Cartellini scommesse 2026 — guida ai mercati sui cartellini e confronto dei concessionari ADM

Updated Ottobre 2026
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Un cartellino giallo non è un cartellino giallo. Dipende dal regolamento del concessionario che quotta la partita, e il regolamento è la parte del mercato che quasi nessuno legge prima di giocare. Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un giallo vale 1 punto e un rosso ne vale 2, con un massimo di 3 punti per giocatore — e già questa singola riga spiega perché due schedine identiche su due siti diversi possono pagare in modo diverso.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

*Dati verificati al 31 Ottobre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), letto alla stessa data, e contro i regolamenti e le condizioni pubblicati dai singoli operatori.*

Che cosa sono i cartellini scommesse: il meccanismo prima del mercato

Il calcio, per chi scommette, è una fila di mercati sovrapposti. C’è il risultato finale, che tutti conoscono. Ci sono i marcatori, il numero di goal, i tiri in porta, i rigori. E poi ci sono i cartellini, che stanno in quella fascia di mercati dove la partita viene letta come una somma di eventi minuti anziché come un punteggio.

Il principio è semplice quanto la sua applicazione è insidiosa. L’arbitro estrae un cartellino: la schedina registra un punto, o due, o tre, secondo una tabella che il concessionario scrive nel proprio regolamento sport. La scommessa non riguarda chi vince, ma quanti punti finiscono sul tabellino disciplinare.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

La scala di William Hill è quella su cui vale la pena fermarsi, perché mostra il meccanismo meglio di qualunque definizione. Un giallo vale 1 punto. Un rosso vale 2 punti. Un giocatore non può accumulare più di 3 punti in una partita, il che significa che l’espulsione diretta vale meno di quello che il senso comune suggerisce: due punti, non tre. Il tetto per giocatore è lì per impedire che una sola espulsione gonfi il totale in modo sproporzionato.

Poi arriva la parte che distingue i mercati tra loro, e che è la ragione per cui una schedina si perde mentre un’altra, apparentemente simile, si vince. Per i punti cartellino un doppio giallo con rosso vale 3 punti, mentre un rosso diretto ne vale 2. Sembra una differenza da nulla, e invece ribalta la lettura della partita: il difensore che prende due gialli in novanta minuti costa al mercato più del centrocampista espulso con un fallo da ultimo uomo.

E c’è una terza variante, la più trascurata. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Il rosso sparisce, il doppio giallo resta e pesa il doppio. Chi gioca «solo gialli» credendo di aver comprato il mercato più prudente dei tre spesso ha comprato quello più sensibile alle ammonizioni multiple.

Un mercato che riguarda solo chi è in campo

Fuori dal rettangolo di gioco non succede niente, per questi mercati. Nelle scommesse sui cartellini gialli e rossi di William Hill le giocate riguardano soltanto i giocatori in campo: restano escluse le espulsioni di giocatori in panchina, degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita.

Vale la pena fermarsi su questo punto, perché è esattamente il tipo di dettaglio che decide il risultato di una schedina nella testa di chi guarda la partita e non nei dati ufficiali. L’allenatore allontanato dalla panchina al novantesimo è un cartellino rosso a tutti gli effetti per il tifoso. Non lo è per il mercato.

C’è poi la domanda che nessun regolamento affronta e che riguarda chi arbitra i dati. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match. La gerarchia conta: il referto ufficiale batte la statistica commerciale, e la statistica commerciale batte l’occhio umano. Nessuna di queste tre fonti coincide sempre con la moviola.

Quello che invece nessuna fonte fornisce è il numero delle ammonizioni che l’arbitro ha deciso di non dare. Il mercato si gioca su ciò che è stato scritto, non su ciò che è accaduto.

Quando i cartellini entrano in una combinazione

La logica dei punti cartellino esce dal proprio mercato e finisce dentro costruzioni più ampie. Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Tre previsioni, una quota, una sola partita.

Qui l’effetto del regolamento si moltiplica. Se la leg selezione «giocatore ammonito» segue la scala dei punti descritta sopra, ogni sfumatura di quella tabella entra dentro il prezzo finale dell’intera combinazione. Una leg che l’utente crede binaria — sì o no, ammonito o no — porta con sé un tetto di punti e una definizione di cosa conta come rosso.

