Bookmaker italiani a confronto: cosa paghi davvero per giocare
31 Ottobre 2026 — verifica delle concessioni e delle condizioni contrattuali effettuata sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sulle pagine di termini e condizioni dei singoli operatori.

Un bookmaker non è un negozio di scommesse con un’insegna più o meno simpatica. In Italia è un soggetto che ha vinto un appalto pubblico, paga una tassa sull’incasso e riceve in cambio il diritto di accettare giocate per nove anni. Questa è la notizia, e non è una notizia pubblicitaria: quando un operatore scrive «bonus di benvenuto» o «quote maggiorate», quelle parole vivono dentro un contratto di concessione che qualcun altro ha firmato con lo Stato.
Il prezzo che il lettore paga per giocare non sta nel bonus. Sta in due posti che nessuna pagina promozionale mette in evidenza. Il primo è la distanza tra la quota offerta e la quota giusta: su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90, il concessionario restituisce in media circa il 95 % di quanto raccolto e trattiene il resto — il conto esatto lo facciamo più avanti, perché su un mercato a due esiti il numero cambia in modo visibile. Il secondo è il tempo e la disciplina che un’offerta di benvenuto pretende prima di lasciare qualcosa in tasca a chi l’ha presa.
Dieci concessionari finiscono in questa lista. Nessuno è qui perché è il migliore in assoluto: sono qui perché hanno una concessione ADM verificabile, un sito .it proprio e una scheda tecnica che si può leggere. La differenza tra loro non la fa il colore del logo.
Bookmaker calcio: cosa contiene davvero un palinsesto approvato
Chi cerca un bookmaker per il calcio parte da una domanda sbagliata — «quanti campionati ci sono?» — quando quella giusta è «cosa può legalmente finire nel palinsesto?». Il palinsesto, nella legge italiana, non è la lista delle partite che l’operatore decide di mostrare. È il programma degli eventi e delle tipologie di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, evento per evento. Un operatore non può inventarsi un mercato strada facendo: lo mette nel programma, e finché non è approvato quel mercato non esiste per il giocatore.

Questo spiega per quali motivi due operatori con la stessa concessione possono avere palinsesti diversi, e perché le differenze più interessanti si trovano in coda alla lista delle partite, non in testa. La Serie A c’è da tutte le parti. La differenza la fa cosa sta sotto.
Le app dei concessionari raccontano questa parte meglio dei comunicati. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — con Champions League, Europa League e Conference League e più di 20 tipologie di sport, risultati in diretta inclusi. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica tiene insieme Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita.
C’è poi la fascia che non è calcio e non è sport, e che i confronti superficiali saltano. L’app Eurobet Sport porta un palinsesto che scende da calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì esce dallo sport: musica, cinema, televisione, reality show, elezioni politiche. È materiale che esiste, è approvato e si può giocare. Chi cerca solo la Serie A non lo userà mai; chi segue un festival o una tornata elettorale lo trova solo su operatori che hanno quel palinsesto.
Mondiali e calciomercato: dove finisce la vetrina del torneo
Sui grandi tornei il giocatore deve sapere una cosa prima di confrontare le quote. Il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità al gioco con vincite in denaro, anche indiretta, su qualunque mezzo, internet compreso. Il risultato pratico è curioso: la manifestazione si gioca, i mercati si aprono, ma nessun concessionario può costruirci sopra una campagna. Quello che resta è materiale informativo — il palinsesto, i mercati, le quote — e la possibilità per il concessionario di diffondere messaggi di gioco responsabile che portano il suo marchio.
Il calciomercato è il caso limite della stessa regola. È un flusso continuo di notizie, non un evento con un calendario, e la sua presenza nel palinsesto dipende dall’approvazione di singoli eventi. Chi vuole giocare su un mercato di mercato deve verificare che quel mercato esista nel programma dell’operatore, non fidarsi della parola «calciomercato» in una descrizione.
La UEFA Champions League ha un partner globale per le scommesse, bet365, e l’operatore offre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Attenzione a come si legge quest’ultima frase: un accordo di partnership globale è un’informazione commerciale, non una concessione italiana, e non dice nulla sul prezzo delle quote di quel mercato.
Ippica e Virtuali: due mondi separati, anche per la legge
L’ippica, in Italia, è due cose distinte e questo cambia la domanda da fare. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono invece una concessione propria, separata. Se un operatore non ha quella seconda concessione, i giochi di ippica nazionale non li offre online, e non è una dimenticanza: è la struttura della norma.
I Virtuali sono un’altra categoria ancora. La legge definisce le scommesse su eventi simulati come giocate su eventi sportivi, corse di cavalli e altre competizioni generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. L’app SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte, con calcio virtuale a clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Lottomatica copre calcio, trotto e galoppo e levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet ha il suo Campionato, Big Match e Derby simulati, il galoppo, i Levrieri Reali e Palline 2.0.
