Scommesse con deposito 2026: quello che il conto ti costa davvero, oltre il bonus

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con i numeri di concessione riconciliati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
William Hill indica per i depositi con carte di credito e debito un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 € e per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €.

Un deposito da 5 € sembra la voce più piccola della tua giornata da scommettitore. Poi scopri che il prelievo minimo su un conto è di 30 € col bonifico, che il bonus richiede 20 € versati con carta o PayPal entro sette giorni dalla registrazione, e che la ricarica al tabaccaio si ferma a 100 € a settimana. Il costo vero di un deposito non è l’importo che digiti nella casella: è l’insieme dei minimi, dei massimi, delle finestre temporali e delle condizioni che quel versamento si porta dietro. Questa è la lente con cui ho guardato il mercato italiano, e non è una lente generosa.

Il bookmaker italiano vive di margine, e il margine entra in ogni quota che vedi sul palinsesto. Non è un dettaglio tecnico da lasciare agli addetti ai lavori: è la ragione per cui il bonus «del 100%» non è mai un raddoppio del tuo denaro e per cui un deposito piccolo, fatto con il metodo sbagliato, ti costa più di quanto renda. Chi versa 5 € con la carta e poi scopre che il bonus ne pretende 20 con una scadenza di sette giorni ha già pagato due volte: una in tempo, una in occasioni perse.

La classifica delle scommesse con deposito: dieci concessionari messi in fila

La classifica di questa pagina non nasce da gusti personali. Nasce da un fatto verificabile: il nome nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il confronto che segue mette accanto il numero di concessione, la società che lo detiene e quello che i termini dell’operatore dicono davvero sul soggetto di questa pagina: depositi, prelievi, ricariche e strumenti di controllo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per ottenere il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill serve un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione.

Quello che la tabella non può fare è dirti se un operatore è comodo per te. Un concessionario con un numero di concessione in regola può avere minimi di versamento scomodi, prelievi lenti o strumenti di autolimitazione sepolti in fondo alle condizioni. Il numero ADM dice una cosa sola: che quel marchio ha il titolo per raccogliere scommesse in Italia. Non dice che il suo conto di gioco è ben fatto.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore su depositi, prelievi e strumenti del conto
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 pari al 100% del primo versamento fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Calcio nazionale ed europeo e oltre 20 discipline con risultati in diretta
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Depositi e prelievi gestibili dall’app su iPhone e iPad
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Ricariche e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Limiti di deposito impostabili in autonomia e assistenza clienti ogni giorno, 24 ore su 24
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Conto ricaricabile dall’app con più modalità, assistenza sette giorni su sette
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Carta di debito, PayPal e Apple Pay tra i metodi, account usabile da sito o app
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Ricariche senza costi aggiuntivi con carta, PostePay, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Ricariche e prelievi nel punto vendita, schedina in negozio scansionabile dall’app
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Depositi e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi

Un dettaglio che salta all’occhio leggendo i concessionari: Goldbet e Lottomatica fanno capo alla stessa società. Goldbet Better Organization Italy, abbreviata GBO Italy, tiene il numero 16009 per Goldbet e il 16010 per Lottomatica. La concessione non è della società, è del sito. Chi pensa di aprire un conto su entrambi per «diversificare» sta parlando con lo stesso concessionario su due portali diversi, e su questioni come la chiusura di un conto o la documentazione richiesta si ritrova davanti alla stessa struttura.

Il secondo dettaglio è più scomodo. Due marchi di questa lista hanno, nei loro stessi termini, un fatto verificabile sul soggetto deposito: NetWin e AdmiralBet. Per gli altri otto la tabella riporta quello che i termini e le schede degli store dicono sul conto, non un dettaglio sui depositi. Non è una mancanza della lista: è come funziona il mercato. Nessuna legge impone a un concessionario di pubblicare una tabella di minimi e massimi in home page, e molti non lo fanno. Quando vai a cercarla, la trovi nelle condizioni generali o nella pagina di assistenza, mai nel banner.

Come funziona un deposito su un conto di gioco italiano

Il meccanismo è più vincolato di quello che l’interfaccia suggerisce. Apri il conto di gioco, scegli un metodo, digiti l’importo, confermi. Sopra e sotto questa sequenza ci sono tre cose che decidono se il versamento è andato a buon fine o se ti è costato una serata.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il bonus Sport-50 di NetWin richiede un deposito minimo di 20 €, con il codice promo SPORT-50 inserito al primo deposito, e vale il 100% del versamento fino a 50 €.

La prima è l’intestazione. Il conto di gioco è tuo e gli strumenti con cui lo ricarichi devono essere intestati a te: carte, conti, portafogli elettronici. AdmiralBet scrive nero su bianco che le ricariche online avvengono con strumenti intestati al cliente. Sembra una formalità da nulla finché non provi a versare con la carta di un familiare e scopri che il versamento viene respinto o, peggio, che il prelievo successivo resta bloccato in attesa di una verifica. Il conto di gioco non è un conto condiviso e non lo diventerà.

