Scommesse su siti esteri: la scelta senza concessione e quella con l'ADM

Updated Ottobre 2026
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Ogni bookmaker che oggi accetta scommesse da un lettore italiano appartiene a una delle due strade, e la strada la decidono due cose visibili a chiunque: un numero di concessione rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e un dominio che finisce in .it. Chi offre gioco a distanza con vincite in denaro in Italia ha bisogno di quella concessione, e l’ADM (ex AAMS) ne pubblica l’elenco: è lì che si verifica, senza fidarsi delle pagine promozionali e senza fidarsi delle classifiche.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con numeri di concessione e nomi dei concessionari verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sugli elenchi dei siti inibiti pubblicati dall’Agenzia.

Il quadro normativo che decide cosa sia un sito estero

Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza. La parola chiave del testo è «concessione», e vale la pena ricordare che non si tratta di una licenza aperta a chi la chiede: le concessioni si assegnano con gara pubblica, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Chi vince la gara può gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara stessa. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

Il dato che a molti sfugge è la granularità: la concessione è per sito, non per azienda. Un concessionario può gestire più domini — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, è titolare di Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse di scambio e bingo in qualunque combinazione. Ecco il punto che rende utile diffidare di qualunque elenco copiato: l’elenco ADM dei concessionari non ha una colonna che dice quali giochi quel concessionario offra. Un nome presente nell’elenco non dimostra da solo che quel sito abbia anche un palinsesto di scommesse sportive; a dimostrarlo sono il palinsesto e le app dell’operatore. E, rovescio della medaglia, comparire in una classifica non è una concessione: nessuno dei criteri redazionali di una guida, compresi quelli di questa pagina, aggiunge o toglie un’autorizzazione.

Un ultimo scrupolo di onestà intellettuale: le 52 righe lette il 25 ottobre 2026 non sono l’intero mercato italiano. Altri concessionari esistono. Un marchio che non compare fra i dieci esaminati qui non è per questo privo di concessione, e nessun marchio può vantare un’esclusiva su qualcosa.

Chi è fuori e da cosa lo si riconosce

L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’ADM la combatte su un canale che il lettore vede direttamente: i domini. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici. Quando ADM ordina l’inibizione di un dominio, i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che non ottemperano rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il meccanismo tecnico è meno misterioso di quanto lo si dipinga: il blocco agisce a livello DNS, alcuni fornitori sono più lenti di altri a recepire gli aggiornamenti, e la conseguenza è che i domini «oscurati» spariscono dal percorso normale mentre le copie speculari dello stesso sito ricompaiono nel giro di poche ore. Un’ordinanza del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono a decine o centinaia per volta. Numeri che dicono una cosa semplice: bloccare un indirizzo è relativamente facile, chiuderne la possibilità non lo è, e chi costruisce un’abitudine di gioco su un dominio oscurato si ritrova ogni volta a cercare la porta di servizio.

Da aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso su sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, e l’ultimo elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026. La pagina di avviso comunica che il sito richiesto è privo delle autorizzazioni necessarie a raccogliere giochi in Italia. Dietro la formalità c’è una ratio chiara: ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

La legge 401/1989 e il rischio che tocca chi gioca

Qui il discorso smette di riguardare solo gli operatori. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero — e, come ha dichiarato l’ADM stessa il 28 febbraio 2024, la stessa norma raggiunge il partecipante: chi scommette presso operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena leggerla due volte, questa riga, perché è il tipo di informazione che circola poco nelle discussioni fra scommettitori. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore non sono noti; quello che è noto è la qualificazione giuridica che l’autorità dà al comportamento. Non è un rischio contrattuale, non è una clausola da leggere in fondo ai termini e condizioni: è una previsione di legge penale, e sta al giocatore decidere se il profilo di quota che trova all’estero valga l’esposizione.