Il margine del bookmaker, su questo tipo di costruzione, è la variabile che sfugge più facilmente. È il momento di dire come si vede.

Il margine dentro la quota: quanto trattiene il bookmaker, in cifre

Una quota non è un pronostico. È un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo vende.

Prendiamo un mercato a due esiti, quello più semplice che esista, con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è un prezzo quotato da nessuno: è l’esempio su cui si fa il conto, perché su un mercato a due vie la matematica si mostra senza attriti.

La quota dice al bookmaker quanto deve pagare su un’unità puntata. La somma delle probabilità implicite dei due esiti è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, che dà circa 1,053. Il bookmaker, in altre parole, ha venduto due esiti che insieme valgono il 105,3 % del possibile. Quello che eccede il 100 % è il suo margine.

Su un prezzo di 1,90 contro 1,90 la quota di restituzione del mercato sta intorno al 95 %, con un margine attorno al 5 %. Il conto è questo e non cambia: chi punta 1 € a 1,90 su un esito e vince ne incassa 1,90, ma su tutti i giocatori di quel mercato, nel lungo periodo, il banco restituisce circa 95 centesimi per ogni euro raccolto.

La banda è la parte interessante, e va scritta con la sua condizione. Su un mercato a due esiti il margine del 5 % è il caso di un prezzo simmetrico e ragionevolmente corto. Quando le due quote si allargano — 1,50 contro 2,50, per dire — la stessa formula restituisce un margine più alto, perché ogni quota ha il proprio ricarico. Quando i due lati si stringono verso 1,98 contro 1,98, il margine scende sotto il 5 %. Il prezzo basso è la condizione che rende il margine contenuto: su un mercato con due esiti molto probabili il bookmaker trattiene la quota minore, e su un mercato dove uno dei due esiti è improbabile trattiene la maggiore.

Perché è la cifra che conta su questa pagina e non su un’altra? Perché il cartellino è un mercato secondario. I mercati secondari hanno, quasi sempre, margini più larghi del risultato finale. Il bookmaker sa che il volume arriva dal 1X2 e che il cartellino è un mercato di nicchia, dove il palinsesto costa e il volume è sottile. Un bonus che promette il 100 % del deposito va sempre letto contro questa realtà, perché quei 5 punti percentuali, o più, sono il pavimento su cui si muove ogni singola giocata.

Un esempio di mercato a due esiti non dice nulla sul margine di un mercato a tre esiti come il 1X2, che ha una quota in più da ricaricare, né sul margine dei mercati cartellino dei singoli concessionari, che non è quotato in questa sede. La formula è la stessa; il numero no.

Normativa italiana: concessione ADM, palinsesto approvato e cosa tutto questo comporta

L’Italia ha scelto una strada precisa, e conviene capirla prima di guardare i nomi dei siti.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Chi offre scommesse ai giocatori italiani deve avere una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS, il nome che l’Agenzia portava fino alla propria riorganizzazione. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Le concessioni non si comprano al banco. Sono affidate con gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: alle lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.

Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (articolo 4, comma 3 e articolo 5, comma 3). Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (articolo 6, comma 5).

La concessione è per sito, non per azienda

Qui sta l’equivoco che questa pagina deve sciogliere per prima cosa. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto alla data di verifica, ha 52 righe con i codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it.

Una stessa società può comparire più volte. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy. Betsson e StarCasinò fanno entrambi capo ad Azzurri Limited. Lo stesso gruppo, tre siti diversi, tre righe diverse.

Il corollario è che un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore, o la sua app.

E c’è l’altro corollario, quello che riguarda questa pagina in modo diretto: comparire in un confronto non è una concessione. Nessun marchio acquisisce uno status per il fatto di essere descritto altrove.

Gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nelle condizioni d’uso. Il primo controllo che un lettore può fare su un sito sconosciuto è esattamente questo: aprire le condizioni, cercare il numero, verificarlo sulle 52 righe dell’elenco ADM.

