienti di 100 € altrove. La regola resta quella generale: il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste un tetto statutario né all’importo né ai requisiti — quindi ogni numero viene dalle condizioni del singolo operatore, che è il documento da leggere prima del deposito.

Sul versante dell’identificazione BetFlag è il più esplicito del confronto: il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha SPID completa la verifica in pochi minuti; chi non ce l’ha ha trenta giorni per validare il conto, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

BetFlag è la scelta di chi vuole massimizzare il credito iniziale e sa che il valore reale dipende dal rigioco, e va guardato con particolare attenzione da chi punta cifre alte, perché è lì che un tetto di 5.000 € cambia la scala dell’offerta. La quota minima del requisito è il numero da cercare nelle condizioni prima di versare, non dopo.

Eurobet: il palinsesto più largo, fino alla politica

Eurobet è operata da Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale con la concessione n. 16012 sul proprio sito .it. La società è la stessa che gestisce Bwin e giocodigitale, due concessioni ulteriori oltre a quella del marchio principale, ed è l’esempio più chiaro del fatto che la concessione è per sito e non per azienda.

L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È il catalogo più eterodosso del confronto, e non per caso: quotare un’elezione o un reality show richiede un modo di costruire il mercato completamente diverso da quello del calcio, basato su modelli di probabilità applicati a eventi non sportivi.

Per il cricket questa è la notizia migliore del confronto. Uno sport con mercati come il numero di wicket, il totale di run in un inning o l’esito di un singolo over richiede un operatore capace di trattare eventi non standard, e un bookmaker che quota gli scacchi e le elezioni ha quella capacità strutturale. Non è una garanzia che il cricket ci sia, ma è la condizione che rende probabile una copertura decente quando il palinsesto approvato lo consente.

Baseball, volley e ciclismo completano il quadro di uno sport a base larga, con sport che hanno una meccanica di punteggio progressivo più vicina al cricket di quanto lo sia il calcio. Una partita di baseball e un inning di cricket condividono più logica di mercato di quanto non condivida un incontro di calcio.

Eurobet è la scelta di chi vuole la massima varietà di eventi e cerca un operatore che non si spaventa di fronte a uno sport che non capisce il grande pubblico, ed è il profilo del confronto con le premesse più favorevoli per il cricket. La varietà di eventi non è però una promessa sulla profondità delle quote: va verificata sul palinsesto del giorno.

William Hill: la freebet ricorrente e la sua aritmetica

William Hill è operata da William Hill Malta Plc con la concessione n. 16044 sul proprio sito .it. Il marchio ha l’offerta più articolata del confronto: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0.

Qui vale la pena fare il conto, perché i tre numeri si tengono insieme. Venticinque euro a settimana per venti settimane di stagione fanno il tetto di 100 €, e ogni settimana va giocata una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. Cinque eventi con quota totale 10,0 significano una media di circa 1,58 per evento, e già questo dice che le gambe devono essere giocate a quote basse: una multipla di cinque favorite a 1,58 l’una è un prodotto costruito per essere giocato, non per essere vinto con facilità.

Il costo implicito è la parte che il nome «freebet» copre. Cinque eventi, ciascuno con il proprio margine, in una multipla: il costo medio implicito su una giocata da 20 € a cinque gambe è più alto del costo su una singola della stessa cifra, e su venti settimane la somma pesa. La freebet da 5 € è un premio che arriva dopo aver giocato, non un credito dato in anticipo, e il requisito che la sblocca è una giocata con una struttura di rischio specifica.

Il numero da non perdere di vista è il regolamento della giocata gratis, che non è indicato nella scheda. Una freebet il cui importo non viene restituito in caso di vincita vale, in media, meno del suo valore nominale: al momento dell’incasso si prendono le vincite al netto della puntata gratuita, non l’importo intero. Con una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 la differenza è di 5 € su un incasso lordo di 10 €, ed è la ragione per cui conviene giocarla su quote più alte, dove il rapporto fra vincita e puntata non restituita è più favorevole.

William Hill è la scelta di chi gioca già multiple di cinque eventi ogni settimana e trova nel club un rimborso parziale di qualcosa che avrebbe comunque fatto, ma per chi punta singole l’offerta chiede un cambio di abitudini che non tutti vogliono fare. Sul cricket il meccanismo resta lo stesso, a patto che gli eventi stiano nel palinsesto.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un operatore con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Se il cricket non è dentro quel programma, il sito non può accettare la giocata.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che alla lettura del 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il numero di concessione e la società concessionaria sono indicati dall’operatore nelle proprie condizioni, e vanno confrontati con l’elenco.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Con le quote decimali la vincita è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e la vincita si calcola su quel prezzo complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato. Su due esiti a 1,90 l’inverso di ciascuno è circa 0,5263, la somma è 1,0526 e il payout è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 per cento; il margine è il 5 per cento che resta. Su quote entrambe a 1,95 il margine scende a circa il 2,5 per cento.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario e la stampa di settore le descrive come tassate alla fonte. Per i siti non autorizzati o esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Le condizioni di Admiralbet chiedono tre limiti — ricarica, spesa e tempo di gioco — su base giornaliera, settimanale e mensile.

Contenuto creato dal team «Scommessesullaserie.com»