Il punto che riguarda il portafoglio è semplice: un virtuale è un prodotto con un margine suo, spesso più largo di quello di un mercato di calcio, e con un risultato determinato da un generatore. Chi confronta le quote sul calcio e poi gioca i virtuali sta confrontando due cose diverse e trae la conclusione sbagliata su quale operatore conviene.
Come si accede al conto: SPID, CIE e i trenta giorni che bloccano il prelievo
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare. Non è una formalità: senza identità verificata non si preleva. Gli operatori offrono la registrazione classica con documento e, in alternativa, l’identificazione con SPID e con CIE — BetFlag rimanda esplicitamente a entrambe — oppure con SPID tramite un fornitore, come nel caso di Goldbet. Le pagine degli operatori indicano una scadenza precisa: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
Il costo di questa regola cade su chi apre il conto per curiosità e poi ci mette una settimana a caricare il documento. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo cancella in partenza qualunque scorciatoia.
Nuovi bookmaker: come si distingue un lancio da un’inserzione
Un bookmaker nuovo, in Italia, non può semplicemente apparire. Per operare deve essere tra i vincitori di una gara pubblica, e la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi dice «siamo nuovi» senza dire da quale gara arriva non ha detto niente.
E qui va smontata l’idea più diffusa tra chi cerca novità: che un marchio sconosciuto sia per forza un marchio senza concessione. Non è così, e l’errore si paga in due direzioni opposte. Da una parte molti operatori di lunga storia non compaiono nelle liste che il pubblico consulta; dall’altra un marchio appena lanciato può avere una concessione del tutto regolare. La domanda giusta non è «da quanto esiste», ma «in quale riga dell’elenco ADM sta».
Un marchio nuovo costa, tipicamente, più attenzione. Il suo palinsesto è più giovane, la sua app ha meno recensioni, il suo regolamento è stato riscritto da poco. In compenso un lancio recente ha spesso condizioni di benvenuto costruite per farsi provare, ed è lì che si concentra il lavoro di lettura: non sull’anzianità del marchio, sul testo dell’offerta.
Cosa guardare prima di aprire il conto su un marchio appena arrivato
La sequenza è sempre la stessa e vale la pena seguirla in ordine, perché ogni passo dipende dal precedente.
Primo: il numero di concessione e la società concessionaria, che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Se non li trovi sul sito, fermati lì.
Secondo: il sito in .it. La concessione è legata a un sito, non a un marchio, e un marchio può avere più siti o nessuno dei due accessibile dalla stessa pagina. Un operatore che ti reindirizza su un dominio estero sta cambiando regime giuridico a metà clic.
Terzo: se il palinsesto contiene davvero ciò che ti interessa, verificato dentro l’app e non nella descrizione dello store.
Quarto: la presenza nell’elenco dei siti inibiti. ADM e la Guardia di Finanza tengono due liste pubbliche, una dei siti legali e una dei domini oscurati, e sono consultabili da chiunque. Un marchio che finisce nella seconda non è un marchio nuovo: è un marchio bloccato.
Come funziona un bookmaker: tre atti, e la quota è il terzo
Chi non ha mai giocato immagina il bookmaker come chi «tiene il banco». In realtà il concessionario non scommette contro di te nel senso in cui lo fa un casinò con la roulette: fissa un prezzo, lo pubblica, e guadagna sulla differenza tra quel prezzo e la probabilità reale dell’evento. La parte che il giocatore vede è sempre la stessa, in tre atti.
Apri il conto, che significa identità verificata, limite di deposito scelto e metodi di ricarica registrati. Scegli una giocata, che può essere una singola, una multipla o un sistema. Incassi se il pronostico è corretto, secondo una quota fissata al momento della giocata.
La quota è la parte interessante. È un numero decimale scritto con la virgola, 1,85 o 2,40, e contiene già due informazioni: quanto ti viene restituito se vinci e quanto l’operatore si aspetta di trattenere. Una quota singola storta di due centesimi su un’intera stagione di giocate vale più di qualsiasi bonus di benvenuto, ed è per questo che il confronto tra operatori si fa sulle quote e non sulle promozioni.
L’alternativa alla quota fissa è il totalizzatore, dove il montepremi è formato dalle giocate raccolte e diviso tra i vincitori. La legge lo prevede; se qualche marchio online lo offra davvero è un altro discorso, e non si risolve guardando la home page.
Singola, multipla, sistema: dove il costo cambia forma
Una singola è una giocata, un esito, una quota. Una multipla mette più pronostici nello stesso biglietto e moltiplica le quote tra loro: il prezzo sale, e sale anche la difficoltà, perché ogni esito deve essere corretto. Il sistema è la via di mezzo, fatto di più multiple costruite sulle stesse selezioni, e serve a non perdere tutto quando una sola selezione sbaglia.
