Scommesse sugli esports: le strade possibili per chi vuole giocare sui videogiochi

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft.

Chi cerca scommesse sugli esports in Italia si trova davanti a un catalogo che nessuno gli ha spiegato. Il calcio lo conosce, la Serie A la sa leggere, ma quando sul palinsesto compare un torneo di Dota 2 o una mappa di Counter-Strike la domanda cambia forma: non è più «chi vince», ma «cosa sto comprando esattamente, e da chi».

Ecco il punto di partenza che quasi tutte le guide liquide in una riga: non è dato sapere se il palinsesto approvato dall’ADM includa gli esports. Il palinsesto è il programma degli eventi e delle tipologie di giocata che il concessionario prepara e che l’ADM approva, e su di esso si può accettare una scommessa soltanto. Gli eventi li autorizza l’agenzia uno per uno — a settembre 2026, per esempio, ha ammesso la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali discipline stiano dentro quel programma, nessuno lo scrive in un elenco pubblico.

Quello che si può leggere, invece, è ciò che ogni operatore mette nella propria app. Ed è lì che questo articolo va a guardare, senza inventare niente: se un bookmaker non scrive «esports» nella sua vetrina, per me quella disciplina non esiste su quel sito.

Le strade, in pratica, sono due. La prima passa da un concessionario con sito .it, concessione ADM, registro unico degli autoesclusi, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. La seconda passa da una piattaforma .com con licenza straniera, che in Italia non ha alcun titolo e che il lettore raggiunge perché un motore di ricerca gliel’ha messa davanti. Sono due prodotti diversi a un prezzo diverso, e il prezzo non è quasi mai l’etichetta del bonus.

Cosa sono le scommesse sugli esports: fondamenti di un mercato che si gioca con un mouse

Il punto di partenza è definitorio e non ammette scorciatoie. Gli esports sono una forma di competizione che usa i videogiochi, di norma sfide multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Non è un videogioco giocato a casa: è uno sport con calendario, regolamenti e montepremi.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l'Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l'Intel Extreme Masters.

Chi scommette su quella roba non compra una partita di pallone. Compra una serie di mappe, una durata, un numero di round, un primo sangue, un numero di torri distrutte. Il mercato è fatto di micro-eventi dentro l’evento, e questo ha una conseguenza pratica che il neofita scopre tardi: la quota si muove più in fretta, perché le informazioni arrivano in tempo reale a chi guarda lo stream.

Tra i titoli più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Sono nove nomi, e non sono intercambiabili. Ognuno ha la sua struttura di gioco, e quindi i suoi mercati sensati: in un MOBA si scommette sulle uccisioni e sulla durata, in uno sparatutto tattico sul numero di round e sull’handicap delle mappe. Un bookmaker che offre «esports» come categoria unica, con tre mercati in croce, sta vendendo un’etichetta, non una competizione.

La differenza tra un appassionato di sport tradizionale e uno spettatore di esports è il modo di guardare. Il primo vede un risultato, il secondo vede una successione di stati. Chi scommette su Dota 2 senza aver mai visto una partita ha la stessa probabilità di azzeccare un mercato sui primi dieci minuti di chi guarda il tennis così, di sfuggita, dal tavolo accanto.

Questo è anche il motivo per cui la disciplina resta, per molti scommettitori italiani, un secondo sport e non il primo. Non c’è un’ora fissa, non c’è un calendario che tutti conoscono, non c’è il bar sotto casa che ne parla. C’è un torneo che comincia a un’ora comoda o scomoda, a seconda di dove si gioca, e c’è uno stream.

Calendario e tornei: dove si gioca davvero

Il calendario degli esports non somiglia a quello della Serie A. Si concentra in finestre, e in quelle finestre si gioca tantissimo.

Tra i principali tornei ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro nomi che identificano quattro pubblici diversi: il tifo di squadra, la community di Dota, i picchiaduro con il loro rituale da sala giochi, e il circuito degli sparatutto.

Poi c’è la grande vetrina nuova. L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. Un evento di sette settimane, ventiquattro titoli, una città sola.

Il numero che rende l’idea di quanto denaro si muova intorno a questi tornei è un altro, ed è storico: The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Un montepremi del genere non nasce da un biglietto venduto al botteghino, ma da un pubblico disposto a spendere per guardare e per partecipare. È lo stesso pubblico che un bookmaker prova a intercettare.