Un secondo passaggio riguarda chi mette a disposizione l’accesso: per gli operatori, la norma sul raccogliere scommesse in Italia copre il caso in cui le giocate vengano accettate all’estero, e l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, fonda l’inibizione dei siti di gioco non autorizzati, con l’obbligo per chi fornisce connessioni Internet di consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Poi c’è il fronte pubblicitario: l’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La catena, insomma, non si ferma mai al singolo sito: tocca chi lo pubblicizza, chi lo collega e chi paga.

Cosa porta con sé una concessione ADM, e cosa no

Se la concessione non è un bollino decorativo, conviene dire con precisione cosa contiene, perché è qui che la scelta fra le due strade diventa concreta. Una concessione ADM porta con sé quattro cose.

La prima è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che estende l’autoesclusione a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. La seconda è la vigilanza dell’Agenzia sul palinsesto: l’articolo 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno in quel programma approvato; l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. La terza è la batteria obbligatoria di strumenti di limitazione. La quarta è un foro italiano: una controversia con un operatore con sede giuridica riconosciuta nel sistema italiano si discute in un tribunale italiano.

Il rovescio è speculare e va detto con la stessa franchezza. Un marchio .com privo di concessione non è collegato al RUA, non ha palinsesto approvato da nessuno, non ha obblighi di limiti imposti dall’ordinamento italiano e non offre un foro italiano. Aggiunge invece il rischio di inibizione DNS e, per come l’ADM stessa descrive la fattispecie, l’esposizione penale del partecipante. Una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — non ha alcun valore in Italia, e non è una questione di severità dell’autorità di origine: la concessione italiana è un titolo diverso, rilasciato per un sito specifico e per una gara pubblica.

Normativa, vigilanza e giurisdizione: la scelta che resta al giocatore

L’angolo da cui si guarda il fenomeno decide cosa se ne ricava. Chi cerca «siti non AAMS» cerca quasi sempre un vantaggio: quote migliori, mercati che in Italia non trova, un bonus più generoso. Il vantaggio può esistere. Il prezzo sta nei quattro elementi elencati sopra, e il giocatore è l’unico che può decidere se il prezzo è alto.

C’è un punto di giurisdizione che vale più di qualunque differenza di quota. Se un operatore senza concessione decide di non pagare, di chiudere il conto o di cambiare i termini con effetto immediato, il giocatore non ha un’autorità italiana a cui rivolgersi e non ha un tribunale italiano dove discutere la pretesa: l’ADM non ha alcun titolo per intervenire su un soggetto che non autorizza, e l’elenco dei siti inibiti è al massimo il posto dove verificare che quel dominio sia già stato oscurato. È il tipo di rischio che non si vede finché non si materializza, e che non ha alcun rapporto con l’onestà percepita del sito.

La seconda cosa che una comparazione onesta deve ammettere è che il sistema delle concessioni italiane, per quanto solido, non è privo di zone grigie. Alcuni aspetti che un lettore attento si aspetta di trovare regolati con precisione non lo sono, o non lo sono con la chiarezza che si immagina: il contenuto delle decisioni dell’ADM in materia di scommesse su eventi che coinvolgono minori cita il DM 111/2006 ma non è di pubblico dominio nel dettaglio; l’inclusione degli esports nel palinsesto dipende da come il concessionario costruisce il programma; l’offerta di totalizzatore sportivo online da parte dei singoli marchi non è dato che emerga con chiarezza. Nulla di tutto questo toglie il valore della concessione, ma serve a ricordare che «autorizzato» non significa ogni angolo del prodotto regolato nel minimo dettaglio, e che il giocatore resta il primo controllore di ciò che gli viene proposto.

Il terzo livello è la tassazione, che cambia il rendimento atteso di ogni giocata e che divide nettamente le due strade. Sui siti con concessione ADM l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è pagata dall’operatore, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, con le scommesse ippiche a quota fissa agli stessi tassi e le giocate virtuali al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo è «tassato alla fonte»: la ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore negli anni 2024 e 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi prima di fare qualunque conto conviene consultare un commercialista.