La seconda è l’identificazione. Aprire un conto di gioco richiede un’identificazione piena. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Goldbet consente l’accesso con le credenziali del sito omonimo e offre il CIE attraverso un fornitore SPID. Chi rinuncia allo SPID deve sapere cosa lo aspetta: senza identificazione digitale il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano chiusi. Trenta giorni sembrano un’eternità fino al momento in cui hai una vincita ferma e scopri che il documento inviato era sfocato.

La terza è la scelta del metodo. Qui il costo comincia a farsi vedere. Le carte di credito e debito, i portafogli elettronici e il bonifico non hanno lo stesso prezzo in termini di tempo e di soglie. AdmiralBet elenca le ricariche online senza costi aggiuntivi con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario. «Senza costi aggiuntivi» è una promessa precisa e vale per quel marchio: non è una regola di mercato, e nessun altro operatore di questa lista la formula negli stessi termini.

C’è poi la strada che non passa dal conto bancario. I punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — accreditano sul conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, ma con un tetto di 100 € a settimana complessivi. Non pagano vincite e non permettono di prelevare il saldo. Questo è il punto che sfugge a chi pensa al tabaccaio come a uno sportello: la ricarica al punto vendita è una porta a senso unico. Entra denaro, non esce. Se il tuo problema è prelevare, il tabaccaio non è la soluzione, e la registrazione a quel registro costa al punto vendita 100 € l’anno.

Il quadro normativo che tiene insieme tutto questo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza in concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

Una precisazione sulla definizione di ciò che si può giocare. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Si può scommettere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’Agenzia aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di questo o quel marchio è cosa che si vede sul loro sito, non su un elenco pubblico.

Deposito minimo: le cifre che contano, marchio per marchio

Le cifre sul minimo di versamento sono poche e vanno lette con attenzione, perché ogni operatore le scrive per sé. William Hill è il più esplicito della lista e questo è già un merito: per i depositi con carte di credito e debito indica un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 €, per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €.

Guardiamo la forbice. Tra il minimo di 10 € con carta e il massimo di 99.000 € c’è un fattore quasi diecimila. Il tetto alto non serve a nessuno che versi 20 € per prendere il bonus, ma serve a spiegare una cosa: il limite massimo di deposito di un bookmaker non è un limite pensato per te, è una soglia di sicurezza del sistema. Il numero che ti riguarda è quello basso, e quello basso è 10 € su carta e portafogli elettronici, 30 € sul bonifico.

Il bonifico è il metodo più caro in termini di soglia. Tre volte il minimo della carta, per un versamento che arriva anche in due o tre giorni lavorativi. Chi versa per la prima volta con bonifico bancario paga la pigrizia con un minimo più alto e con l’attesa, e in alcuni casi con la finestra del bonus che nel frattempo scorre. Il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill richiede un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione: un bonifico da 30 € rispetta il minimo di versamento ma non è detto che arrivi in tempo utile, e comunque PayPal è esplicitamente tra i metodi ammessi per il bonus, il bonifico no.

Sui lati opposti della forbice, un caso vale la pena di essere raccontato per esteso. BetFlag vende la Ricarica in tagli da 10, 25, 50 e 100 €, mentre per gli altri metodi di deposito — carte, PostePay, e-wallet, bonifico — non indica un importo minimo nella pagina dei versamenti. Chi cerca «deposito minimo 5 euro scommesse» o «deposito minimo 1 euro scommesse» arriva a pagine come quella e pensa di aver trovato un bookmaker che accetta qualsiasi cifra. Attenzione a cosa significa davvero quel silenzio: non è una promessa di minimo basso, è un’informazione che l’operatore non ha messo per iscritto in quel punto. Il minimo che non leggi non è un minimo pari a zero. Quando versi un importo molto basso, la prova la fai sul campo: se il sistema lo accetta, bene; se lo rifiuta, hai la risposta e nessun diritto di lamentarti, perché non c’era una soglia pubblicata da violare.

C’è poi un vincolo che appartiene alla singola giocata e non al versamento, e che molti confondono con il deposito minimo. Su William Hill l’importo minimo di una scommessa singola o multipla è di 1 €, il minimo di un sistema è di 2 € e l’importo minimo unitario per colonna è di 0,05 €. Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet fissa la posta unitaria di gioco in cinque centesimi di euro e stabilisce che l’importo minimo per ogni ricevuta di partecipazione non può essere inferiore a un euro. Sono numeri che riguardano la schedina, non il conto. Un conto da 5 € è inutile se poi ogni multipla che vuoi giocare ne chiede 2 € di posta. AdmiralBet precisa peraltro che nei regolamenti dei giochi sono visibili gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa: la soglia di vincita esiste ed è scritta, e chi punta un sistema elaborato farebbe bene a leggerla prima, non dopo.