Chi vince, poi, resta. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. Due anni di fila sullo stesso trono: chi ha scommesso contro quella squadra due volte ha pagato due volte.

La finestra estiva è la parte dell’anno in cui il palinsesto esports di un operatore si riempie, e non è un caso. Un torneo di sette settimane con ventiquattro titoli produce una quantità di eventi che nessun campionato nazionale raggiunge. Fuori da quella finestra, la copertura si assottiglia, e il lettore che scopre gli esports a novembre trova molti meno mercati di quanti ne immaginava.

La normativa italiana: chi può prendere una scommessa e a quali condizioni

Qui si decide tutto il resto. In Italia offrire gioco a giocatori che si trovano nel Paese senza concessione è illegale, e la concessione non è una licenza aperta che si compra: è un titolo che si assegna con gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che gran parte del mercato continua a chiamare «AAMS». Il nome vecchio resiste nelle home page e nelle conversazioni, ma l’autorità è quella.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la giocata su un evento è consentita soltanto se quell’evento sta nel palinsesto approvato. Questo è il passaggio che interessa a chi cerca esports. Non basta che un torneo esista nel mondo: deve essere nel programma approvato.

Le concessioni si assegnano con gara, durano al massimo nove anni e non si rinnovano automaticamente (art. 6, comma 3). Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Come si verifica una concessione, in cinque minuti

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Il metodo è questo. Si apre l’elenco pubblicato dall’ADM, si cerca il nome del sito che si ha davanti — non il marchio, il dominio .it — e si controlla che compaia. Se compare, quel sito ha un titolo. Se non compare, non ce l’ha.

Poi c’è il passaggio che quasi tutti saltano: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. A dimostrarlo è il sito o l’app dell’operatore. E il fatto che un marchio compaia in una classifica — questa compresa — non è una concessione.

Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni. È lì che si legge, ed è lì che si verifica, se il dubbio resta dopo aver consultato l’elenco. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.

Esports nel palinsesto: quello che l’elenco non dice

Torno al nodo. Le scommesse sugli esports rientrerebbero nella lettera a) dell’art. 6, comma 1, perché sono scommesse a quota fissa su eventi sportivi. Se il palinsesto approvato di un concessionario le contenga, non risulta.

Il motivo per cui non risulta è strutturale, non giornalistico. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno, e non pubblica un elenco delle discipline ammesse. Chi vuole sapere se un operatore accetta scommesse su League of Legends deve aprire quel sito, cercare la voce esports nel palinsesto e guardare con i propri occhi quali competizioni trova.

Questo cambia il modo in cui si legge una recensione, questa compresa. Lo stesso vale per gli eventi simulati: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». È una categoria vicina agli esports per assonanza — competizione sportiva che non si gioca in un prato — e completamente diversa per natura, perché lì il risultato lo produce un software.

Sull’ippica, nota a margine che vale per chi legge in fretta: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lettera a) dell’art. 6, comma 1; i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Sono due cose separate nella legge, e non è dato sapere se un marchio online tratti i totalizzatori di ippica nazionale.

Quello che si può scommettere, e quello che resta aperto

Le tipologie di giocata le vedi sul sito, non sulla Gazzetta. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di scommessa, e fuori da lì non si può accettare una giocata.

Le scommesse live le offre ogni operatore di dimensioni rilevanti. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non risultano, e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili. Chi si interessa di esports live deve sapere che questa è esattamente la zona in cui l’informazione è più scarsa e la quota si muove più velocemente.

Il betting exchange merita un paragrafo a sé perché è un gioco a parte. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Non esiste un numero di legge da citare, e chi ne promette uno sta improvvisando.

Gioco responsabile: la tutela che esiste solo dove c’è una concessione

Questo è il capitolo che distingue le due strade più di qualunque quota.

L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Su questo nessuna piattaforma .com che accetta italiani ha titolo per dire qualcosa.

L’art. 15, comma 1 prevede, in capo al concessionario, tutta una serie di strumenti: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

C’è un obbligo di informazione che pochi conoscono: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui sui siti .it compaiono messaggi che sembrano fuori posto accanto a una quota: non sono cortesia, sono la legge.

L’autoesclusione ha un nome proprio e una struttura. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con licenza ADM e le sale fisiche. È un interruttore solo, e spegne tutto: non il singolo prodotto, non il singolo marchio.