Il palinsesto approvato e che cosa si può quotare

Il secondo controllo riguarda gli eventi, e qui il diritto italiano è più vincolante di quanto il mercato immaginino.

L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Su un evento fuori da quel palinsesto non si può accettare una giocata. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Quali sport e quali tipologie di scommessa stiano nel palinsesto approvato, e se i cartellini siano quotati su tutti i campionati o solo su alcuni, è materia che si legge nel palinsesto del singolo concessionario.

Il calcio è il prodotto principale, ma il decreto prevede anche il totalizzatore, e se qualche marchio online offra concorsi pronostici sportivi non risulta. Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lettera v) descrive le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo ricreati al computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive; sui siti degli operatori c’è una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i «giochi di ippica nazionale» della lettera c), con le tipologie vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria.

L’ippica nazionale è il caso in cui la scelta del percorso è più netta e più spesso fraintesa. Un concessionario per le scommesse sportive non è automaticamente un concessionario per i giochi di ippica nazionale.

Il live, o scommesse live, è offerto da tutti i grandi operatori, e nessuno può dire che sia un’eccezione. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubblicate e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Il betting exchange, o punta e banca, è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

L’esito è un mercato a due velocità. Chi vuole l’exchange trova un solo nome storico con una descrizione documentata. Chi cerca i cartellini trova un mercato che dipende dal palinsesto approvato e dal regolamento interno, non da una lista pubblica di mercati.

Le scommesse su eventi che coinvolgono minori hanno un provvedimento direttoriale ADM che cita il DM 111/2006, ma il contenuto non è noto. Gli esports non hanno una risposta pubblica sulla presenza nel palinsesto. E sui limiti: non risulta un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore sceglie per sé e il limite di deposito impostato in registrazione.

Un settore che non può farsi pubblicità

C’è una regola che nessuno si aspetta di trovare in una pagina di scommesse, e che spiega perché il tono del settore è cambiato.

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lettera l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lettera m; articolo 15, comma 3).

Il quadro applicativo è in movimento. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Sul piano pratico: l’offerta esiste, è pubblicitaria solo se porta un logo senza promettere un gioco. Il settore italiano vive così, tra un prodotto che può esistere e una comunicazione che non può nominarlo.

La tassa sta sul concessionario, e questo cambia la lettura della vincita

Sul gioco c’è un’imposta, e va capita bene perché è quella che spiega perché il lettore non trova trattenute sulla propria schedina.

Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa secondo il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %). Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non risulta.

La conseguenza per il giocatore è diretta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista per il proprio caso.

Sui siti senza concessione la musica cambia, e su questo esiste un documento dell’amministrazione. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Ecco quindi il primo vero bivio per il lettore, prima ancora dei bonus.

Gioco responsabile: gli strumenti che esistono solo dove c’è una concessione

L’articolo 15, comma 1 del decreto del 2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione. Alla lettera a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

È un elenco normativo, e come tale va letto: sono obblighi, non cortesie. E sono obblighi che esistono solo all’interno del perimetro della concessione.

L’autoesclusione, e il registro che la rende reale

L’autoesclusione è la parte del sistema che funziona meglio e che si capisce peggio.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche sul territorio. Non è un’impostazione del singolo sito: è un registro nazionale, e chi vi entra non può giocare presso nessun concessionario italiano, online o in ricevitoria.

Le forme pratiche le scrivono i regolamenti. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il confronto tra le due discipline è il punto. Nove mesi di attesa per tornare a giocare dopo una revoca non sono un dettaglio burocratico: sono la differenza tra un pulsante che si preme e si dispreme e una decisione che ha un costo. Chi vuole solo «staccare due settimane» dalla vecchia finestra 30/60/90 oggi trova la finestra nuova 7-270 giorni, che è più flessibile in basso e molto più seria in alto.

La stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, anche per categoria di prodotto, come richiede la lettera e). Un giocatore può quindi chiudersi fuori dalle scommesse sportive e restare dentro il casinò, o viceversa.

Un avvertimento che vale per intero: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto. L’autoesclusione è una protezione che esiste dove esiste la concessione.

Limiti impostati in registrazione, e i sette giorni che nessuno legge

Il limite di deposito si sceglie in registrazione, ed è il secondo strumento che un lettore incontra senza accorgersene.