Il limite di deposito: lo strumento che nessuno ti vende come tale

Qui il discorso cambia natura, perché il limite di deposito non è una restrizione che il bookmaker ti impone. È un numero che scegli tu, e in Italia lo scegli quando apri il conto. La legge lo mette tra gli obblighi del concessionario: l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il punto operativo è semplice e vale la pena di dirlo per intero: al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile di deposito. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. AdmiralBet mette questo meccanismo nella registrazione, dove chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La logica è la stessa in ogni concessionario e vale la pena di capirla prima di toccarla: abbassare è un clic, alzare è un’attesa di una settimana. Il legislatore ha scelto di proteggerti dal tuo entusiasmo del venerdì sera, e la scelta è ragionevole.

La figura del limite di deposito che l’Agenzia fissa nella gara di concessione non è pubblica, e questo è un punto onesto da mettere sul tavolo: se cerchi il numero di legge sotto cui il tuo operatore deve stare, non lo trovi. Quello che conta per te è il numero che hai scritto tu in fase di registrazione, perché è quello che il sistema applica.

Un caso che mostra come la materia si muova è quello dell’autoesclusione. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il passaggio dai vecchi scaglioni a un intervallo continuo è la differenza tra un interruttore e una manopola, e non è un dettaglio formale: chi ha bisogno di tre settimane di pausa non deve più scegliere tra trenta giorni e novanta.

Il limite che conta di più per il lettore di questa pagina è però un altro, e sta nel meccanismo dell’informazione. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2% del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui i messaggi sul gioco responsabile sono dappertutto e le spiegazioni sui costi quasi mai: c’è un obbligo di parlare di prevenzione, non di trasparenza sui margini.

Bonus di benvenuto e deposito: quello che la promozione ti chiede in cambio

La parola «bonus» merita un esame sobrio, perché è la voce su cui la pubblicità lavora di più e su cui la matematica lavora di meno. Il «bonus di benvenuto» è il termine con cui gli operatori chiamano l’incentivo sui primi versamenti. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: la promozione resta, la réclame che la urla no. E poiché non esiste un tetto di legge né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, tutto quello che riguarda la sostanza dell’offerta viene dai termini del singolo operatore.

Da qui discende la regola pratica. Un bonus del 100% non è un raddoppio del tuo denaro: è un importo accreditato secondo le condizioni che l’operatore decide, e quelle condizioni sono il prezzo vero dell’offerta. Vediamole sui due marchi di questa lista di cui conosciamo i numeri.

Il bonus Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € da fare al primo versamento. «Riservato ai nuovi giocatori con conto verificato» è la parte che pesa: il conto va verificato, e la verifica richiede i tempi dell’identificazione. Chi ha aperto il conto cinque minuti prima difficilmente è già verificato.

Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Attenzione alla lettura di questo numero, perché è quello che innesca l’errore più comune. Il tetto è di 5.000 € di bonus, e per riceverlo servirebbe un primo deposito di 5.000 €. Non è un’offerta pensata per chi cerca un minimo basso: è un’offerta pensata per chi versa grosso, e il suo valore per chi deposita 20 € è semplicemente il 100% di 20 €. Il numero grande in vetrina non è il bonus tipico, è il bonus massimo.

Il bonus di benvenuto Sisal ha un meccanismo diverso e vale la pena di conoscerlo perché è comune: bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La ricarica è la chiave, e la parola non è casuale: significa che devi muovere denaro dentro il conto. Il bonus poi si spende, non si preleva, e la distinzione tra spendere un credito promozionale e incassarlo è esattamente dove misura la differenza tra un bonus che vale qualcosa e un bonus che vale un’occasione di giocare.

Il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill, come detto, chiede un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione. La finestra di sette giorni è la condizione più insidiosa dell’intera offerta, perché non è una scadenza che si negozia: o il versamento è dentro, o il bonus non c’è. Chi apre il conto un lunedì e aspetta il venerdì per versare è già in ritardo.

Mettiamo insieme i numeri per vedere quanto costa la vetrina. Un deposito di 20 € su una promozione da 100% fino a 50 € produce un bonus di 20 €, quindi un saldo promozionale di 40 € — metà dei quali non sono tuoi e restano nel conto finché una condizione di puntata non è soddisfatta. Se su quel credito punti una singola a quota 1,85 e vince, il ritorno è di 37 € sulla puntata da 20 €, con un profitto netto di 17 € sulla puntata; ma se il requisito prevede che le vincite da bonus non siano prelevabili finché il rigioco non è completato, quei 17 € restano materiale da gioco. Il bookmaker, intanto, ha già incassato il suo margine su ogni quota della tua schedina, bonus o non bonus. Il deposito minimo lo fissi tu; il costo del gioco lo fissa il margine.

Prelievi e tempi di accredito: dove il deposito comincia a costare

Se c’è una voce su cui il mercato italiano è più avaro di informazioni, è questa. Le pagine dei versamenti sono dettagliate, le pagine dei prelievi molto meno, e la ragione è ovvia: il deposito è un movimento che va verso l’operatore, il prelievo va verso di te.