Il costo di questa struttura non è il prezzo: è la varianza. Una multipla da quattro selezioni a quota 2,00 l’una paga 16 volte la puntata, un numero che fa girare la testa. La stessa combinazione richiede quattro eventi indipendenti tutti corretti, e il margine dell’operatore si applica quattro volte, una per ogni mercato attraversato. Un giocatore che passa da singole a multiple non sta comprando più valore: sta comprando più rischio allo stesso prezzo per unità di quota. I concessionari aggiungono strumenti pensati esattamente per questo — My Combo di SNAI permette di unire più My Combo su partite o sport diversi nello stesso biglietto con una quota unica, e Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo — e sono strumenti comodi che non cambiano l’aritmetica.
Il cash out è l’ultimo pezzo del meccanismo e il più frainteso. Permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando una somma che l’operatore calcola in quel momento. Quel numero non è mai la quota in corso divisa per il tempo rimasto: incorpora il margine dell’operatore sulla posizione, e in molti casi conviene a chi lo propone. SNAI e Sisal offrono entrambi la funzione, e va letta per quello che è — una via d’uscita che si paga.
Dal punto vendita all’app: i due mondi che si parlano
L’Italia ha una particolarità che pochi mercati hanno: una rete fisica di ricevitorie e agenzie collegata agli stessi conti online. Sisal permette di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. SNAI fa la stessa cosa con il QR Code stampato sul ticket giocato in un punto vendita. Lottomatica ha il Bet Scanner, che dà l’esito dei biglietti giocati allo sportello.
Sono funzioni che spostano la comodità, non il costo. Il valore di una schedina giocata in negozio è lo stesso di una giocata dall’app, e le quote in agenzia possono differire da quelle online anche per lo stesso evento. Chi si muove tra i due canali dovrebbe confrontare le due quote prima di giocare, invece di dare per scontato che siano identiche.
L’accesso all’app è ormai la parte più banale e più curata della catena: Lottomatica entra con username e password, Sisal Matchpoint usa anche il Touch ID, Eurobet consente di consultare il conto e fare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
I dieci bookmaker italiani: valutazione su concessione, palinsesto e condizioni
Questa non è una classifica di bravura e non è una raccomandazione. È un elenco di dieci concessionari con dati verificabili, letto dalla parte di chi paga: cosa offre ciascuno, cosa gli manca e dove sta il costo che non dichiara. La concessione ADM compare per tutti e non è un punto di merito — è il prerequisito.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni o la scheda dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID o CIE accanto alla registrazione classica; welcome bonus sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | 10 € di bonus sport immediato a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale, 5 € di bonus di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions, Europa e Conference League, oltre 20 tipologie di sport |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; in registrazione richiesti limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito; bonus spendibile su tutti gli eventi in palinsesto dopo la prima ricarica |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; strumenti di gioco responsabile con periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi e autoesclusione |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming; depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; bonus di benvenuto scaricando l’app e registrandosi |
Una riga della tabella merita una spiegazione, perché sembra un dettaglio anagrafico e non lo è. Lottomatica e Goldbet portano due concessioni diverse — 16010 e 16009 — ma la stessa concessionaria, Goldbet Better Organization Italy. Un gruppo che controlla due marchi può farli competere sullo stesso mercato con due palinsesti e due politiche promozionali. Per il giocatore la conseguenza è concreta: due conti presso i due marchi non sono due controparti diverse, e chi si autoesclude da uno non deve aspettarsi che l’altro resti disponibile.
La seconda cosa da leggere nella tabella è la colonna di destra, che mescola deliberatamente due generi di informazione. Per alcuni marchi riporta i termini di gioco responsabile, per altri l’estensione del palinsesto, per altri la meccanica dell’offerta di benvenuto. È il massimo che si possa confrontare onestamente tra operatori che pubblicano cose diverse, e serve a mostrare una cosa: la trasparenza italiana si ferma al numero di concessione, che è obbligatorio, e ricomincia solo dove l’operatore decide di spiegarsi.
BetFlag: SPID, CIE e un bonus sul saldo che va speso
BetFlag è il marchio che rende più facile la parte noiosa. La registrazione rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto al modulo classico, e il marchio si è costruito una reputazione proprio sull’accesso rapido al conto. Per chi arriva da un’esperienza con un operatore estero, dove il documento si carica la sera e si aspetta, è una differenza che si sente subito.
Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Due parole su cosa significa «accreditato su saldo». Il bonus entra nel saldo e si spende come denaro, il che è comodo, ma un tetto di 5.000 € su una percentuale del 100 % dice anche un’altra cosa: il valore reale dell’offerta dipende da quanto depositi, e chi deposita 50 € prende 50 € di bonus. Il massimo è una vetrina per una minoranza di giocatori.
Sul gioco responsabile, BetFlag non è tra gli operatori di cui si conoscono i termini specifici di autoesclusione. Non è un difetto del marchio: è un punto che chi apre il conto verifica direttamente nelle condizioni, insieme alla voce che riguarda i tempi di accredito.