I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono i termini dell’operatore, non una norma generale, e li riporto come stanno scritti.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su una piattaforma .com non è protetto da nulla, e nessuno gli impedirà di depositare. È la differenza più concreta tra le due strade, e non ha bisogno di essere raccontata con enfasi.

Limiti di deposito: chi li fissa e quando hanno effetto

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo si aspetta sette giorni.

I termini di Admiralbet aggiungono un dettaglio che vale la pena leggere con attenzione: in registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche lì un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato decorre dopo 7 giorni.

La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando di gara non risulta. Il che significa, in pratica, che il tetto numerico lo decide l’operatore secondo protocolli approvati, e che il lettore che vuole sapere quanto è il massimo giornaliero deve cercarlo nelle condizioni del sito che ha davanti, non in una tabella comune a tutti.

Sette giorni per alzare un limite e zero secondi per abbassarlo. La simmetria non esiste, ed è una scelta precisa: l’attrito sta tutto dalla parte del giocatore che vuole spingere, non da quella di chi vuole frenare.

Verifiche, identità e il conto congelato

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione classica con documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID.

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

C’è una regola operativa che nessuno legge in anticipo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a ritirare il giorno in cui servono i soldi. Chi si registra con documento e poi dimentica la validazione scopre la regola nel momento peggiore.

Sport e tornei: che cosa un operatore italiano mette davvero in vetrina

Qui entro nel merito delle discipline, e lo faccio con una regola: riporto quello che ciascun operatore scrive della propria offerta. Niente di più.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È l’elenco più curioso della lista: gli scacchi accanto alla Formula 1, e le elezioni accanto al golf. Il palinsesto, in Italia, non è solo sport.

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

E gli esports? Nessuna di queste descrizioni li nomina. Questo è il dato, ed è il dato che conta di più per chi cerca quello che cerca. Le vetrine che ho davanti parlano di calcio, tennis, basket, motori, ippica, boxe, freccette, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica. Gli esports non ci sono.

Criteri di valutazione: come si legge un operatore quando il mercato è questo

Con un’offerta dichiarata che non nomina gli esports, la scelta si sposta su altri terreni: dove l’operatore ha davvero qualcosa da dire, e quanto ti costa prendere quel qualcosa.

Il primo criterio è il titolo. Un numero di concessione e una società nelle condizioni valgono più di qualunque pagina promozionale, perché sono l’unica cosa verificabile in cinque minuti con l’elenco dell’ADM davanti.

Il secondo è la profondità del palinsesto dichiarato. Un operatore che scrive «più di 20 tipologie di sport» e uno che scrive «oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live» stanno dicendo due cose diverse. La prima è un’insegna, la seconda è quasi un inventario.

Il terzo è la funzione che decide l’esito di una giocata sbagliata: il cash out. Chi ce l’ha, e chi lo descrive, offre una via d’uscita a metà partita. Chi non lo nomina non ha promesso nulla, ed è giusto non attribuirglielo.

Il quarto è la struttura del bonus, quando c’è. Un bonus di benvenuto con requisiti di puntata è un prodotto con un prezzo, e il prezzo si paga in rigioco. Per questo il confronto tra operatori deve mostrare quei requisiti, non l’importo in grande.

Il quinto, e il più scomodo da dire: quando la vetrina di un operatore non nomina la disciplina che ti interessa, quella disciplina va cercata in quel sito prima di aprire il conto. Non in una guida, non in un video, non qui: nel palinsesto dell’operatore, che è l’unico posto dove l’informazione esiste.

Il calcio dà una mano a capire quanto la struttura di un mercato conti davvero. Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — non è un prezzo quotato da nessuno, è un esempio per far vedere il meccanismo. La quota è il prezzo dell’esito, il payout è la quota che lo emette. Sul 1,90 la somma degli inversi delle due quote vale 105,26 %, quindi il payout share è 95,00 % e il margine del bookmaker è 5,00 %: su 100 € puntati su quel mercato, il book ne trattiene 5,00 € in media e ne restituisce 95,00 €.

Vale la pena fermarsi un istante, perché quasi tutti immaginano che il margine sia una tassa sui perdenti. Non lo è. Il conto appena fatto non dipende dall’esito: se le due quote sono identiche, il book incassa il margine con qualsiasi risultato, e la differenza tra i due numeri è soltanto il punto di partenza della sua difesa contro l’informazione di chi scommette meglio di lui. Il margine è il prezzo d’ingresso del gioco, e non si paga al momento del ritiro.