Sui siti esteri il quadro si capovolge. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta applicata all’atto del pagamento e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, quindi il punto va tenuto come interpretazione dell’Agenzia e non come consulenza fiscale. Per il giocatore che tiene davvero al conto netto, questo è il dato che spesso rovescia il vantaggio di quota: un margine di due o tre punti su una quota non compensa un intero importo che diventa base imponibile.

Il Decreto Dignità e la pubblicità che non si vede

La scelta di un sito avviene in un contesto in cui la promozione è vietata quasi del tutto, e questo genera un effetto collaterale che vale la pena illustrare. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Qui la cronaca recente meriterebbe più attenzione di quanta ne riceva: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Due precisazioni utili a chi legge. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: un «bonus di benvenuto» può legittimamente esistere, e non esiste alcun tetto di legge agli importi, ai requisiti di rigioco o alle quote minime, che dipendono dai termini e condizioni di ciascun operatore. E il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, permettendo al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Nel frattempo, a chi cerca siti esteri conviene ricordare che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare misure dell’AGCOM sui media che la ospitano: un dominio che compare in una lista di sponsorizzazioni non sta dimostrando nulla sulla propria regolarità.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo da una parte

Chi gioca da anni sa che gli strumenti di tutela non sono tutti uguali, e la differenza più netta fra la strada italiana e quella offshore è che dall’altra parte questi strumenti semplicemente non ci sono. Vale la pena seguirli nell’ordine in cui il giocatore li incontra davvero, perché ognuno ha un momento preciso in cui produce i suoi effetti.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Tutto comincia dal conto. Un «conto di gioco» richiede l’identificazione piena, e gli operatori offrono due percorsi: la registrazione classica con copia di un documento oppure SPID e CIE, che alcuni mettono accanto alla procedura tradizionale. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il limite di età non è una raccomandazione commerciale: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Poi arrivano i limiti, ed è qui che il sistema italiano mostra il suo lato più concreto. L’articolo 15, comma 1 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota, quindi non ha senso citare una cifra normativa che non esiste: il vincolo che il giocatore sente davvero è quello che ha scelto lui stesso in fase di apertura.

L’autoesclusione è il terzo gradino, e ha una caratteristica che pochi colgono al momento della richiesta. Il RUA estende l’effetto a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta: chi si esclude non si esclude da un sito, si esclude dal sistema autorizzato, e il blocco vale anche per le sale fisiche. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si reiscrive su un dominio offshore non trova alcun ostacolo tecnico — ed è esattamente nei momenti in cui uno strumento del genere serve che la differenza fra le due strade pesa più di ogni altra considerazione sulle quote.

Sul versante dell’informazione, l’articolo 15, comma 2 obbliga ogni concessionario a destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Non è una cifra che il giocatore vede, ma dice che il sistema mette denaro reale dietro al messaggio, e non solo uno slogan in fondo alla home page.

Solidità operativa e soldi che circolano

Un conto di gioco funziona solo se caricarlo e svuotarlo non è un problema, e qui il sistema italiano ha una struttura che vale la pena conoscere prima di aprire qualsiasi cosa. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica, tabaccai e ricevitorie, che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Questi punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una rete pensata per chi vuole separare il conto di gioco dalla carta che usa ogni giorno, e non per chi cerca un canale di incasso.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini e condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione non è definita, e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Il senso della direzione è chiaro anche senza il regolamento: l’accesso ai pagamenti è la leva più efficace contro l’offerta illegale, più di qualunque blocco applicato a valle.

Il calcolo che rende concreto il costo di giocare

Prima di guardare i marchi, conviene fissare una misura del costo che il giocatore paga sempre, anche quando vince. Prendiamo un caso illustrativo, non una quota di mercato: 100 € di giocate settimanali, versati una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90, che è il tipo di prezzo che si incontra più spesso di quanto si creda. La quota non è quella di alcun operatore reale e non è un prezzo quotato: serve solo a mostrare il meccanismo.