William Hill: il bonus che dipende da come ti registri
Qui c’è una delle poche offerte di benvenuto che si può valutare senza leggere un regolamento lungo: chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €, mentre chi sceglie la registrazione manuale deve inviare i documenti entro 96 ore per ottenere un bonus di verifica da 5 €. La differenza tra le due strade è il doppio del valore, e l’offerta la decide l’utente con una scelta fatta in apertura.
Il pregio di questo schema è che il requisito è visibile: un tetto di tempo di 96 ore, un importo fisso, e nessuna percentuale sul deposito che gonfia un numero in vetrina. Il difetto è che 10 € sono 10 € e non diventano di più. Chi apre il conto per un’offerta importante guardi altrove; chi vuole una porta d’ingresso senza nodi contrattuali trova probabilmente qui la formula più leggibile dell’elenco.
Sul resto, William Hill è un marchio internazionale con concessione italiana e non ha, in questa sede, dati specifici su palinsesto e strumenti di gioco responsabile. Il marchio va valutato sulla chiarezza dell’offerta di apertura.
Planetwin365: il palinsesto come argomento principale
Planetwin365 vende il catalogo, e il catalogo è vasto: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Per un giocatore che cerca profondità sulle serie minori italiane e sulle coppe, questa è la caratteristica che conta più di ogni bonus.
La Serie C nella lista è un dettaglio che dice molto. Le competizioni minori sono quelle dove il palinsesto si assottiglia, e includerle significa che l’operatore ha costruito il programma su un pubblico italiano e non su un catalogo internazionale tradotto. Il rovescio è che la profondità si paga in liquidità: su certi mercati secondari le quote si muovono meno e il margine implicito può essere più largo.
Sull’offerta di benvenuto e sugli strumenti di gioco responsabile, Planetwin365 non porta in questa sede dati specifici. Chi si registra per il calcio legga almeno i requisiti del bonus prima di depositare.
Betfair: il marchio con alle spalle una storia da exchange
Betfair è, in Italia, il primo operatore ad avere portato il betting exchange e porta la concessione 16028. Oggi il suo app store mostra un’app sportiva con Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parte interessante non è la lista dei mercati: è che dietro il marchio c’è un prodotto nato come exchange, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti.
Non tutto quel mondo è disponibile nel contesto italiano. La documentazione Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; e una pagina di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Sono condizioni che vale la pena verificare direttamente, perché il modello exchange ha un costo diverso da quello della quota fissa: si paga una commissione sulle vincite nette del mercato, e un ordine non abbinato non costa nulla.
Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Per chi ha giocato su un exchange all’estero, Betfair resta il nome da controllare per primo.
StarCasinò: un casinò con un reparto scommesse
StarCasinò è un concessionario a pieno titolo — concessione 16026, Azzurri Limited — con un sito .it e un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata. È però un marchio costruito intorno a slot e Live Casinò, con il reparto scommesse in secondo piano.
Per il giocatore di sport questa è la distinzione che conta. Il casino e le scommesse sono due permessi separati con regole separate, e un limite di deposito pensato per il casinò non è un limite pensato per il betting. Un marchio casino-first tende a costruire la sua app intorno al prodotto che gli rende di più, e le scommesse sportive ci stanno dentro come reparto, non come motore.
Chi gioca già sul casinò e vuole tenere tutto in un conto troverà comodo il marchio. Chi gioca quasi solo calcio farà meglio e guardare operatori il cui prodotto principale è la scommessa.
AdmiralBet: i limiti chiesti prima ancora di giocare
AdmiralBet è il marchio di questa lista che spiega meglio quanto il gioco responsabile sia una procedura, non uno slogan. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
I sette giorni di attesa per alzare un limite sono la parte da capire, e sono un meccanismo deliberato. Il giocatore che vuole giocare di più deve aspettare una settimana, e in quella settimana la decisione presa d’impulso ha il tempo di sembrare quello che è. Non è una limitazione del prodotto: è una frizione messa a protezione di chi la incontra.
Sull’autoesclusione le condizioni del marchio prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È un cambio di scala notevole: la finestra minima scende a una settimana e quella massima sale a nove mesi, e la revoca dell’esclusione a tempo indeterminato diventa possibile dopo nove mesi invece di restare definitiva.
Per chi ha un budget piccolo, questo è probabilmente il marchio dell’elenco più utile da aprire per primo, perché la struttura dei limiti è dichiarata prima del deposito e non dopo.
Sisal: volume enorme, e un’offerta che chiede la prima ricarica
Sisal gioca su una scala diversa da tutte le altre. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Il catalogo delle giocate è altrettanto fitto: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal e No Goal, Multigoal, e giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento. A questo si aggiunge il Virtual, con oltre 3.000 eventi al giorno dalle sette del mattino alle tre di notte, e accanto alle scommesse l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
L’offerta di benvenuto va letta con attenzione, perché ha una condizione di accesso precisa: per riceverla bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Chi cerca un bonus senza deposito non lo trova qui.