La scelta è su base settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

I sette giorni sono la parte intelligente del sistema e la più antipatica. Sono lì per impedire che una serata storta si risolva alzando il tetto, e sono anche il motivo per cui il tetto va impostato bene la prima volta. Chi si iscrive con un limite di comodo e conta di alzarlo il giorno dopo scopre che il comodo non c’è.

La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non risulta. Quello che un lettore può fare è guardare il proprio limite settimanale o mensile e verificarlo contro il proprio conto corrente, che è l’unica soglia che conti davvero.

Identificazione, conto di gioco e la finestra dei trenta giorni

Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. È un obbligo, non una formalità di sicurezza, ed è la ragione per cui il settore è così attento a SPID e CIE.

Gli operatori offrono la registrazione classica con il modulo e la copia di un documento, e accanto l’identificazione con SPID e CIE. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Anche Goldbet consente l’accesso tramite CIE attraverso un fornitore SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il dettaglio operativo è quello che sfugge. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Trenta giorni non sono molti. Chi si registra senza SPID, magari per fretta, e vince al primo pomeriggio, scopre che la vincita è sì sua ma non è ancora prelevabile. La registrazione con SPID è una scorciatoia che costa qualche minuto e vale esattamente quella finestra.

Il Telefono Verde e il dovere di informazione

Quando gli strumenti non bastano, il percorso esce dal sito. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Quel numero è l’unico elemento di questa sezione che è pubblico, gratuito e uguale per tutti. Nessun concessionario lo declina.

C’è poi un obbligo che gli operatori non mettono in vetrina. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Un operatore con concessione ADM è quindi, per legge, un editor di messaggi sul gioco responsabile. È l’unico tratto del sistema che non ha un equivalente fuori dalla concessione.

Il secondo bivio: gioco protetto contro gioco oscurato

Qui la scelta diventa netta, e non è una questione di preferenza.

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’articolo 22 del decreto del 2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti all’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore riferendo l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni giro, e i mirror riappaiono in poche ore. Il risultato si descrive con una parola sola: oscurati.

Sul piano del giocatore esiste una regola precisa, e la formula è di ADM stessa, del 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e eventuali procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4 è, in sostanza, il motivo per cui questa pagina non è una questione di gusto. Un concessionario ADM porta il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale.

I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è senza protezione: nessun registro, nessun ricorso, nessuna autorità.

Il bivio, dunque: da una parte un perimetro stretto con tutele reali, dall’altra un accesso senza regole che costa al lettore il registro, la protezione e — secondo la lettura dell’Agenzia delle Entrate — la dichiarazione dei redditi diversi.

Come si costruisce una schedina sui cartellini e come si legge la quota

I mercati a tema disciplinare hanno un vantaggio e uno svantaggio, e vanno guardati insieme.

Il vantaggio è che non dipendono dal risultato. Una partita senza reti può produrre sei punti cartellino. Un 4-0 può produrne zero. Questo rende i cartellini un mercato interessante per chi ha una lettura della partita che non passa dai gol — l’arbitro severo, la stracittadina, la squadra che entra in campo con l’obiettivo di spezzare il ritmo.

Lo svantaggio è che il mercato è piccolo, e i mercati piccoli si pagano. Il margine è più largo, i limiti di puntata più bassi e il numero di partite quotate inferiore rispetto al risultato finale.

Il formato del mercato, dai punti al prezzo

Le tipologie ricorrenti sono poche e conviene mapparle.

C’è il mercato del numero totale di punti cartellino su una partita, dove la scala di assegnazione è quella del regolamento. C’è il mercato per singolo giocatore, che chiede se un determinato calciatore sarà ammonito o espulso. C’è il mercato per squadra, che somma i punti di una sola delle due. E ci sono i mercati combinati con altri eventi della stessa partita.

Ciò che cambia da un concessionario all’altro non è la struttura ma la scala. La differenza tra 1 punto per il giallo di William Hill e la scala di un altro operatore è, di fatto, un cambio di valuta: la stessa partita produce due totali diversi, e i due prezzi non sono confrontabili senza sapere quale tabella sta sotto.