Su quel mercato la somma degli inversi delle due quote, 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, dà circa 1,05: il bookmaker incassa cioè circa 1,05 unità per ogni unità che restituisce, e la differenza, poco più del 5 %, è il margine che resta nelle sue casse. La quota di payout corrispondente è di circa 95 centesimi per euro giocato. Riportando il ragionamento su 100 € di giocate, il costo atteso è il prodotto fra il volume giocato e quel margine, e cade in una banda di circa 5 € per ogni 100 € puntati nell’arco di tempo considerato — a condizione che il margine del mercato resti quello e che il volume sia davvero quello ipotizzato. Se il giocatore punta lo stesso totale su un mercato più caro, con margine intorno al 10 %, il costo atteso raddoppia in proporzione.

Il numero non dice nulla su quante volte si vince o si perde: è una stima media su molte giocate, non un esito garantito per una singola settimana. Serve invece a leggere con occhi diversi quella quota di cui si vantano certi siti esteri: una differenza di prezzo che sembra generosa va confrontata con il costo strutturale del mercato su cui si gioca e con il trattamento fiscale delle vincite, che dall’altra parte ricade sul giocatore. Il margine non si vede sulla schedina, ma è la voce più costante di tutto il conto.

I criteri con cui questi marchi sono messi in fila

Una classifica di siti di scommesse serve a poco se non dice su cosa sono misurati i marchi. I criteri qui sono cinque, e il primo vale più degli altri quattro messi insieme: la titolarità di una concessione ADM in corso di validità, letta con numero e nome del concessionario nell’elenco dell’Agenzia. Segue la struttura del conto e dell’identificazione, cioè se il marchio offri SPID, CIE o il caricamento documentale e con quali tempi di validazione. Poi gli strumenti di gioco responsabile che l’operatore dichiara nei propri termini, con attenzione a quelli che hanno effetto immediato rispetto a quelli che richiedono attesa. Ancora, l’ampiezza del palinsesto e l’eventuale presenza di diretta streaming per il live. Infine l’offerta di benvenuto, letta nei suoi requisiti e non nel suo importo di facciata.

Sul primo criterio l’elenco ADM dice una cosa che nessuna pagina promozionale dice: tutti e dieci i marchi esaminati qui sotto sono concessionari, e il numero di concessione è l’unico elemento della lista che un lettore possa verificare da solo in trenta secondi. Sui restanti criteri la copertura è diseguale, e le schede lo dicono: alcuni marchi hanno un’offerta sportiva larga con streaming, altri hanno un’applicazione solida ma nessuna diretta, altri ancora sono nati come casinò e hanno aggiunto il bookmaker. Nessuna di queste differenze è un difetto; sono tutte informazioni utili a chi deve scegliere.

Sui bonus vale una regola che il lettore non trova quasi mai scritta: gli strumenti di limitazione che un operatore dichiara valgono più dell’importo che promette. Un marchio che accetta una riduzione del limite di deposito con effetto immediato sta offrendo una cosa che un marchio con un bonus più alto potrebbe non offrire, e in un mercato dove il costo atteso di gioco è quello calcolato sopra, la differenza si sente eccome.

I dieci concessionari, numero per numero

La tabella che segue mette a confronto i dieci marchi esaminati. Le colonne riportano il numero di concessione con il concessionario titolare e quello che i termini o le schede dei marchi dichiarano sul tema di questa pagina, cioè l’identificazione, i limiti e gli strumenti di gioco responsabile. Dove un elemento non è coperto, la cella porta il segno di assenza: non è una nota di demerito per il marchio, è semplicemente un dato che non compare fra quelli consultati.

Marchio Concessione ADM e concessionario Termini e strumenti dichiarati sul tema della pagina
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) App per le scommesse su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; in registrazione limite di ricarica, spesa e tempo di gioco giornaliero, settimanale e mensile; apertura con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con OTP
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport con bonus da 10 € per chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited App che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Palinsesto sui principali campionati di calcio nazionali ed europei e su Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato: bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto anche con Touch ID e scommesse da mobile; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con streaming gratuito
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22

Una cosa che salta all’occhio leggendo la colonna dei concessionari: il nome del titolare quasi mai coincide con il marchio. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò è Azzurri Limited, bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, Betfair è Betfair Italia S.r.l. Chi apre un conto pensando di avere a che fare con la società che gli suona familiare spesso ha a che fare con un’altra, e il numero di concessione è l’unico modo rapido per capire chi sta dall’altra parte. Non è un dettaglio burocratico: è la controparte del contratto.