Il valore più solido di Sisal è un altro e non è promozionale: la rete dei punti vendita. Si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente, con un’assistenza dichiarata sette giorni su sette. Per chi vive il betting anche fuori casa, è un vantaggio reale; per chi gioca solo da mobile, è un capitolo che non serve.
bet365: il partner della Champions e i suoi strumenti di protezione
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.
Gli strumenti di gioco responsabile del marchio comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il pacchetto più completo tra quelli che questa lista riesce a documentare, e la presenza del numero verde nazionale è un dettaglio che dice da dove il marchio guarda i suoi clienti italiani.
Sull’offerta di benvenuto, bet365 non porta qui dati specifici. Chi apre il conto per il prodotto — la copertura ippica accanto a quella calcistica è una combinazione non banale — troverà nel marchio la ragione principale per restare.
Lottomatica: pagamenti comodi e una funzione per i biglietti del negozio
Lottomatica è il marchio della lista che rende più semplice il ciclo del denaro. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.
PostePay e PayPal nella stessa lista non è una coincidenza da poco. Sono i due strumenti con cui una larga parte del pubblico italiano gestisce il denaro online, e averli entrambi significa che il ciclo deposito-prelievo non richiede una carta bancaria. Per chi non vuole esporre il conto corrente a un sito di scommesse, è la caratteristica che decide la scelta.
C’è poi una funzione che riguarda chi gioca anche in ricevitoria: il Bet Scanner dell’app permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. La sezione Virtuali copre calcio, trotto e galoppo e levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio, e il marchio prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco — con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce — e promozioni settimanali.
La concessione 16010 è la più bassa delle due in quota GBO Italy, e va ricordato che la stessa società controlla Goldbet. Due conti in due marchi dello stesso gruppo non sono due conti in due aziende diverse.
Goldbet: il gemello con il catalogo più spiegato
Goldbet porta la concessione 16009, la stessa concessionaria di Lottomatica, ma un prodotto descritto in modo diverso: l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
È il marchio della lista che elenca nel modo più chiaro le forme di giocata disponibili. Singole, multiple e sistemi sono la struttura di base di qualunque schedina, e trovarle dichiarate insieme alle schedine Live e Pre-match aiuta chi muove i primi passi a capire cosa sta comprando.
Il bonus è legato all’installazione dell’app e alla registrazione, il che è una condizione di accesso, non un valore: non dice quanto vale l’offerta. Sul gioco responsabile e sui metodi di pagamento Goldbet non porta qui dati specifici, e lo stesso discorso fatto per Lottomatica vale anche per questo marchio — l’identificazione è offerta anche con CIE tramite un fornitore SPID, e il conto va comunque validato nei tempi previsti.
Bookmaker senza concessione ADM: cosa rischia chi gioca fuori dall’elenco
Qui la questione smette di essere una preferenza e diventa una regola con conseguenze. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema di controllo non si ferma alla buona volontà dell’operatore. ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene due liste pubbliche: quella dei siti legali, legata ai concessionari, e quella dei siti in cui l’accesso è inibito, pubblicata sui siti di ADM e della Guardia di Finanza.
Il blocco funziona a livello di DNS e qualche fornitore di accesso è più lento di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: il sito non sparisce dalla rete, sparisce dalla rete italiana.
Le sanzioni colpiscono anche chi fornisce i mezzi. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono soggetti a sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e una norma prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione — la cui entrata in vigore è però non confermata.
La posizione del giocatore, secondo ADM
Sul lato del giocatore la norma è più aspra di quanto il mercato racconti, e va letta nella formulazione che ADM stessa ha pubblicato il 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.
Il punto da non equivocare è la differenza tra ciò che ADM può fare e ciò che il giocatore rischia. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto lì; non ha la vigilanza di ADM; non ha gli strumenti di limite obbligatori. Su un dominio estero il rapporto è tra l’utente e un’azienda che risponde a un’altra giurisdizione, e quando qualcosa va storto non esiste un’autorità italiana a cui rivolgersi.
Perché una concessione non basta come garanzia commerciale
Una concessione ADM è un prerequisito legale, non un giudizio sul prodotto, e vale la pena dirlo chiaramente perché il mercato lo confonde di continuo. Il concessionario ottiene per nove anni, senza rinnovo, il diritto di esercitare uno o più dei giochi elencati dalla norma — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi e corse di cavalli, totalizzatori, ippica nazionale, giochi di abilità e a quota fissa, exchange, bingo — e può esercitarne diversi in qualsiasi combinazione.
Nell’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it; una società può averne più di una, come Eurobet Italia S.r.l. che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La lista non ha una colonna per i giochi, e questo è il punto pratico: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto.