NetWin offre un bonus di benvenuto che richiede un volume di gioco pari a 3 volte il deposito entro 7 giorni. Il requisito si applica a multiple di almeno 3 eventi, con vincoli stringenti su quota minima e tipologia di giocata: conoscere i termini prima di attivare l’offerta è la differenza tra sapere cosa si sta giocando e scoprirlo dopo.

Quanto vale il bonus, se lo si gioca davvero

I requisiti di puntata sono il cuore di ogni bonus di benvenuto, e non sono un dettaglio legale: sono la parte dell’offerta che determina quante giocate servono per liberarla.

William Hill costruisce il proprio Benvenuto Sport con una scala di tranche. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Su un deposito da 20 €, che è il minimo, il programma si sblocca in tranche da 10 €: due tranche da liberare. Il valore massimo dell’offerta è 50 € sul deposito massimo, ma ogni tranche si sblocca solo giocando, con denaro reale, multiple da almeno cinque selezioni a quota minima 5.00. Sono cinque combinazioni dentro una sola schedina, ognuna a quota alta. È una costruzione pensata per chi gioca multiple lunghe, non per chi gioca singole.

Qui c’è una differenza di tipo da non confondere: il bonus cash di William Hill è denaro, non un gettone. Un bonus cash si preleva una volta soddisfatte le condizioni; un free bet no, perché il suo importo di regola non viene restituito con la vincita. Sono due cose diverse e i due nomi non si scambiano.

Vale la pena dire cosa significa, in concreto, un requisito espresso in questo modo. Un bonus da 50 € che richiede multiple da cinque selezioni a quota minima 5.00 non chiede un certo numero di giocate: chiede un certo tipo di giocate. Chi abitualmente punta su una singola a 1,80 non sbloccherà mai quella tranche, indipendentemente da quanto giochi.

Una scommessa, un conto

Il conto di una scommessa è elementare e conviene scriverlo una volta.

Con una puntata di 10 € a quota 1,85, la giocata vincente restituisce 18,50 €; il profitto netto è di 8,50 €, cioè la puntata moltiplicata per la differenza tra la quota e 1. La formula non ha varianti: la vincita è la puntata per la quota fissata nel momento in cui la scommessa è stata accettata, come prevede il quadro italiano, e quella quota resta congelata anche se il prezzo cambia prima del calcio d’inizio.

Su una multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo. Tre selezioni a 1,85 contro 1,85 danno una quota complessiva di circa 6,33, e su 10 € di puntata il ritorno è di circa 63,30 €. Il coefficiente cresce in fretta, ed è quella crescita che rende il requisito delle cinque selezioni di William Hill così oneroso: la quota minima di 5.00 si raggiunge facilmente con tre o quattro gambe, ma ogni gamba aggiuntiva moltiplica anche la probabilità che una sbagli.

E il sistema? Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Il sistema è la forma intermedia tra la singola e la multipla: una griglia di combinazioni in cui non tutte le gambe devono entrare.

Il quote 1,85 dell’esempio non è il prezzo di nessun mercato cartellino di nessun operatore. È l’anello tra la formula della vincita e il margine che la sostiene, e il margine è la cifra che determina quanto resta al giocatore nel lungo periodo.

I dieci concessionari ADM a confronto: criteri di valutazione

Mettere dieci marchi in fila richiede di dire con quale metro, altrimenti l’ordine diventa una preferenza personale travestita da classifica. I criteri sono quattro, e il peso di ciascuno dipende da cosa il lettore cerca.

Il primo è la concessione. Tutti i dieci marchi di questo confronto sono concessionari ADM su siti .it, e ognuno ha il proprio codice nell’elenco. Il codice identifica il sito, non il gruppo: è il controllo che un lettore può fare da solo in trenta secondi.

Il secondo è la larghezza dell’offerta. Alcuni marchi sono costruiti intorno al casinò con un sportsbook dentro; altri hanno il prodotto sportivo al centro. Questo non è un giudizio di qualità: è una differenza di forma, e orienta la scelta di chi gioca soprattutto calcio.