William Hill è l’unico operatore di questa lista con i numeri dei prelievi sui propri termini: il minimo prelevabile è di 5 € con carte, Skrill, PayPal e Neteller e di 30 € con bonifico bancario; se il saldo è inferiore al minimo del metodo scelto va prelevato per intero. Quest’ultima clausola merita una lettura da avvocato e una da scommettitore. La lettura da scommettitore è questa: il minimo di prelievo è una soglia, e sotto quella soglia non puoi prelevare una parte, devi prelevare tutto. Non c’è un modo di tenere 4 € nel conto per farci una giocata; o svuoti, o aspetti di superare i 5 €.

Il confronto tra i due minimi di William Hill è la cosa più istruttiva della pagina. Deposito minimo con carta: 10 €. Prelievo minimo con carta: 5 €. Il prelievo è la metà del deposito, quindi apparentemente il conto è sbilanciato a tuo favore. Ma il bonifico ha un minimo di deposito di 30 € e un minimo di prelievo di 30 €, ed è l’unico metodo della lista in cui la soglia resta alta su entrambi i lati. Chi versa una volta con bonifico bancario alto si porta dietro per sempre una soglia di prelievo di 30 €, che sia o no il metodo da cui è partito.

Un altro punto da mettere a fuoco è che il metodo di prelievo può non essere lo stesso del deposito, e che le carte scadute sono il primo ostacolo pratico. Chi versa con una carta che poi scade si ritrova il prelievo sulla carta impossibile e deve cambiare metodo, con i tempi di verifica che ne conseguono. La regola minima per non trovarsi in questa situazione è versare con uno strumento che avrai ancora tra sei mesi.

Sulla velocità dei prelievi questa pagina non può darti numeri, e non è un caso: gli operatori di questa lista non pubblicano tempi di accredito nei termini che ho potuto leggere. Le regole di mercato sono note a chiunque abbia prelevato qualche volta — i portafogli elettronici sono la strada più rapida, le carte passano per la rete del circuito, il bonifico bancario è il più lento — ma nessuna di queste affermazioni è un fatto documentato dai termini degli operatori, e quindi nessuna di queste affermazioni finisce qui come un dato. Se il tempo di accredito è decisivo per te, la domanda da fare al servizio clienti del marchio che hai scelto è una sola: quanto ci mette un prelievo con questo metodo sul mio conto. E vale la pena di farla prima di aprire, non dopo aver vinto.

Su questo tema c’è un’ultima cosa da dire, ed è quella che nessuno scrive in cima alla pagina. L’economia di un bookmaker non è fatta di depositi: è fatta di margine. Il margine è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, calcolata come 1 diviso la somma di 1/quota su tutti gli esiti del mercato stesso, e il margine del bookmaker è 100% meno quella cifra. Non è una voce di legge e non lo troverai mai nei termini di un operatore: è il modo in cui il prezzo di ogni quota è costruito. Il deposito è solo la porta d’ingresso al tavolo. Il costo vero è ciò che lasci sul tavolo a ogni puntata, e nessuna promozione al mondo lo azzera.

Verifica della concessione: come riconoscere chi può davvero raccogliere scommesse

Prima di versare un euro vale la pena di fare un controllo che richiede trenta secondi e che molti saltano. Il marchio che stai guardando è nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli? Se la risposta è no, tutto il resto della pagina cambia significato.

Il punto di partenza concettuale: in Italia l’autorità di riferimento è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS) alla prima menzione. Il mercato continua a dire «AAMS», e non è un errore da correggere con sufficienza: è il nome con cui una generazione di scommettitori ha imparato a riconoscere il marchio dell’autorità, e resta il termine con cui cerca. Le licenze si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non con una procedura aperta a chiunque ne faccia richiesta.

Il funzionamento concreto è questo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per società.

La conseguenza di quella frase è la cosa più utile da interiorizzare: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome nell’elenco non dimostra da solo che quel marchio offra scommesse sportive. Lo dimostra il suo sito, il suo palinsesto, la sua app. Questa pagina confronta marchi che le scommesse sportive le offrono, ma la differenza tra «è nell’elenco» e «offre scommesse» resta e va tenuta presente.

Il controllo pratico si fa in due passaggi. Primo: apri l’elenco pubblico dei concessionari autorizzati e cerca il nome del sito o il numero di concessione. Secondo: apri i termini dell’operatore e verifica che il numero di concessione e la ragione sociale corrispondano a quello che hai trovato nell’elenco. Gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la propria società nei termini, e la doppia verifica smaschera subito le imitazioni. Un sito che si presenta con il nome di un marchio noto ma non riporta un numero di concessione coerente con l’elenco è un problema, non un’occasione.

C’è un terzo controllo che vale per i marchi offshore, quelli che trovi nei risultati di ricerca con una licenza straniera. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. La licenza straniera non ha alcun valore in Italia. L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato di tutto questo si chiama, in gergo, «oscurati». Non è una rimozione: è un inseguimento.