La seconda cosa è la disparità nella colonna dei termini. Due marchi dichiarano espressamente una batteria completa di strumenti — AdmiralBet con l’autoesclusione a durate definite e i limiti scelti in registrazione, bet365 con pause, limiti di versamento, avvisi di attività e autoesclusione — e per gli altri otto la copertura su questo punto è più sottile: le schede consultate raccontano soprattutto l’offerta sportiva. Il lettore che mette gli strumenti di tutela al primo posto ha in mano un criterio di scelta chiaro, e lo trova proprio dove la tabella è più fitta.

Come leggere le schede che seguono

Adesso i dieci marchi, uno per uno, nell’ordine in cui compaiono nella tabella. Ogni scheda dice cosa il marchio dichiara e chiude con un giudizio, perché un elenco di caratteristiche non è una scelta, e la scelta è la cosa di cui il lettore ha bisogno. Non è una lista di consigli: è una lettura delle differenze.

Lottomatica: il palinsesto più largo sulla carta, e nessuna indicazione sugli strumenti di tutela

Lottomatica opera con la concessione numero 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’applicazione per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La combinazione di campionati nazionali, coppe europee, motori e diretta streaming è esattamente ciò che un giocatore cerca quando vuole seguire una partita mentre la gioca, e la concessione è intestata a una società con un profilo italiano consolidato. Chi apre il conto trova una piattaforma pensata per il gioco in diretta, e il live è il terreno su cui la differenza di prodotto si sente di più: senza streaming, una scommessa in corso è un numero che si aggiorna; con lo streaming, è qualcosa che si guarda.

Il giudizio è che Lottomatica è il marchio da guardare se il centro dell’esperienza per il lettore è il live con la partita davanti agli occhi, e se la scelta del sito si gioca sulla profondità del palinsesto piuttosto che sulla velocità di apertura del conto. Chi invece decide in base agli strumenti di autolimitazione farebbe bene a leggere con calma le condizioni dell’operatore prima di registrarsi, perché su quel terreno la scheda resta asciutta.

AdmiralBet: la scheda più dettagliata sugli strumenti, quando si apre il conto

AdmiralBet ha la concessione numero 16048, di Admiral Bet S.r.l., ed è il marchio su cui i termini dichiarano di più. L’apertura del conto avviene con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

In registrazione il sistema chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e questa è una scelta di prodotto precisa: il limite si fissa prima di giocare, non dopo, e non è una casella che si spunta distrattamente perché il sistema pretende tre dimensioni insieme — quanto si carica, quanto si spende, quanto tempo si sta collegati. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato si applica dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il doppio binario SPID con importazione automatica dei dati e caricamento documentale rende l’apertura del conto un’operazione breve per chi ha già l’identità digitale.

Il giudizio è che AdmiralBet è il marchio da scegliere quando il criterio è la presenza di strumenti di tutela che funzionino davanti a un giocatore che sa di volerne qualcuno, e quando si vuole che l’attesa per un aumento del limite sia un ostacolo reale e non una formalità. Chi vuole limiti modificabili in tempo reale troverà il meccanismo scomodo; è scomodo apposta.

William Hill: il bonus più piccolo del gruppo, legato al modo in cui si apre il conto

William Hill è titolare della concessione numero 16044 attraverso William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Le due cifre raccontano un meccanismo che vale la pena capire: l’identificazione più solida, quella con identità digitale, vale il doppio del percorso documentale, e il bonus di verifica è condizionato all’invio dei documenti entro 96 ore, cioè entro un termine di quattro giorni. Dieci euro non sono un importo che sposta un bilancio settimanale, e il marchio non lo presenta come tale. Il punto è che un bonus piccolo e pulito, pagato per un’operazione che il giocatore deve comunque fare, è qualitativamente diverso da un importo grande che richiede di rigiocare più volte una somma che il giocatore non ha.