Il terzo è la profondità dei mercati. Qui l’attenzione va alle tipologie di scommessa e alle funzioni: esiti alternativi, combinazioni sulla stessa partita, chiusura anticipata della schedina.

Il quarto è la disciplina dell’identificazione e degli strumenti di gioco responsabile. È il criterio meno visibile e quello che pesa di più quando qualcosa va storto.

La tavola delle concessioni

La tabella raccoglie ciò che è verificabile dall’esterno, cioè il numero di concessione, la ragione sociale che lo detiene e quello che il regolamento sport del marchio stabilisce sul tema dei cartellini.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa stabilisce il regolamento sport sui cartellini
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi, con le schedine raccolte nella pagina My Bets
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; nei mercati dei soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso è escluso
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Quota e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata, con revoca dopo 9 mesi
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG e marcatori
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Streaming degli eventi in diretta, con un palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Sblocco del bonus con 3 volte il deposito entro 7 giorni, su multiple da 3 eventi a quota minima 2,00

La ragione sociale merita un secondo sguardo, perché è la colonna che dice di più. Lottomatica.it è di Goldbet Better Organization Italy, un nome che il giocatore non vede mai; Betsson e StarCasinò condividono Azzurri Limited e restano due prodotti separati.

Una colonna non c’è, ed è giusto dirlo. Non esiste qui un confronto dei margini sui mercati cartellino: nessuno dei dieci marchi pubblica la propria quota sui punti disciplinari in modo confrontabile, e i regolamenti dicono come si assegnano i punti, non quanto li pagano. Quella cifra si legge sul palinsesto, partita per partita, quando la si sta giocando.

C’è un’ultima asimmetria da segnalare, ed è quella che separa William Hill dagli altri nove nella terza colonna. È l’unico marchio del gruppo che scrive una tabella completa dei punti cartellino nel proprio regolamento sport. Per gli altri la terza colonna dice ciò che il marchio mette in vetrina sul prodotto sportivo, non come quota i cartellini.

William Hill: la tabella dei punti come vantaggio competitivo

Il marchio apripista di questa pagina è anche quello che ha fatto la scelta più interessante: ha pubblicato la matematica del mercato.

Nelle scommesse sui cartellini un giallo vale 1 punto e un rosso ne vale 2, con un massimo di 3 punti per giocatore. Nei mercati dei punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto ne vale 2. Nei mercati che contano solo i gialli, il doppio giallo vale 2 punti e nessun rosso entra nel conteggio finale.

Le tre frasi insieme fanno una cosa che nessun altro regolamento del confronto fa: rendono il mercato verificabile a mano. Il lettore può sommare i punti di una partita già giocata e controllare il risultato.

Il resto dell’offerta segue la stessa logica di trasparenza. Le giocate riguardano solo i giocatori in campo, con le espulsioni di panchina, staff e quelle dopo il fischio finale escluse dal conteggio. Il referto segue i dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come riserva e la registrazione video come caso particolare. Il Player Builder combina sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio.

Sul versante dei bonus, il Benvenuto Sport è denaro vero — 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € entro 7 giorni — ma erogato in tranche da 10 € su multiple da almeno 5 selezioni a quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Il verdetto. William Hill è il marchio giusto per chi vuole giocare i cartellini sapendo esattamente come vengono contati, e ha un difetto simmetrico: la sua offerta di benvenuto è costruita per chi gioca multiple lunghe con quote alte, ed è sprecata per chi punta singole. La tabella dei punti è un vantaggio vero. Le condizioni per incassare il bonus sono una selezione, non un regalo.

Eurobet: il marchio generalista e la formula classica

Eurobet è il marchio che occupa la posizione meno spettacolare e più solida: quella del prodotto completo senza fronzoli.

Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. È una descrizione breve, e vale la pena leggerla per quello che contiene: le tre forme classiche della scommessa ci sono tutte, e c’è una pagina dedicata allo storico delle giocate.

La concessione è la numero 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La stessa società gestisce anche Bwin e Giocodigitale, il che rende Eurobet un caso da manuale della regola per cui la concessione è per sito e non per azienda.