Da un esempio a due esiti si passa a un mercato reale senza cambiare niente della logica: i mercati a tre esiti e quelli con più di dieci, come una combo o un numero di marcatori, hanno un payout share più basso e un margine più alto, perché il book deve coprire più strade e ogni strada ha la sua quota. Un mercato con quattro esiti a 3,50, 3,50, 3,50 e 3,50 — anche questo illustrativo, non un prezzo di nessuno — porta la somma degli inversi a 114,29 %, quindi un payout share di 87,50 % e un margine di 12,50 %.

Ecco il punto per chi scommette su videogiochi: i mercati più di nicchia, come il numero di mappe o il primo sangue, sono quelli dove il margine tende a salire, perché il book ha meno informazioni e meno concorrenza su quella riga.

Il dato fa il paio con un’altra cosa che un confronto onesto deve dire: nessuna tipologia di giocata di nicchia riceve una quota migliore solo perché la disciplina è di moda. Il prezzo si costruisce sulla liquidità, e la liquidità sugli esports è inferiore a quella di una partita di Serie A.

I dieci operatori con concessione ADM, dal più all’ultimo

Questa è la mia lettura delle dieci piattaforme con un titolo ADM di cui ho i dati, in un ordine che risponde a una domanda sola: quanto ciascuna ha da dire su ciò che un lettore di questa pagina cerca.

Eurobet: il palinsesto che non teme il ridicolo

Eurobet è un concessionario solido, con un catalogo dichiarato che si allarga fino a cose che nessuno va a cercare: scacchi, golf, rugby e persino musica, cinema, tv, reality show ed elezioni politiche. La concessione è ADM no. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, con sito proprio Eurobet.

L’app Eurobet Sport è quella che copre più terreno nella lista: calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica. Nessuna voce esports.

Verdetto: è l’operatore giusto per chi vuole vedere il proprio palinsesto riempito tutti i giorni, anche quando il campionato tace. Sui videogiochi, però, non ha promesso nulla — e nella lettura dei listini quella è la verità da prendere per buona.

Sisal: il numero più grosso della lista

Sisal è ADM no. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Aggiunge una Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e il Cash Out.

Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Verdetto: 15.000 eventi live sono la disponibilità più ampia dichiarata in questa lista, e il Virtual dalle 7 alle 3 di notte copre anche le ore in cui il calcio non si gioca. Chi fa della copertura continua la propria ragione di scelta trova qui il massimo.

William Hill: il bonus che si paga in multiple

William Hill è ADM no. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Leggiamo i requisiti con calma. Cinque eventi, quota totale minima 10.0, 20 € di puntata: non è una giocata occasionale, è una struttura. Una freebet da 5 € è una freebet, e la sua puntata normalmente non torna indietro con una vincita.

Verdetto: chi costruisce multiple da cinque eventi a ogni giornata di campionato trova qui un ritorno ricorrente, stagionale e quantificato. Chi gioca una singola al sabato non ha nulla da guadagnare da questo club.

Planetwin365: la geografia del calcio prima di tutto

Planetwin365 è ADM no. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La serie completa di campionati italiani è la parte notevole: la Serie C non è merce che tutti espongono. Il catalogo è dichiaratamente costruito attorno al pallone.

Verdetto: è il profilo di chi vuole la Serie C di mercoledì pomeriggio e i risultati in diretta accanto. Che l’app non nomini altro fuori dal calcio è un’informazione, non una mancanza da riempire.

Lottomatica: il marchio grande dietro una società che non porta quel nome

Lottomatica è ADM no. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) È uno dei casi in cui il concessionario non porta il nome del marchio, ed è la ragione per cui conviene leggere la riga della licenza invece dell’insegna. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta.

Verdetto: lo streaming e le quote in tempo reale sono la leva dichiarata, e sono la cosa che serve a chi vuole seguire live un gran premio o una partita senza cambiare schermo. La copertura è quella dei grandi eventi, non quella di nicchia.

bet365: il partner ufficiale e la Setka Cup

bet365 è ADM no. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Sulla sua app l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde dentro l’app è il tipo di dettaglio che si trova in pochi posti.