Il lato che riguarda direttamente il lettore è un altro, e va scritto senza giri di parole. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore come l’Agenzia la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e qualsiasi caso concreto contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto tra le due strade si riassume così. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’Agenzia, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Le piattaforme offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca: sono la zona non protetta del mercato, e il costo di quella non protezione lo paga chi ci mette i soldi.

Gioco responsabile: gli strumenti che hai, e il momento in cui servono

Gli strumenti di tutela in Italia sono più numerosi di quanto il giocatore medio immagini, e il loro problema non è la quantità: è il momento in cui li scopre. Nessuno cerca un limite di deposito prima di averne bisogno.

Il primo strumento è quello che scegli tu senza accorgerti di sceglierlo. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia. Al momento della registrazione scegli un limite settimanale o mensile di deposito. La lettura corretta di questo meccanismo è che il momento in cui decidi quanto puoi perdere è il momento in cui sei più lucido: prima di giocare. Modificarlo dopo, per alzarlo, costa sette giorni di attesa.

Il secondo strumento è la pausa. Betsson indica ai giocatori la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito. bet365 ha tra i suoi strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione. La differenza tra una pausa e un’autoesclusione è la differenza tra un giorno di silenzio e una porta chiusa, e la scelta tra le due dipende da cosa stai cercando di fermare.

Il terzo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, e la sua caratteristica decisiva è la portata: blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stabilisce. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un’autoesclusione limitata a un solo operatore non è una protezione: è una deviazione verso il concessionario accanto, e il RUA esiste esattamente per impedire che la deviazione funzioni.

Qui c’è il punto più importante di questa sezione, e riguarda la geometria del sistema. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che cerca un bookmaker fuori dall’elenco non trova un muro: trova un accesso. La protezione che hai scelto è una funzione del regime a cui appartieni, e cambiare regime la disattiva.

Il quarto strumento è informativo e automatico: i messaggi su durata della sessione e spesa che il concessionario deve inviarti per l’art. 15, comma 1, lett. c). Non sono decorazione. Sono l’unico promemoria che arriva senza che tu lo abbia chiesto.

Il quinto è un canale di contatto: l’art. 15, comma 1, lett. f) impone un canale aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Tra i marchi di questa lista, SNAI indica un’assistenza disponibile sette giorni su sette e Betsson un servizio clienti tutti i giorni 24 ore su 24. Entrambi fanno meglio del minimo di legge, e questo è uno dei pochi casi in cui la comunicazione commerciale dice una cosa verificabile.

Il sesto è un numero di telefono che non ha niente a che vedere con gli operatori: per i residenti in Italia, bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un servizio pubblico, non un canale commerciale, ed è la voce da cercare quando il problema non è più una questione di limiti impostati male.

C’è infine una tutela che ha la forma di un’età. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il controllo all’apertura del conto passa dall’identificazione: codice fiscale, documento, e con SPID o CIE una verifica che non si improvvisa. Non è una formalità burocratica, è il modo in cui il divieto diventa operativo.

Metodi di deposito a confronto: carta, e-wallet, bonifico e ricariche

La scelta del metodo è la decisione con il maggiore impatto pratico e la minore visibilità. Nessun operatore ti mette davanti un confronto tra le proprie opzioni: te le elenca, e sta a te capire quale ti conviene.

Le carte di credito e debito sono il metodo con il minimo più basso e la diffusione più ampia. William Hill indica 10 € di minimo e 99.000 € di massimo. bet365 mette la carta di debito tra i propri metodi. AdmiralBet accetta carta di credito o debito senza costi aggiuntivi. Il vantaggio è la soglia, il costo è il tempo di prelievo, che passa per la rete del circuito.

I portafogli elettronici sono il metodo più interessante per chi vuole controllo. bet365 elenca PayPal e Apple Pay; AdmiralBet accetta Skrill, PayPal e Neteller; Goldbet accetta PostePay, PayPal e altri metodi per ricariche e prelievi; Lottomatica accetta PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi. Il punto di forza è la tracciabilità: ogni movimento lascia un’orma in un conto separato dal conto bancario principale, il che per chi vuole tenere separato il budget di gioco è un vantaggio reale. William Hill indica per gli e-wallet un minimo di 10 €, lo stesso della carta.

Il bonifico bancario è il metodo con il minimo più alto e il più lento. Su William Hill il minimo è di 30 € con un massimo di 100.000 €. AdmiralBet lo accetta tra le ricariche online senza costi aggiuntivi. Non ha un vantaggio specifico per il giocatore oltre alla familiarità, e ha uno svantaggio preciso: il minimo di prelievo resta ancorato alla stessa soglia. Chi entra con il bonifico si porta dietro una porta d’uscita più stretta.

Le carte prepagate, PostePay e BancoPosta in testa, hanno un ruolo intermedio. AdmiralBet accetta la Carta Postepay/BancoPosta, Goldbet e Lottomatica accettano PostePay. BetFlag le elenca tra i metodi per cui non indica un importo minimo. La prepagata è lo strumento di chi vuole mettere un tetto fisico al proprio budget: se sulla carta ci sono 50 €, il massimo che puoi versare è 50 €. È una forma di autolimitazione che nessun operatore ti propone e che funziona meglio di molte impostazioni.