Il limite di questa scheda è onesto: non c’è qui una descrizione di come Eurobet quota i cartellini, e non c’è una scala di punti pubblicata.

Il verdetto. Eurobet è la scelta di chi vuole tre tipologie di scommessa funzionanti e uno storico ordinato, e non ha motivo di cercare altro. Chi invece arriva con una domanda specifica sui punti cartellino deve trovarla nel palinsesto del marchio, non in questa pagina.

Lottomatica: il live come prodotto centrale

Se c’è un marchio che ha costruito la propria proposta sportiva intorno alla diretta, è questo.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il perimetro dei campionati è ampio e il live è trattato come il centro dell’esperienza, non come un’appendice.

La concessione è la n. 16010, e la ragione sociale è la più sorprendente del gruppo: Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy.

Il verdetto. Lottomatica è il marchio per chi guarda la partita e vuole giocarla mentre si svolge, con il calcio internazionale coperto in modo ampio. Sui mercati cartellino questo orientamento aiuta, perché i punti disciplinari sono un mercato che vive di lettura in tempo reale; ma nessuna scala di punti è pubblicata qui, e chi la cerca deve aprirne il palinsesto.

Sisal: il catalogo delle giocate alternative

Sisal gioca la carta della varietà, e la gioca con nomi propri.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Le espulsioni sono la voce che conta per questa pagina: è la porta d’ingresso ai mercati disciplinari dentro un catalogo più ampio. Il Cash Out è l’altra funzione rilevante, perché su un mercato come il cartellino la possibilità di chiudere prima del novantesimo vale più che su un 1X2.

La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.

Il verdetto. Sisal è il marchio per chi si stanca della singola e vuole provare formati diversi sulla stessa partita. Il catalogo è il suo argomento; la sequenza di nomi proprietari è anche il suo problema, perché ognuno va imparato prima di capire cosa si sta giocando.

AdmiralBet: gli strumenti di tutela come argomento principale

AdmiralBet è la scheda in cui il gioco responsabile non è una riga di chiusura ma la sostanza.

Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

La concessione è la n. 16048, Admiral Bet S.r.l.

Il verdetto. Il valore di questa scheda sta nel fatto che i tre limiti — ricarica, spesa e tempo — sono richiesti tutti insieme, e su tre basi temporali. Un marchio che chiede di fissare anche il tempo di gioco, e non solo il denaro, impone al giocatore una decisione che gli altri lasciano a un menu. Chi vuole costruirsi un conto con dei paletti fin dall’inizio parte da qui.

Betsson: la copertura come argomento

Betsson punta sul volume, e il volume su un mercato secondario è una promessa implicita di prezzi migliori.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la n. 16027, e la ragione sociale è Azzurri Limited, la stessa di StarCasinò.

Migliaia di eventi e cinque famiglie di mercati è una descrizione di ampiezza, ed è quello che un marchio con un casinò dentro vende: la sensazione che non manchi niente.

Il verdetto. La copertura è l’argomento di Betsson, e resta un argomento valido finché si resta su 1X2, Under/Over e marcatori. Sui cartellini, che sono il mercato di nicchia che questa pagina esamina, l’ampiezza del catalogo non è la stessa cosa della profondità su un singolo mercato disciplinare.

Planetwin365: lo streaming come infrastruttura

C’è un marchio la cui proposta, per questa pagina, si legge meglio partendo da ciò che mostra che da ciò che quota.

Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La concessione è la n. 16007, Pwo S.p.a.

Il palinsesto quotidiano è la parte che merita attenzione. Tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo non sono il calcio di Serie A, e la loro presenza quotidiana dice che il live è un’infrastruttura costruita per avere sempre qualcosa da mostrare, non un servizio legato agli eventi maggiori.

Il verdetto. Planetwin365 è il marchio per chi vuole avere una partita da guardare in un martedì di sport minore, e lo streaming è la ragione per aprirlo. Sul calcio e sui mercati disciplinari questa scheda non porta elementi propri, e chi cerca i cartellini deve partire dal palinsesto.

Betfair: l’exchange e i mercati maggiorati

Betfair occupa una posizione che nessun altro marchio di questo gruppo ricopre, e conviene dire perché.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028, Betfair Italia S.r.l., ed è descritta come la prima con il betting exchange.