Il giudizio è che William Hill si adatta a chi vuole massimizzare ciò che ottiene da un’operazione obbligatoria, valuta il bonus per quello che è — una cifra modesta, con una scadenza breve — e non intende costruire il proprio piano di gioco intorno a un’offerta di benvenuto. Chi cerca un importo vistoso resterà deluso, e non è detto che sbagli a esserlo.

StarCasinò: un bookmaker dentro un’applicazione nata per il casinò

StarCasinò porta la concessione numero 16026, di Azzurri Limited. L’applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura del prodotto è dichiarata senza giri di parole: il casinò viene prima, il bookmaker è un comparto che convive con slot e tavoli dal vivo nella stessa applicazione. Per un lettore che gioca soprattutto a calcio e segue un campionato nella stagione, questa convivenza può essere comoda o pericolosa, e dipende interamente da come il giocatore gestisce il proprio budget: uno sportello di gioco accanto a un altro rende più facile passare dall’uno all’altro senza pensarci. Non c’è nulla di illegittimo, e la concessione è in regola; c’è un effetto di prossimità che il giocatore dovrebbe mettere in conto prima di aprire il conto.

Il giudizio è che StarCasinò ha senso per chi cerca un’unica applicazione con entrambe le anime e ha un limite di deposito chiaro in testa, mentre chi vuole tenere separate le due attività — e chi sa di essere particolarmente sensibile al richiamo delle slot — trova più ordine altrove.

Planetwin365: la copertura calcistica più ampia, misurata sul numero di campionati

Planetwin365 ha la concessione numero 16007, di Pwo S.p.a. Il marchio copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La cosa notevole è che la scala scende fino alla Serie C e alle coppe nazionali, e che accanto al calcio ci sono più di 20 discipline: sono i due assi su cui si misura la profondità di un palinsesto, la discesa nelle serie minori e l’ampiezza orizzontale. Chi segue il campionato principale trova lo stesso su qualunque concessionario; chi segue una squadra di Serie C o una disciplina fuori dal giro grande trova la differenza solo in pochi posti, e questo è uno di quelli.

Il giudizio è che Planetwin365 è il marchio naturale per chi scommette su ciò che non è il palinsesto di punta — una partita di Serie C, un torneo estero, uno sport minore — e considera la copertura più importante della qualità grafica dell’applicazione. Chi punta solo sulle grandi competizioni non troverà qui niente che non trovi vicino alla vetta di questa lista.

NetWin: un bonus reale con requisiti dichiarati, e un codice da inserire

NetWin opera con la concessione numero 16035, di Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento.

Tre elementi meritano attenzione, e sono tutti nella descrizione dell’offerta. È «bonus reale», cioè denaro e non un gettone di gioco: la differenza conta, perché un bonus reale entra nel saldo con le caratteristiche del denaro, mentre un bonus di gioco spesso non è prelevabile prima di aver rigiocato. Il deposito minimo di 20 € fissa la soglia di ingresso e mette il tetto di 50 € fuori portata per chi versa meno della metà. La condizione del conto verificato significa che il bonus arriva solo dopo il completamento dell’identificazione, quindi l’ordine delle operazioni conta: prima la verifica, poi il versamento, altrimenti si perde la finestra.

Il giudizio è che NetWin è una buona scelta per chi versa un primo deposito vicino ai 50 €, completa la verifica prima di depositare e vuole un bonus in denaro invece di un credito di gioco vincolato. Chi versa 20 € o poco più ottiene un bonus proporzionale e modesto, e in quel caso l’offerta non è il motivo per scegliere questo marchio.

Betfair: la concessione di scambio, con un prodotto che non è per tutti

Betfair ha la concessione numero 16028, di Betfair Italia S.r.l. L’applicazione propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è storicamente associato al betting exchange, cioè alla scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, che il D.Lgs. 41/2024 prevede come gioco separato all’articolo 6, comma 1, lett. e) e definisce all’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano — per esempio un limite minimo di puntata «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi — mentre un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato che emerga con chiarezza. La conseguenza pratica è che il lettore interessato all’exchange deve leggere le condizioni specifiche, perché il modello di costo non è quello di un bookmaker tradizionale e la logica di guadagno è ribaltata: non si batte il margine dell’operatore, si fa da controparte a un altro giocatore pagando una commissione.