Le ricariche nei punti vendita sono l’opzione più italiana della lista, e vanno capite per quello che sono. Sisal permette di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino e di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. BetFlag vende la Ricarica in tagli da 10, 25, 50 e 100 €. Il regolamento dei punti vendita ricariche, art. 13 del D.Lgs. 41/2024, è però rigido su un punto: accreditano sul conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, ma con un tetto di 100 € a settimana complessivi, e non pagano vincite né permettono di prelevare il saldo. Il taglio da 100 € della Ricarica BetFlag e il tetto settimanale di 100 € in contanti sono due numeri diversi che vale la pena di non confondere: il primo è una taglia di vendita, il secondo un limite di legge sulla ricarica in contanti.

Su un metodo questa pagina non prende posizione: le criptovalute presso i concessionari ADM sono una materia non definita, e non esiste una norma che elenchi i metodi approvati. Quali metodi un operatore accetti, con quale minimo e con quali limiti, lo dicono solo i suoi termini. Chi ha una preferenza forte su questo punto deve verificarla lì, non su una pagina di confronto.

I concessionari, uno per uno: cosa cambia davvero sul deposito

Le schede che seguono prendono i marchi nell’ordine della lista e li leggono sui fatti che li riguardano: la concessione, quello che i termini e le schede dei canali ufficiali dicono su depositi, prelievi e strumenti del conto, e per due di loro un dettaglio preciso sul versamento.

NetWin: il bonus che parte da un minimo di 20 €

NetWin, NetWin, è il marchio con il fatto più circostanziato di questa lista sul soggetto della pagina. La concessione è la numero 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su un sito .it proprio.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € da effettuare al primo versamento. Tre condizioni in una frase, e ognuna ha un prezzo. «Nuovi giocatori» esclude chi ha già un conto: nessun recupero per i clienti storici. «Conto verificato» significa che l’identificazione deve essere conclusa, e quindi il percorso veloce passa dallo SPID o dal CIE. Il minimo di 20 € è più alto di quello che serve per versare, quindi chi vuole entrare con 10 € entra — ma senza bonus.

Il tetto di 50 € di bonus è la parte più interessante, perché è un tetto basso. Un tetto basso protegge l’operatore dall’esposizione e protegge te dalle sorprese: la promozione non ti spinge a versare migliaia di euro per massimizzare un credito. È l’opposto della logica del tetto a 5.000 € di BetFlag, e per un giocatore che vuole provare il prodotto con poco è la logica più sana delle due.

Se il tuo obiettivo è aprire un conto, versare venti euro e giocare il bonus senza trasformare la serata in un investimento, NetWin è la proposta con il rapporto più chiaro tra quello che metti e quello che ottieni. Il conto verificato, però, va messo in conto prima della finestra promozionale: è l’unico requisito della scheda che richiede tempo.

Planetwin365: il palinsesto come argomento di deposito

Planetwin365, Planetwin365, porta la concessione numero 16007, intestata a Pwo S.p.a., su sito .it proprio.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la descrizione più dettagliata del palinsesto di tutta la lista, ed è un argomento sul deposito più di quanto sembri. Il palinsesto è definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, e si può scommettere solo su eventi che ne fanno parte. Chi cerca varietà di mercati trova qui l’offerta più larga della lista; chi cerca un minimo di versamento molto basso non trova in questa scheda alcun numero che lo riguardi.

La scheda di Planetwin365 non offre un dettaglio sul deposito o sul prelievo, e questo va detto una volta per tutte invece di ripeterlo in ogni paragrafo: il marchio si presenta sul prodotto, non sulle condizioni del conto.

Per chi scommette più partite di quante ne guardi, la varietà di campionati coperti è un argomento concreto per scegliere questo operatore. Per chi vuole sapere con quanto si apre il conto, la risposta non è in questa scheda e va cercata nelle condizioni del sito.

Eurobet: il conto che si gestisce dal telefono

Eurobet, Eurobet.it, ha la concessione numero 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.

Dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco ed effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. La frase sembra una nota tecnica, e invece tocca il punto su cui molti conti restano bloccati: la gestione del conto dal dispositivo che hai in tasca. Chi preleva solo dal desktop ha vincoli che non vede; chi può farlo dall’app riduce le occasioni di rimandare. Sul versante dell’identificazione, la società Eurobet Italia S.r.l. è anche quella che detiene le concessioni di Bwin.it e giocodigitale.it: il gruppo ha tre portali, e la gestione del conto su ciascuno è separata.

Il messaggio che arriva da Eurobet è che il conto di gioco è un’applicazione, non uno sportello. È una direzione sensata: meno passaggi per versare, meno passaggi per prelevare, meno burocrazia tra te e il tuo saldo.

Su questo marchio la scheda non porta cifre di deposito o di prelievo, e non c’è motivo di inventarne una. Il valore della scheda è la gestione mobile del saldo, non la soglia.