Qui si tocca la parte più tecnica del quadro italiano. L’exchange è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) ed è definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 afferma che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

Nessuno degli altri nove marchi di questo confronto è descritto con un exchange documentato.

Il verdetto. Betfair è il marchio di chi vuole fare la punta o la banca invece di accettare il prezzo del bookmaker, e quella è una scelta di metodo, non di comodità. I 200 centesimi come puntata back minima sono un vincolo che dice molto sulla platea a cui l’exchange italiano si rivolge: non è un conto da due euro.

StarCasinò: lo sport dentro il casinò

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, Azzurri Limited — la stessa di Betsson.

È la scheda dove la descrizione dice più del previsto: lo sport c’è, è funzionante e non è l’argomento principale del marchio. Il nome stesso dell’operatore lo annuncia.

Il verdetto. StarCasinò è una scelta coerente per chi usa già il casinò e vuole una schedina ogni tanto senza aprire un secondo conto. Per chi cerca profondità sui mercati di calcio, e sui cartellini in particolare, la gerarchia interna del prodotto è il punto debole: lo sport è un’ala dell’edificio, non la facciata.

NetWin: il bonus e il suo giro

NetWin è il marchio che si presenta attraverso un requisito, ed è un buon esempio di come si legge un’offerta.

Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. La concessione è la n. 16035, Netwin Italia S.p.a.

I numeri meritano di essere letti nella loro combinazione. Un giro di 3 volte il deposito è, di per sé, un requisito contenuto rispetto agli standard del mercato. Ma le condizioni di giocata lo trasformano: multiple da almeno 3 eventi, quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, con l’esclusione di sistemi, antepost, live e cash out attivo.

L’esclusione più pesante è l’ultima. Il cash out è una delle funzioni più usate dai giocatori italiani, e un bonus che non ammette schedine con cash out attivo obbliga a rinunciarvi su tutte le giocate che contano per il requisito. La combinazione tra quota minima 2,00 per evento e quota totale 10,00 su 3 eventi restringe ulteriormente il campo: le selezioni devono essere tutte sopra il 2,00 e il prodotto deve superare il 10,00.

Il verdetto. NetWin è il marchio il cui bonus è facile da leggere nella prima riga e vincolante nelle ultime tre. Un giro di 3 volte promette leggerezza; la lista delle schedine escluse — sistemi, antepost, live, cash out — dice a chi gioca abitualmente quelle tipologie di scommessa che il requisito gli costerà rinunce, non tempo.

Domande frequenti sui cartellini scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e si cerca la riga del sito. L’elenco ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, una per sito .it. In alternativa, il numero di concessione e la ragione sociale sono dichiarati nelle condizioni dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata accettata. Puntando 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. Su una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè 1 diviso ogni quota. Su un mercato a due esiti a 1,90 contro 1,90 la somma dà circa 1,053, quindi il bookmaker restituisce intorno al 95 % e trattiene attorno al 5 %. Su un mercato a tre esiti, come il 1X2, la somma ha una quota in più.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. La cifra che ADM fissa nel bando di gara non è pubblicata.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM il prelievo cade sull’operatore: la stampa di settore descrive le vincite come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. Sui siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare; non è consulenza fiscale.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede l’elenco dei siti inibiti e sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per chi viola un ordine ADM. Secondo ADM il partecipante a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi, ai sensi della legge 401/1989.

Dove si trovano le regole sui punti cartellino di un singolo operatore?

Nel regolamento sport pubblicato dal concessionario, non in una lista comune. William Hill vi scrive la scala completa: giallo 1 punto, rosso 2 punti, tetto di 3 punti per giocatore, doppio giallo con rosso 3 punti. Per gli altri marchi la scala va letta nel loro regolamento.

Che differenza c’è tra il bonus cash di William Hill e un free bet?

Il bonus cash è denaro: una volta soddisfatte le condizioni si preleva. Un free bet è un gettone di giocata e di regola il suo importo non viene restituito insieme alla vincita, quindi vale meno di quanto annuncia il nome. Il Benvenuto Sport di William Hill è un bonus cash.

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