Il giudizio è che Betfair ha senso per il giocatore che ha capito la differenza fra puntare contro un bookmaker e fare da banco, e che vuole usare la sezione Supercombo come parte di una strategia già ragionata. Chi cerca il bookmaker classico con il margine più basso possibile sul 1X2 sta guardando lo strumento sbagliato, anche se il marchio lo trova qui.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport, fino a elezioni e reality

Eurobet ha la concessione numero 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

L’ampiezza qui è di genere, non solo di disciplina: quando un palinsesto arriva alle elezioni e ai programmi televisivi, significa che il concessionario ha costruito e ottenuto l’approvazione di un programma di eventi che esce dal perimetro sportivo tradizionale. Per il giocatore che cerca varietà e non vuole limitarsi alla partita della domenica, è una differenza sostanziale. Allo stesso tempo, il palinsesto resta il programma approvato dall’ADM evento per evento, e questo è il motivo per cui la varietà va verificata sul sito momento per momento: un mercato che esisteva il mese scorso può non essere in programma oggi.

Il giudizio è che Eurobet è il marchio giusto per chi considera la scommessa un modo per seguire anche ciò che non è sport, e per chi apprezza un catalogo ampio nel quale curiosare. Chi vuole profondità su un singolo sport, però, troverà più sostanza in un marchio che concentra lì le proprie risorse.

Sisal: il volume più alto dichiarato, e il cash out in primo piano

Sisal è titolare della concessione numero 16020 attraverso Sisal Italia S.p.a. L’applicazione dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’accesso al conto è possibile anche con Touch ID, e fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il cash out merita una riga di spiegazione, perché è lo strumento che cambia il modo di giocare più di qualunque quota. Chiuderla prima della fine significa monetizzare una posizione a un prezzo che l’operatore fissa, e quel prezzo incorpora il margine dell’operatore: non è un’uscita neutrale, è un’uscita pagata. Per un giocatore disciplinato è uno strumento di gestione; per un giocatore impulsivo è un modo di trasformare una scommessa ragionata in cinque decisioni prese a caldo. Il volume dichiarato — oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 live con streaming gratuito su quattro discipline — è il dato più alto del gruppo su questo terreno, e per chi gioca live non è una differenza marginale.

Il giudizio è che Sisal si sceglie per la profondità dell’offerta live e per la presenza di cash out su un palinsesto largo, con l’onere di usare quella funzione con criterio invece che come riflesso. Chi scommette poco e solo pre-match non ha motivo di pagare un prezzo per una quantità di eventi che non userà.

bet365: la copertura internazionale più riconoscibile e gli strumenti dichiarati

bet365 ha la concessione numero 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Sul versante dei limiti, gli strumenti di gioco responsabile dichiarati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La combinazione è quella di un operatore internazionale che ha costruito il prodotto sportivo intorno alle grandi competizioni, con l’ippica accanto agli sport di squadra e la boxe e le freccette a completare un catalogo che punta sulla riconoscibilità più che sull’ampiezza periferica.

Il giudizio è che bet365 è il marchio da guardare quando interessa un’offerta costruita sulle competizioni che tutti seguono e quando la presenza di strumenti di autolimitazione dichiarati e di un contatto nazionale per il gioco problematico pesa nella decisione. Chi gioca su campionati periferici o discipline minori trova altrove una copertura che qui non è il punto di forza.

Panoramica: dove sta il confine della scelta

Torniamo al punto di partenza con qualche elemento in più, perché la domanda vera non è quale sia il bookmaker migliore in assoluto, ma quale delle due strade convenga a un giocatore preciso. Il confine non passa dalla generosità delle quote: passa da quattro cose che una concessione porta con sé e che dall’altra parte non esistono — il RUA, la vigilanza sul palinsesto, gli strumenti di limitazione previsti dall’ordinamento e un foro italiano.