C’è poi un elemento che riguarda da vicino chi legge: è bet365 il primo partner indicato dalla stampa di settore per la Setka Cup, l’evento autorizzato dall’ADM a settembre 2026. Non è un dato sulla disponibilità degli esports sul suo palinsesto — quel dato non c’è — ma è quanto di più vicino compaia nella lista.

Verdetto: la partnership europea e la voce su un evento appena ammesso in palinsesto indicano un operatore che si muove sul nuovo prima degli altri. Chi vuole verificare se quella tendenza arriva ai videogiochi ha qui il posto dove guardare per primo.

Betsson: quattro mercati e un casinò accanto

Betsson è ADM no. 16027, Azzurri Limited L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La concessione è la stessa che sta dietro StarCasinò: Azzurri Limited tiene due siti. Il marchio non porta il nome del concessionario, ed è l’esempio più chiaro del perché la concessione si legge per sito e non per azienda.

Verdetto: l’elenco dei mercati è quello essenziale del calcio, e «migliaia di eventi» è una dichiarazione generica. Chi cerca profondità di nicchia non la trova qui; chi vuole i mercati principali con un casinò nella stessa app sa cosa sta comprando.

StarCasinò: quando il casinò è la porta d’ingresso

StarCasinò è ADM no. 16026, Azzurri Limited L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dice il posizionamento. Il libro sportivo è una sezione, non il centro. E il fatto che il concessionario sia lo stesso di Betsson mostra come una società gestisca due siti con due anime diverse, cosa che l’elenco dell’ADM non distingue.

Verdetto: il profilo si adatta a chi arriva dal casinò e vuole aggiungere una scommessa sugli eventi principali senza cambiare conto. Chi cerca specializzazione nel libro sportivo trova qui una sezione, appunto, e non un progetto.

Betfair: l’exchange, un gioco a parte

Betfair è ADM no. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Ma il vero elemento distintivo è l’exchange: la concessione di cui al no. 16028 è quella descritta come la prima, e l’operatore è il riferimento sul gioco in cui il giocatore può fare il puntatore o il banco. La sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima back di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

Verdetto: il modello punta-e-banca cambia la natura del problema, perché non si gioca contro il margine del book ma contro un altro giocatore, e le regole qui sopra sono il costo d’accesso a quel modello. Chi non è disposto a studiare la meccanica dell’exchange e i passi minimi della puntata resta sul libro tradizionale.

SNAI: la schedina costruita a mano

SNAI è ADM no. 16032, Snaitech Spa L’app Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

L’elenco dei mercati è il più granulare della lista: tiri in porta, cartellini, rigori. Sono le voci che un book costruisce quando vuole tenere il cliente esperto dentro la partita.

Verdetto: la granularità è allettante e la quota unica sulla My Combo mescolata tra sport è la funzione che differenzia davvero l’offerta. Chi vuole scommettere sul dettaglio — un rigore, un cartellino — ha qui più di quanto trovi altrove.

Criteri di verifica, concessione e palinsesto in un colpo d’occhio

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono le condizioni sul palinsesto
Eurobet ADM no. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
Sisal ADM no. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming su calcio, volley, tennis e basket
William Hill ADM no. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla di almeno 20 €, 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 ADM no. 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions, Europa e Conference League
Lottomatica ADM no. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale
bet365 ADM no. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis
Betsson ADM no. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò ADM no. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Betfair ADM no. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo
SNAI ADM no. 16032, Snaitech Spa Mercati su risultato esatto, goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out

Il panorama che esce da questa tabella non è una graduatoria di bontà, e non è nemmeno una scala di ricchezza. È un elenco di specializzazioni. Sisal vince sulla quantità dichiarata di eventi live, Planetwin365 sulla profondità dei campionati italiani, SNAI sulla finezza dei mercati, Betfair sulla natura del gioco, bet365 sulla visibilità internazionale. Nessuno vince sugli esports, perché nessuno li nomina.

Quanto costa prendere una scommessa: il conto del margine

Con numeri veri e un prezzo che nessuno quota, il meccanismo si vede meglio che in qualsiasi discorso sul valore.

Su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — ripeto, un esempio e non la quota di nessuno — la somma degli inversi fa 1/1,90 + 1/1,90 = 1,0526. Il payout share, cioè la parte che il book restituisce, è 1 diviso 1,0526, ovvero 95,00 %. Il margine è 100 % meno 95,00 %, cioè 5,00 %. Nelle scommesse la quota e il payout si muovono in direzioni opposte: più alta la quota che vedi, più alta la parte che torna indietro, e quindi più basso il margine nascosto dentro quel prezzo.