Il secondo punto è che una concessione non è un’esclusiva. Un operatore che scrive di essere autorizzato non ha detto niente che lo distingua dagli altri cinquantuno. Il privilegio è della categoria, non del marchio.
Normativa e vigilanza: le regole che il giocatore deve conoscere
Il quadro è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Le licenze si chiamano «concessioni», non licenze aperte, e si assegnano con gara pubblica. Non è un dettaglio burocratico: significa che il numero di operatori attivi in Italia è deciso dallo Stato, e che un marchio non può entrare sul mercato italiano semplicemente chiedendolo.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS». La differenza tra i due nomi è solo cronologica; gli obblighi no.
Durata, requisiti e stabilità delle condizioni
La norma fissa alcuni vincoli che riguardano direttamente il giocatore nel tempo. Chi vince la gara può gestire i giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti per partecipare includono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata del rapporto.
Quest’ultimo punto è il più rassicurante e il meno pubblicizzato. Significa che l’operatore che apre il conto oggi non può cambiare unilateralmente il regime applicato per il resto della concessione, e che le regole del gioco non seguono il ciclo delle legislature. Per chi programma di giocare per anni, non è un dettaglio da manuale.
La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime avviato il 13 novembre 2025. Il costo dell’appalto è la ragione per cui i concessionari non sono centinaia.
Il palinsesto, gli eventi simulati e i limiti del controllo
Un’ultima parte della normativa serve a capire perché alcuni mercati esistono e altri no. Il palinsesto è il programma degli eventi preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può giocare solo su eventi che vi sono compresi. ADM aggiunge eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riferisce la stampa di settore.
Da qui discendono due cose pratiche. La prima è che l’ampiezza del palinsesto non è solo una scelta commerciale: dipende dall’approvazione di singoli eventi. La seconda è che certe tipologie — per esempio i mercati esport, o i totalizzatori sportivi online — rientrano in zone grigie: il quadro normativo le ammette in teoria, ma il fatto che qualche marchio le offra davvero è una informazione che sta nel sito dell’operatore, non nella legge.
Il gioco d’azzardo con i minori è oggetto di una decisione dirigenziale ADM che richiama il DM 111/2006, ma il contenuto di quella decisione non è noto, e il principio di tutela dei minori è comunque fissato dalla legge insieme al divieto di accesso per chi non ha compiuto 18 anni.
Protezione del giocatore: limiti di deposito, autoesclusione e il RUA
Il giocatore italiano ha tre strumenti di protezione che non dipendono dalla buona volontà dell’operatore, e vale la pena conoscerli prima di aprire un conto perché il momento in cui servono è quello in cui è più difficile cercarli.
La norma prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Non sono raccomandazioni: sono obblighi della concessione.
Il limite di deposito scelto alla registrazione
Il limite di deposito è il primo strumento che il giocatore incontra, e lo incontra nel modo giusto: lo sceglie lui. Alla registrazione si decide un limite settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento ha effetto immediato e un aumento richiede sette giorni di attesa.
Quella asimmetria tra abbassare e alzare è la parte intelligente del meccanismo, ed è anche quella che il giocatore sente come un fastidio nel momento sbagliato. ADM stabilisce nella gara anche un limite di deposito proprio, ma la cifra non è nota, e la tutela più concreta resta quella scelta dal giocatore stesso.
Autoesclusione: come funziona il RUA
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. È un registro nazionale, non un’impostazione di un singolo sito: iscriversi al RUA significa non poter giocare su nessun concessionario italiano.
Il punto da capire sta nel perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non è protetto da nulla. È la ragione più concreta per cui «non AAMS» non è una variante del gioco legale: è un’altra cosa.
La norma richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. La differenza tra i marchi sta nella durata proposta: le condizioni di AdmiralBet prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure l’esclusione a tempo indeterminato, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Ci sono anche doveri che non si vedono. Ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa che serve a compensare il divieto pubblicitario.
Dove chiedere aiuto, senza giri di parole
Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento per i residenti in Italia, ed è indicato dall’app di bet365 insieme al resto dei suoi strumenti. Un operatore che mette quel numero davanti al cliente invece di nasconderlo in fondo alle condizioni sta facendo la cosa giusta, e va detto.
Gli strumenti di gioco responsabile di AdmiralBet — i limiti di ricarica, spesa e tempo chiesti in registrazione — e quelli di bet365 — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione — sono i due pacchetti meglio documentati di questa lista. Il resto del mercato si muove dentro gli stessi obblighi di legge, senza aggiungere molto.
Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: quanto costa davvero
Arriviamo alla parte che il giocatore legge per prima e che gli operatori raccontano per ultima. Il bonus di benvenuto è il termine con cui i concessionari chiamano la loro offerta di apertura, e la prima cosa da sapere è negativa: il divieto pubblicitario non vieta l’esistenza del bonus, vieta di pubblicizzarlo. Nella pratica significa che le condizioni non arrivano a casa del giocatore sotto forma di campagna, ma stanno scritte da qualche parte — di solito nelle pagine di promozioni o nei termini — e tocca al giocatore andarle a leggere.