Quel confine ha un lato che vale la pena mettere in cifre, perché è l’unico modo di renderlo operativo. Il costo strutturale di giocare su un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 è poco più del 5 % di margine, cioè circa 5 € per ogni 100 € puntati su un mercato di quel tipo; su un mercato con margine doppio il costo atteso raddoppia. Una differenza di quota che sembra regalare qualcosa va confrontata con quella zavorra costante e con il trattamento fiscale delle vincite dall’altra parte, dove l’intero importo ricevuto diventa base imponibile per l’Agenzia delle Entrate secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010. Il conto, fatto con calma, quasi mai premia chi guarda solo il numero grande sulla home page.

C’è poi il lato che non si misura in percentuali, e riguarda il momento in cui la scelta conta davvero. Un giocatore che ha bisogno di uno stop — che sia un limite di deposito abbassato di colpo, una pausa o un’autoesclusione — trova uno strumento con effetto immediato solo dove esiste un sistema che lo riconosce. Dall’altra parte il conto si riapre in pochi minuti su un dominio equivalente, e non c’è nulla di tecnico che lo impedisca: è la ragione per cui il RUA estende l’effetto a tutte le piattaforme autorizzate, e per cui un marchio fuori da quel sistema non può offrire la stessa cosa nemmeno se lo volesse.

La conseguenza pratica per chi confronta i dieci marchi è che i criteri non pesano allo stesso modo per tutti. Un giocatore che punta sulla profondità del palinsesto live trova le risposte nelle schede di Lottomatica e Sisal; chi vuole gli strumenti di limitazione descritti nel dettaglio le trova in AdmiralBet e bet365; chi cerca varietà di genere trova Eurobet; chi gioca su campionati e sport minori trova Planetwin365. Chi ha un budget piccolo e vuole un bonus in denaro con condizioni chiare guarda NetWin e William Hill, e chi vuole capire l’exchange trova in Betfair una concessione dedicata a un prodotto che funziona con logiche diverse da quelle di un bookmaker. StarCasinò completa il quadro con un’applicazione dove il gioco sportivo convive con il casinò, e per alcuni lettori questa convivenza è una comodità mentre per altri è un rischio da evitare.

Su una cosa è giusto non fare sconti: un marchio che non compare in questo elenco non è per questo privo di concessione, e un marchio che compare non ha alcun titolo di preferenza che il numero di concessione non gli dia. La verifica è alla portata di chiunque, l’elenco è pubblico e il numero sta nei termini e condizioni dell’operatore. Chi sceglie un sito estero senza quella verifica non sta scegliendo un sito con meno regole: sta scegliendo di non averne nessuna a tutela, e su questo la pagina non ha una posizione neutrale da offrire.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione italiana?

Il primo è penale e non contrattuale: l’ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, ai sensi della legge 401/1989. Si aggiungono il blocco DNS, la mancanza di un foro italiano e l’impossibilità di far valere il RUA.

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si legge il numero di concessione e il nome del concessionario nei termini e condizioni dell’operatore e lo si confronta con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM. Va ricordato che quell’elenco non indica quali giochi il titolare offra, quindi la presenza del nome non basta a provare l’esistenza di un palinsesto sportivo.

Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, estende l’autoesclusione all’intero sistema autorizzato nazionale, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e il blocco vale anche per le sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi l’autoesclusione non produce alcun effetto su quei domini.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

Il divieto, in vigore, copre qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM vigila con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €, ma il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano presso un concessionario ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e la possibilità di escludersi per categoria di prodotto. La cifra del limite che l’ADM fissa nella gara non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica è pagata dall’operatore — 20,5 % sulla raccolta in rete fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite — e le vincite del giocatore risultano tassate alla fonte e non dichiarate, secondo quanto riporta la stampa di settore. Per i siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi, dichiarabili per l’intero importo; sull’applicazione concreta conviene consultare un commercialista.

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