Goldbet: ricarica da app e un concessionario che vale doppio

Goldbet, Goldbet.it, ha la concessione numero 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy.

Il conto di gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali del sito. La combinazione PostePay e PayPal copre due profili diversi — chi vuole una carta prepagata e chi vuole un portafoglio elettronico tradizionale — e lascia intendere che il conto sia gestibile senza passare dal conto bancario principale.

Il fatto più rilevante della scheda è però la società. Goldbet Better Organization Italy tiene anche la concessione numero 16010, quella di Lottomatica, e questo significa che due marchi in questa lista appartengono allo stesso concessionario. Le conseguenze pratiche sono due: le politiche sui conti tendono a essere comuni, e la portata di un’autoesclusione limitata a uno dei due portali è più stretta di quanto sembri, perché il portale gemello è già pronto all’uso. Chi cerca una vera separazione tra due conti deve guardare fuori da questa coppia.

Il valore di Goldbet in questa lista è l’accesso mobile immediato con le credenziali che hai già, in un profilo di pagamento che parla a chi non vuole esporre il conto in banca.

Betsson: i limiti di deposito messi in vetrina

Betsson, Betsson, detiene la concessione numero 16027, intestata ad Azzurri Limited.

I fatti della scheda sono due: la possibilità per i giocatori di impostare facilmente i propri limiti di deposito, e un servizio clienti disponibile tutti i giorni 24 ore su 24. Il primo elemento è l’unico della lista in cui i limiti di deposito vengono indicati esplicitamente tra i punti di forza, ed è una scelta di comunicazione notevole: gli operatori di solito mettono in vetrina le quote, non gli strumenti di contenimento. Il secondo, l’assistenza continua, supera il minimo di legge di cinque giorni a settimana per otto ore al giorno e ha un valore pratico preciso quando il problema è un prelievo che non arriva.

C’è una tensione che vale la pena di nominare. Se i limiti di deposito sono facili da impostare, sono anche facili da alzare — entro i sette giorni di attesa previsti dal meccanismo. Uno strumento comodo non è necessariamente uno strumento severo.

Il marchio va considerato da chi vuole un conto con controlli visibili e un canale di assistenza sempre aperto. Chi invece cerca il minimo di versamento più basso possibile non trova in questa scheda un numero che lo orienti.

SNAI: ricarica dall’app e assistenza sette giorni su sette

SNAI, SNAI, porta la concessione numero 16032, intestata a Snaitech Spa.

Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità; l’azienda indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. La ricarica dall’app con più modalità è un fatto più rilevante di quanto la sintesi lasci intendere: significa che la scelta del metodo non richiede di passare dal sito, e che cambiare metodo è un’operazione da telefono. L’assistenza sette giorni su sette è sopra il minimo di legge e sotto il presidio continuo di Betsson, e per la maggior parte delle situazioni la differenza tra i due è teorica.

SNAI è anche uno dei marchi con la rete di punti vendita più riconoscibile del Paese, e questo conta per chi versa in contanti: la ricarica al punto vendita ha comunque il tetto di 100 € a settimana e non consente il prelievo, quindi il valore della rete è nell’ingresso, non nell’uscita.

Per chi si muove molto e vuole gestire il conto solo dal telefono, la ricarica multi-metodo dall’app è il vantaggio della scheda. Le soglie, ancora una volta, non sono nella scheda.

bet365: carta, PayPal e Apple Pay, con l’identificazione più rigorosa

bet365, bet365, detiene la concessione numero 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.

Tra i metodi di pagamento il marchio indica carta di debito, PayPal e Apple Pay; il conto si usa dal sito o tramite l’app. La combinazione è compatta e moderna, e Apple Pay in particolare è il metodo che riduce al minimo i passaggi sul telefono. Sugli strumenti di gioco responsabile la scheda è la più articolata della lista: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. La presenza di un numero di servizio pubblico accanto agli strumenti commerciali è il segnale di un approccio strutturato, non di facciata.

Sul palinsesto c’è un fatto che riguarda il marchio: a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. È la conferma che il palinsesto si aggiorna evento per evento, e che stare dalla parte di chi arriva prima su un evento nuovo ha un valore per chi cerca mercati particolari.

Il profilo è quello di un operatore con l’apparato più completo della lista sul versante della tutela e dei pagamenti elettronici, e con una soglia di ingresso che non emerge dalla scheda. Per chi cerca strumenti di controllo seri e metodi di pagamento rapidi, è la scheda più solida.

AdmiralBet: il conto più raccontato della lista

AdmiralBet, AdmiralBet, ha la concessione numero 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l.

È l’unico marchio della lista di cui questa pagina conosce per esteso il funzionamento delle ricariche: carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Sette famiglie di metodi e la promessa dei costi zero: è l’elenco più ampio della lista, e la gratuità dichiarata è un fatto preciso che vale per questo marchio e non per gli altri.