La seconda cosa da sapere è che non esistono, in questa sede, un tetto statale al valore del bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, requisiti e quote minime vengono dalle condizioni dei singoli operatori. Il che sposta tutto il rischio sul giocatore, che deve confrontare contratti diversi senza uno standard comune.
Le due forme: credito sul saldo e bonus senza deposito
Le offerte del mercato italiano si dividono in due grandi famiglie. La prima accredita il bonus sul saldo, che diventa denaro spendibile: BetFlag lo fa con un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La seconda nasce senza deposito o con un gesto minimo, come il Bonus Sport da 10 € che William Hill accredita subito a chi si registra con SPID, o i 5 € di bonus di verifica per chi sceglie la registrazione manuale e invia i documenti entro 96 ore.
La differenza tra le due, letta dal portafoglio, non è il valore nominale. È il fatto che un bonus senza deposito è denaro a rischio zero per il giocatore, mentre un bonus percentuale sul deposito mette in gioco capitale proprio per attivarlo. Un’offerta da 10 € senza deposito vale più, per un principiante, di un 100 % su un deposito che non avrebbe fatto.
Un requisito di prima ricarica non è un bonus senza deposito
Sisal chiarisce bene come stanno le cose quando si parla di bonus senza deposito: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. È un’offerta reale e ampia, ma non è una promozione senza deposito — è un’offerta condizionata a una prima ricarica, che è una cosa diversa.
Lottomatica aggiunge bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco e promozioni settimanali; Goldbet lega il bonus di benvenuto al download dell’app e alla registrazione. Nessuno dei tre pubblica, in questa sede, un requisito di puntata numerico, e nessuno dei tre offre un bonus che si possa incassare senza mettere qualcosa nel conto.
Il costo del gioco richiesto: perché il turnover non si vede
La voce di costo più grande di un bonus non è il deposito, è il volume di giocate che l’operatore chiede per trasformare il credito promozionale in denaro prelevabile. Il meccanismo ha tre parametri e il giocatore ne vede sempre il primo: il fattore di rigioco, cioè quante volte il bonus va giocato; la puntata minima, cioè la quota sotto la quale una giocata non conta ai fini del requisito; e la scadenza, cioè il tempo oltre il quale il credito svanisce.
Su nessuno dei tre gli operatori di questa lista pubblicano, in questa sede, un numero. Non è una lacuna della pagina: è una caratteristica del mercato italiano, dove le condizioni di rigioco vivono nelle pagine promozionali che il divieto pubblicitario non obbliga a uniformare. Il giocatore che vuole sapere quanto gli costa un bonus deve leggere la promozione prima di depositare, e in particolare la quota minima: è il parametro che silenziosamente invalida le giocate fatte a quota troppo bassa.
Il modo per dare un numero al costo, anche senza un fattore di rigioco pubblicato, esiste ed è aritmetico. Se un’offerta chiedesse di giocare una somma dieci volte e una puntata tipica fosse di 10 €, servirebbero cento giocate per completare il requisito. Moltiplicando quelle cento giocate per il margine di un mercato si ottiene un costo atteso: un primo indicatore di quanto l’offerta si mangia di sé stessa, non una previsione su cosa succederà a una singola schedina.
Quanto trattiene un bookmaker: il margine su un mercato a due esiti
Questo è il conto che nessuna promozione mostra e che determina se un bonus è un regalo o un’esca. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti proposto a quota 1,90 e 1,90. Non è il prezzo di un evento reale: è un esempio costruito per mostrare la meccanica.
Su un mercato a due esiti la quota di ritorno si ottiene sommando gli inversi delle due quote e facendo uno diviso quella somma. Con 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è 1,0526 circa, quindi la quota di ritorno è attorno al 95 %. Il margine del bookmaker è il resto, poco più del 5 %. Su un mercato a tre esiti — il classico 1X2 — la stessa somma si fa su tre quote invece che su due, e con tre quote simili il margine si distribuisce diversamente: è la ragione per cui il 1X2 di un operatore e il suo mercato a due esiti non hanno lo stesso margine, e per cui non si confronta un numero con l’altro.
Questo numero è una stima statistica, non un destino per la singola giocata. È la media su moltissime giocate allo stesso prezzo e nelle stesse condizioni, e su una puntata singola vince o perde chi gioca. La quota di ritorno è quella che si sente in tasca nel lungo periodo, ed è lì che un operatore con margini larghi restituisce meno di un operatore con margini più stretti, indipendentemente da qualunque bonus di apertura.
Il conto precedente si aggancia qui. Se un requisito di rigioco costringe a cento giocate da 10 € su un mercato con margine attorno al 5 %, il costo atteso della tornata è nell’ordine di 50 € — cinque per cento di 1.000 € di volume. Su un’offerta il cui credito vale meno di quella cifra, il rigioco si mangia l’offerta per intero. È la ragione per cui il valore di un bonus si legge sempre insieme al margine del mercato su cui va giocato.