Vale la pena dirlo una volta, perché quasi tutti immaginano il contrario: il margine non è una tassa sui perdenti. Con due quote identiche il book incassa lo stesso 5,00 % con qualsiasi risultato — il suo guadagno è nel prezzo, non nell’esito.

Il conto cambia appena il mercato si allarga, e per un lettore curioso delle discipline nuove questo è il passaggio da tenere a mente. Immagina un mercato illustrativo a quattro esiti con quote 3,50, 3,50, 3,50 e 3,50: la somma degli inversi è 1,1429, il payout share scende a 87,50 % e il margine sale a 12,50 %. Nessuno ha toccato la politica del book; è la struttura del mercato che ha alzato il prezzo.

Da qui si arriva a una conclusione che vale come bussola: su un mercato piccolo e poco frequentato, come il numero di round di una mappa o il primo sangue in uno sparatutto, il margine tende a stare nella parte alta della banda, e non c’è modo di saperlo in anticipo se non confrontando due o tre book sulla stessa riga. Chi scommette su una disciplina di nicchia paga il prezzo della nicchia, e lo paga dentro la quota, non alla cassa.

La scelta, alla fine: due strade e nessuna terza

Torno alla domanda da cui sono partito, perché ora ha una risposta articolata.

Sulla strada con concessione ADM si trovano dieci operatori con titolo verificato, un registro unico che spegne tutte le piattaforme insieme, limiti di deposito che si abbassano in un secondo e si alzano in sette giorni, un canale di contatto attivo cinque giorni a settimana, un numero verde dentro l’app di bet365 e un foro italiano. Sono tutti elementi che esistono perché il D.Lgs. 41/2024 li pretende, non perché i marchi siano più gentili degli altri.

Sulla strada offshore non c’è nulla di tutto questo. Il sito non è collegato al RUA, quindi un autoescluso può riaprire e depositare. Non ha concessione, quindi non ha obblighi sui limiti, sui protocolli approvati, sulle campagne informative. Ed è raggiungibile solo finché un ordine dell’ADM non lo fa inibire: gli operatori di rete che violano quell’ordine sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e l’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

A questo si aggiunge il lato che nessuno legge volentieri, e che riporto come lo scrive l’ADM. La Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore, nella formulazione dell’agenzia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano.

Sui soldi, la faccenda è simmetrica e va presa per come sta scritta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio pratico è consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati o esteri: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. La posizione va enunciata così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.

L’imposta unica, invece, la paga l’operatore sulle scommesse a quota fissa. Le aliquote sono 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025; le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano gli stessi valori, mentre prima erano 43 % e 47 %, e le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Un’ultima cosa sul contesto pubblicitario, perché tocca la promozione dei bonus. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita così il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La cronaca 2025-2026 aggiunge che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. La proposta, non legge, di un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni ha esito non riscontrato; alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore — ed è esattamente il motivo per cui il confronto utile è quello che legge le condizioni, non quello che legge la vetrina.

Tra le due strade, la mia posizione è chiara: quella con concessione ADM è l’unica che conviene a chi vuole che i propri limiti valgano qualcosa e che un eventuale blocco del conto non diventi una lite con un’azienda in un paese che non si sa nominare. Che l’offerta esports su quei dieci siti non compaia nelle rispettive vetrine è un fatto, e chi decide comunque di cercare i videogiochi deve verificare nel palinsesto del singolo operatore prima di depositare.

Domande frequenti sulle scommesse sugli esports

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM, cioè il programma di eventi e tipologie di giocata preparato dal concessionario e autorizzato dall’agenzia. Gli eventi vengono ammessi uno per uno. Se una competizione non è nel palinsesto, la giocata su quella competizione non si può prendere.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il dominio .it del sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga ha un codice di concessione e un sito. La concessione vale per sito, non per azienda. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,90 la vincita è 19 €, di cui 9 € di utile netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico, applicato alla puntata complessiva.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma, ottenendo la quota che il book restituisce. Su un esempio illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, la restituzione è 95,00 % e il margine è 5,00 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza fiscale: conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcune piattaforme chiedono anche limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite più basso ha effetto immediato, mentre per aumentarlo si aspettano sette giorni. Non risulta un tetto statale in euro sulle puntate.

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