Sugli strumenti del conto la scheda è altrettanto dettagliata. In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chiedere tre limiti diversi su tre orizzonti temporali al momento dell’apertura è la configurazione più strutturata tra quelle presenti in questa lista, e sposta la decisione su quanto puoi perdere in un giorno, in una settimana e in un mese. Sul regolamento delle giocate, la posta unitaria è di cinque centesimi di euro e l’importo minimo per ogni ricevuta non può essere inferiore a un euro; nei regolamenti dei giochi sono visibili gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa. Il tetto di vincita è dichiarato e consultabile: è il tipo di informazione che un giocatore di sistema dovrebbe leggere prima di comporre la schedina, non dopo.

Sull’autoesclusione, le condizioni del marchio parlano di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il punto debole della scheda è uno solo, e non è un difetto: AdmiralBet è generoso sui metodi di ricarica e silenzioso sui minimi di prelievo. Per chi versa e preleva con Skrill, Neteller o PayPal la scheda è la più ricca della lista. Per chi vuole sapere con quanto chiude il conto, la risposta sta nelle condizioni del sito, non qui.

Messo accanto agli altri, AdmiralBet è il marchio che tratta il deposito come una materia da regolamentare per iscritto: metodi, costi, limiti e tetti di vincita. È la scheda da leggere per intero se il rapporto tra quello che versi e quello che puoi ritirare è la cosa che ti interessa di più.

Sisal: la ricarica che passa dal punto vendita

Sisal, Sisal, porta la concessione numero 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.

Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. È l’unica scheda della lista in cui il punto fisico fa il lavoro che altrove fa la banca. La scansione della schedina è il dettaglio che rivela a cosa serve davvero l’app di un marchio con una rete di negozi: non a sostituire il negozio, a renderlo utilizzabile.

Sul bonus, il meccanismo è questo: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La sequenza è quella classica — conto, registrazione, versamento — e la parola «ricarica» è la chiave: senza movimento di denaro dentro il conto il bonus non si attiva, e il credito che ne deriva si spende, non si preleva.

Qui sta anche il limite della scheda. Il prelievo al punto vendita funziona, ma la ricarica in contanti al punto vendita ricariche ha il tetto di 100 € a settimana e non permette di prelevare il saldo: sono due cose diverse, e chi confonde il negozio Sisal con un punto vendita ricariche generico rischia di chiedere allo sportello sbagliato.

Per chi vive vicino a un punto vendita e vuole un conto che si alimenta anche in contanti, la scheda è concreta. Per chi non ha un negozio comodo, il vantaggio svanisce quasi del tutto.

Lottomatica: il marchio con i metodi più comuni

Lottomatica, Lottomatica.it, detiene la concessione numero 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a.

Il conto di gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. La coppia PostePay e PayPal è la più diffusa del mercato italiano, e il fatto che valga sia per i depositi sia per i prelievi è la parte che conta: molti conti accettano un metodo in entrata e ne richiedono un altro in uscita, e questa scheda dice esplicitamente che i due lati del conto condividono i metodi.

Sulla società vale lo stesso ragionamento fatto per Goldbet: la concessione numero 16010 e la numero 16009 fanno capo alla stessa azienda, e i due portali sono due porte della stessa casa. Chi ha un conto su entrambi non ha due operatori, ha un operatore con due interfacce.

Lottomatica è la scheda di chi cerca la compatibilità con quello che ha già in tasca: una PostePay o un conto PayPal, e la voglia di non imparare un metodo nuovo per scommettere. Il limite di deposito che cerchi non è in questa scheda, e vale la pena di controllarlo nei termini prima di aprire.

Domande frequenti su depositi, concessioni e vincite

Quali metodi di pagamento si trovano sui conti dei concessionari ADM?

Le liste variano da marchio a marchio e nessuna norma impone un elenco approvato. AdmiralBet accetta carta, PostePay, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico senza costi aggiuntivi; Goldbet e Lottomatica indicano PostePay e PayPal; bet365 carta di debito, PayPal e Apple Pay. L’unico elenco vincolante è quello nei termini dell’operatore che scegli.

Che limiti di deposito si impostano su un conto con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni, e il meccanismo vale in ogni concessionario. AdmiralBet chiede in registrazione un limite giornaliero, settimanale e mensile su ricarica, spesa e tempo di gioco. Il limite che l’Agenzia fissa nella gara di concessione non è pubblico.

Come si controlla che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e vi si cerca il sito o il codice. Poi si verificano i termini dell’operatore, dove il numero di concessione e la ragione sociale sono dichiarati. La concessione è per sito, non per società, ed è assegnata con gara pubblica.

Da che età si può scommettere e cosa si controlla all’apertura del conto?

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’età è fissata dalla legge italiana. All’apertura serve un’identificazione piena del titolare: la registrazione classica con documento, oppure SPID e CIE, che BetFlag e Goldbet mettono a disposizione. Senza identificazione digitale il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario — una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi da verificare con un commercialista. Diverso il caso di siti non autorizzati: l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Una singola da 20 € a quota 1,85 restituisce 37 €, con 17 € di profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e il margine del bookmaker è già dentro ogni quota.

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