Bookmaker con quote più alte: dove si confrontano, e cosa guardare
Un comparatore di quote ha senso solo se confronta lo stesso mercato, lo stesso evento e lo stesso istante. Le differenze tra operatori su un singolo mercato sono quelle che l’occhio coglie; le differenze che contano davvero sono quelle ricorrenti, misurate su centinaia di mercati e non su un big match scelto a caso.
Su questo terreno l’Italia ha una complicazione che gli altri mercati non hanno. Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità, in vigore dal 2018 con l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, al gioco con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso, con le manifestazioni sportive e culturali dentro l’elenco. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il divieto che nessuno chiama con il suo nome
Il divieto non impedisce a un concessionario di comunicare il proprio palinsesto, le proprie quote e le proprie condizioni contrattuali, e non impedisce ai messaggi sociali o di gioco responsabile di portare il marchio. Vieta la promozione del gioco per come un lettore la riconoscerebbe: uno striscione allo stadio, un influencer che racconta la sua puntata, un banner.
Lo stato dell’applicazione è più movimentato di quanto sembri. La stampa di settore riferisce che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Va aggiunto, per completezza, che un emendamento proposto — non approvato — al bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: la sorte di quella proposta non è stata trovata, e al momento della verifica il divieto è in vigore.
Come si legge un confronto tra quote senza farsi ingannare
La regola operativa è semplice e viene prima di ogni altra: confrontare sempre lo stesso mercato e lo stesso esito. Una quota su «esito finale» e una quota su «under/over» non sono confrontabili, e un confronto tra il 1X2 di un operatore e il mercato a due esiti di un altro è un confronto tra due giochi diversi, con margini diversi.
La seconda regola è diffidare dei nomi. Le sezioni «Supercombo» di Betfair e «Supercoppia» o «Supercombo» di Sisal sono prodotti diversi con nomi simili, costruiti su combinazioni di mercati che l’operatore sceglie. Una quota maggiorata su una combo non è una quota migliore sul mercato base, e va confrontata solo con un’altra combo costruita sugli stessi eventi.
La terza regola riguarda il tempo. Le quote si muovono, e una differenza di due centesimi rilevata la mattina può sparire entro la sera. Chi confronta per decidere deve confrontare quando gioca, non quando legge.
Scheda tecnica per la decisione
Raccogliendo i fili in un ordine che serva a decidere.
La prima domanda è sul controllo, non sul prezzo: il marchio è nell’elenco ADM con un numero di concessione dichiarato nelle condizioni, e il sito è in .it. Solo dopo ha senso parlare di offerte. Il numero di concessione dei dieci marchi di questa lista va dal 16007 di Planetwin365 al 16048 di AdmiralBet, e due marchi — Lottomatica e Goldbet — fanno capo alla stessa concessionaria.
La seconda domanda è sul costo ricorrente: quanto è largo il margine dell’operatore sui mercati che giochi davvero. Il conto sul mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 dà un ritorno attorno al 95 % e un margine poco sopra il 5 %, ed è quello il numero che determina il risultato di lungo periodo, non il bonus.
La terza domanda è sull’offerta di apertura, e va letta come si legge un contratto: che forma ha il credito, se è sul saldo o senza deposito, quale prima ricarica richiede, e quali requisiti di puntata porta con sé. Il bonus da 10 € di William Hill senza deposito, il 100 % su saldo di BetFlag fino a 5.000 €, il bonus di Sisal condizionato alla prima ricarica: sono tre cose diverse, e chi le mette in fila per valore nominale ha già sbagliato l’ordine.
L’ultima domanda è sulla propria disciplina, ed è quella che gli operatori non fanno mai: quanto si è disposti a perdere in un mese, e con quale strumento lo si mette per iscritto. Il limite di deposito scelto in registrazione e il RUA sono gli unici strumenti che il giocatore controlla davvero, e su un dominio senza concessione non esistono.
Domande frequenti sui bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove a ogni riga corrisponde un codice di concessione e un sito .it. In parallelo l’operatore dichiara il numero e la società concessionaria nelle proprie condizioni contrattuali. Un posto in una lista di confronto non è una concessione.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Con una singola, il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro in un prezzo unico. La quota è fissata al momento della giocata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: si ottiene la quota di ritorno, e il margine è il resto. Su un mercato illustrativo a 1,90 e 1,90 il ritorno è attorno al 95 %, con un margine poco sopra il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. Un abbassamento ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. ADM stabilisce nella gara un limite di deposito proprio, ma la cifra non è nota.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, che descrive vincite tassate alla fonte. La conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria non risulta, quindi conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e non ha la vigilanza di ADM né gli strumenti di limite obbligatori. ADM ha pubblicato che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Inoltre i domini vengono oscurati a livello DNS.
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